Paul Gallico.
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LA SIGNORA HARRIS VA A NEW YORK.
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Traduzione di: Francesca P.
2013 Sperling & Kupfer Editori, per Edizioni Frassinelli.
ISBN 978-88-200-5481-6 86-1-13.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Dopo l'incursione da Dior a Parigi, la signora Harris  tornata felicemente alle sue quotidiane abitudini: la tazza di t in compagnia dell'inseparabile signora Butterfield, qualche fuggevole visita al pub, il cinema settimanale.
E soprattutto il lavoro di colf nelle case della Londra upper class, dove non mancano mai succulenti quanto scandalosi intrighi sui quali fantasticare con l'amica. Ma un giorno qualcosa interrompe di nuovo la routine: Ada Harris si accorge che Henry, il tenerissimo ragazzino della casa accanto, viene regolarmente maltrattato dai genitori adottivi che se ne occupano dopo l'abbandono della - snaturata! - giovane madre. Ada decide allora di rintracciare il vero padre di Henry, impresa non facile dal momento che vive negli States e il suo cognome  Brown... come cercare un signor Rossi in Italia. Ma niente pu fermare la nostra entusiasta signora inglese. Perch quel che  giusto  giusto! D'altro canto la fortuna (che qualche volta ci vede benissimo) fa la sua parte: una delle facoltose famiglie per le quali Ada lavora deve trasferirsi proprio a New York, e non pu assolutamente fare a meno dei suoi impagabili servigi. Accompagnata dall'imprescindibile, e straordinariamente recalcitrante, signora Butterfield, Ada solca l'oceano con una nuova missione: restituire un bambino all'affetto del padre.
La signora Harris  irresistibile: eccentrica e generosa, ironica e risoluta, energica e gentile, affronta ogni avventura con lo spirito pragmatico di una donna inglese, la mancanza di pregiudizi di un cuore puro e lo spirito eroico di un cavaliere della Tavola Rotonda. Uno di quei personaggi che riconciliano con l'umanit
(magari non tutta, d'accordo), la madrina delle favole che tutti vorremmo incontrare nel momento del bisogno; una lettura talmente piacevole, divertente e tenera da strapparci pi
di un sorriso.
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L'AUTORE.
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Paul Gallico (1897-1976)  nato a New York da un immigrato italiano e da un'austriaca.  stato uno scrittore di successo, autore di romanzi, racconti e giornalista sportivo. Da molti dei suoi lavori sono stati tratti film famosi. Alla sua prima pubblicazione, negli anni Sessanta, La signora Harris (Frassinelli 2011)  stato un
grande bestseller: per 61 settimane in classifica, 70.000 copie vendute negli Stati Uniti, tradotto in Francia, Germania, Italia. Ne sono stati tratti un film (In volo per un sogno., con Angela Lansbury) e un musical.
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LA SIGNORA HARRIS VA A NEW YORK
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NOTA DELL'AUTORE.
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Il marchese Hypolite de Chassagne, naturalmente, non  l'ambasciatore francese negli Stati Uniti.  solo il genio buono di una fiaba dei giorni nostri. N troverete la signora Harris, la signora Butterfield e gli Schreiber agli indirizzi riportati, perch questa  un'opera di fantasia. Se per i personaggi qui rappresentati non assomigliano a nessuno di vostra conoscenza, allora l'autore ha fallito nel suo intento di rispecchiare la vita e porge a tutti le sue scuse.
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Questo libro  dedicato con affetto alle eroiche e preziose domestiche che, anno dopo anno, rassettano la Gran Bretagna.
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Capitolo 1.
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La signora Ada Harris e la signora Violet Butterfield, domiciliate
rispettivamente al numero cinque e al numero nove
di Willis Gardens, Battersea, Londra, stavano prendendo il
consueto t serale a casa della signora Harris, un piccolo,
lindo seminterrato traboccante di fiori.
La signora Harris era una domestica a ore - un esemplare di
quella solida razza londinese che ogni mattina esce a rassettare
la citt pi grande del mondo - e la signora Butterfield, sua
collega e amica intima da una vita, faceva anche la cuoca a
mezza giornata. Entrambe lavoravano nell'elegante quartiere
di Belgravia, dove assistevano alle storie pi disparate e collezionavano
pettegolezzi succosi su quella clientela stravagante.
Alla fine della giornata si facevano una visitina per l'ultima
tazza di t e per scambiarsi le notizie pi ghiotte.
La signora Harris era sulla sessantina, piccola e smilza,
con le guance vizze come mele raggrinzite dal gelo e gli occhietti
impertinenti. Dotata di un forte senso pratico, aveva
un'inclinazione romantica, era ottimista e portata a semplificarsi
la vita vedendo sempre o tutto bianco o tutto nero. La
signora Butterfield, pure lei sulla sessantina, era un fluttuante
donnone gentile e timoroso, la classica pessimista che vedeva
tutti, compresa se stessa, costantemente sull'orlo del disastro.
Le due brave donne erano entrambe vedove da un bel
pezzo. La signora Butterfield aveva due figli sposati, nessuno
dei quali contribuiva al suo sostentamento, il che non la sorprendeva.
Anzi, si sarebbe stupita del contrario. La signora
Harris aveva una figlia sposata che viveva a Nottingham e le
scriveva ogni gioved sera. Le due amiche conducevano una
vita intensa, operosa e interessante, si aiutavano a vicenda
in ogni cosa e colmavano le rispettive solitudini. Un annetto
prima era stata proprio la signora Butterfield a occuparsi
temporaneamente dei clienti della signora Harris per consentirle
di andare a Parigi a compiere una missione eccitante
quanto romantica: comprarsi un vestito di Dior, che adesso
era appeso come un trofeo nel suo guardaroba a ricordarle
quanto sia fantastica e avventurosa la vita, per chi abbia solo
un briciolo di energia, testardaggine e immaginazione.
Comode e al calduccio, sedute sotto la luce di una lampada,
con la teiera bollente e profumata protetta dal copriteiera a
fiori gialli che la signora Butterfield aveva sferruzzato come
regalo di Natale, le due donne scambiavano quattro chiacchiere
sugli avvenimenti della giornata.
Dalla radio proveniva una serie di lamenti attribuiti a tal
Kentucky Claiborne, cantante country d'oltreoceano.
Allora faccio alla contessa: O compra un aspirapolvere
nuovo o non mi vede pi', raccontava la signora Harris.
Vecchia befana spilorcia. "Cara signora Arris", fa lei, "non 
che potremmo aspettare l'anno prossimo?" Come no! Ogni
volta che tocco quell'aggeggio del cavolo mi arriva la scossa
fino ai piedi. Cos le ho dato l'ultimatum. "Se domani mattina
non mi fa trovare un aspirapolvere nuovo, metto la chiave nella
buca!" Infilare la chiave di un appartamento nella buca delle
lettere era il suo classico modo di presentare le dimissioni.
La signora Butterfield prese un sorso di t. Vedrai che
non te lo compra, comment in tono sconsolato. Li conosco
quelli come lei. Ogni singolo penny se lo mettono in saccoccia,
e chi s' visto s' visto.
Dagli altoparlanti della radio Kentucky Claiborne mugugnava:
Un bacio d'addio, vecchio Cayuse.
Un bacio, cavallino, non dire no.
I malvagi m'hanno sparato...
Temo d'essere spacciato.
Un bacio d'addio, vecchio Cayuse.
Puah! fece la signora Harris. Non la reggo pi sta
lagna. Spegni, tesoro, fammi la cortesia.
La signora Butterfield, docile, si allung a girare la manopola
lasciandosi sfuggire un commento:  proprio triste, gli
hanno sparato e vuole un bacio dal suo cavallo. Adesso non
sapremo mai se gliel'ha dato.
Ma non fu cos, perch a quanto pareva i vicini erano patiti
delle ballate country e la tragica saga d'amore western continu
a filtrare attraverso le pareti. Nella cucina dove sedevano
le due donne, per, penetrarono anche altri suoni: un colpo
sordo e poi un pianto di dolore, seguito da un'impennata
del volume della musica, sicch lo strimpellio della chitarra
e i gemiti nasali di Kentucky Claiborne coprirono le grida.
Le due donne si irrigidirono e sui loro volti si dipinse
un'espressione preoccupata.
Brutti diavoli, sussurr la signora Harris, ce l'hanno
di nuovo col piccolo Enry.
Oh, quel povero angioletto, disse la signora Butterfield.
E poi: Non lo sento pi.
Hanno alzato il volume apposta. La signora Harris si
avvicin a un punto della parete dove evidentemente una
volta c'era un passaggio fra le due case e il tramezzo era pi
sottile, e batt forte con le nocche. Quasi all'istante risposero
con altrettanti colpi.
La signora Harris accost la bocca al muro e url: Dico,
smettetela di picchiare il bambino. Devo chiamare la polizia?
La replica dall'altra parte fu chiara e succinta. E datti
una calmata. Chi ha mai picchiato qualcuno? url un uomo.
Le due donne rimasero davanti alla parete tendendo l'orecchio,
in preda all'ansia, ma non giunsero altri lamenti e ben
presto anche lo stridore della radio diminu.
Diavoli! sibil di nuovo la signora Harris. Il problema
 che non lo picchiano troppo forte, cos non si vede. Altrimenti
potremmo chiamare chi di dovere. Domani mattina
gliene dico quattro.
 inutile, dopo se la prendono con lui, comment la
signora Butterfield mestamente. Ieri gli ho dato una fetta
di torta che mi era avanzata. Signore, quei ragazzacci dei
Gusset gli sono saltati addosso e gliel'hanno strappata via in
men che non si dica.
D'un tratto negli occhietti azzurri della signora Harris
comparvero due lucciconi di rabbia repressa, e la donna
sciorin una litania di parole alquanto sconvenienti e del tutto
irripetibili per descrivere i famigerati Gusset.
La signora Butterfield le diede qualche colpetto sulla
spalla: Su, su, cara, non agitarti.  una vergogna, ma noi
che possiamo fare?
Qualcosa! replic l'altra furente. Poi ripet: Qualcosa.
Non ce la faccio. E cos dolce, quel mocciosino. Nei suoi occhi
pass un lampo. Ci scommetto che se vado in America suo
padre lo trovo in quattro e quattr'otto. Sar pure da qualche
parte, no? In pensiero per il suo piccolino, di sicuro.
Sul faccione della signora Butterfield si disegn un'espressione
di terrore, i suoi molteplici menti sussultarono e le
labbra presero a tremare. Ada, mormor, non starai mica
pensando di andare in America, vero? Ricordava come fosse
ieri il giorno in cui la signora Harris aveva deciso che la cosa
che voleva di pi al mondo era un vestito di Dior, e per ottenerlo
aveva tirato la cinghia per due anni, era volata a Parigi
sola soletta ed era tornata trionfante con l'abito.
Con grande sollievo della signora Butterfield sembrava in
effetti che ci fosse un limite alle capacit dell'amica, perch
questa piagnucol: E come faccio? Ma mi si spezza il cuore.
Non sopporto di veder maltrattare un bambino.  talmente
magro che gli si contano le ossa.
Tutta Willis Gardens conosceva la storia di Henry Brown
e dei Gusset, una tragedia di quegli anni del dopoguerra,
ahim, gi vista troppe volte.
Nel 1950 George Brown, un giovane aviatore americano
di stanza in Inghilterra, si era sposato con una cameriera di
una citt vicina, una certa Pansy Cott, ed era nato un figlio
che avevano chiamato Henry.
Quando George Brown fu richiamato in patria, la donna
si rifiut di seguirlo e rest l con il bambino, pretendendo
un aiuto economico. Tornato negli Stati Uniti, Brown fece in
modo di inviare l'equivalente di due sterline alla settimana
per il mantenimento del piccolo. In pi divorzi dalla moglie.
Pansy e il figlio si trasferirono a Londra, dove la donna
trov lavoro e conobbe un tale intenzionato a sposarla. Tuttavia
l'uomo non ne voleva sapere del bambino, e il prezzo per
quell'anello al dito era sbarazzarsi di Henry, che ormai aveva
tre anni. Senza farselo ripetere due volte, Pansy lo affid ai
Gusset, i vicini della signora Harris, che avevano gi sei figli;
spos l'amante e si trasfer in un'altra citt.
Per tre anni la sterlina settimanale che Pansy si era impegnata
a pagare agli affidatari (trattenendone quindi una di
guadagno netto per s) continu ad arrivare e, bench non
ci si potesse fare indigestione, Henry non se la passava molto
peggio dei figli dei Gusset. Ma un giorno la sterlina non arriv,
e da allora non se ne videro altre. Pansy e il nuovo marito
erano svaniti nel nulla, rendendosi irreperibili. I Gusset avevano
per l'indirizzo del padre, George Brown, che viveva da
qualche parte in Alabama. La lettera con cui gli chiedevano
soldi torn indietro con il timbro destinatario sconosciuto.
Si resero conto che il bambino gli era rimasto sulla groppa, e
da allora in poi le cose per Henry si misero maluccio.
I Gusset, che erano dei disgraziati, si sfogavano su di lui.
Questo era noto a tutto il quartiere e il piccolo Henry era
diventato fonte di profonda preoccupazione per le due vedove,
ma in particolare per la signora Harris, che si sentiva
stringere il cuore al pensiero dell'orfanello (come era stato
dichiarato ufficialmente). Se gli affidatari fossero stati pi
brutali e crudeli, la signora Harris avrebbe potuto rivolgersi
alle autorit. Ma quelli erano troppo furbi. Nessuno sapeva
esattamente cosa facesse il capofamiglia per sbarcare il lunario,
ma andava spesso a Soho, a volte di notte, e tutti sapevano
che c'era sotto qualcosa di losco.
Qualunque cosa fosse, era certo che tutti si davano un
gran daffare per evitare le attenzioni dei poliziotti, e per ci
badavano a rimanere nei limiti della legge, almeno per quanto
riguardava Henry. Sapevano benissimo che la polizia non era
autorizzata a intervenire se non in caso di evidente crudelt.
Nessuno poteva dire che il ragazzino morisse di fame o
mostrasse segni di percosse. La signora Harris sapeva per che
la sua vita era un inferno, fatto di poco cibo, scapaccioni,
schiaffi, pizzicotti e improperi, poich i Gusset si vendicavano
su di lui perch gli avevano chiuso i rubinetti.
Era insieme l'animale da soma e il capro espiatorio di quei
sudicioni: i quattro figli e le due figlie, che andavano dai tre ai
dodici anni, potevano stuzzicarlo, prenderlo a calci e maltrattarlo
impunemente. Ma il peggio era che il bambino veniva su
senza amore, anzi, odiato a morte, e per la signora Harris, e
la signora Butterfield, questa era la cosa pi dolorosa di tutte.
Anche lei aveva avuto la sua bella parte di batoste; ma
erano previste, facevano parte del suo mondo. Era rimasta
comunque affabile ed esuberante per carattere, aveva tirato
su una figlia da sola, e lo spettacolo del ragazzino maltrattato
era diventato un'inquietudine dolorosa e costante, un pensiero
che non si allontanava mai. Spesso, quando si sentiva allegra,
gioiosa, serena, com'era nella sua natura, o entusiasta del suo
lavoro, dei suoi clienti e dei suoi amici, l'idea improvvisa della
sventura del piccolo Henry la colpiva come una doccia fredda.
Allora si abbandonava a una delle sue fantasie, come quella
che un annetto prima l'aveva spedita dritta dritta a vivere la
sua grande avventura a Parigi.
Il nuovo sogno a occhi aperti assomigliava molto a uno
di quei feuilleton a cui si era appassionata di recente e che
leggeva a puntate sulle riviste che le passavano le sue signore.
Secondo l'opinione della signora Harris, e che restava tale
e quale anche nel sogno, Pansy Cott, o qualunque fosse il suo
attuale cognome, era la cattiva della storia; Brown, l'aviatore
scomparso, era l'eroe, e il piccolo Henry la vittima. Tanto per
cominciare, era convinta che il padre continuasse a inviare
denaro per il figlio e che Pansy se lo intascasse. Era tutta
colpa di quella donna: Pansy che si era rifiutata di seguire il
marito in America, com'era suo dovere di moglie; Pansy che
gli aveva impedito di prendere con s il bambino; Pansy che,
per accontentare l'amante, lo aveva affidato a quelle bestie; e
infine, Pansy che si era dileguata con il malloppo, abbandonando
il figlio al suo orrendo destino.
George Brown, invece, era di animo nobile; molto probabilmente
in quegli anni aveva fatto fortuna, come tutti gli
americani. Forse si era risposato, forse no, ma dovunque fosse
si affliggeva per la perdita del suo Henry.
Il giudizio su George Brown si basava sull'esperienza
fatta con i soldati americani in Inghilterra, che la signora
Harris aveva sempre trovato amichevoli, cordiali, generosi e
particolarmente affettuosi e gentili con i bambini. Ricordava
come durante la guerra non mancassero mai di dividere le
loro razioni di dolciumi con i ragazzini che stavano sempre
intorno alle basi. Per natura erano rumorosi, sbruffoni e
spreconi, ma quando si imparava a conoscerli, sotto sotto
erano i migliori di tutti.
Erano il popolo pi ricco del mondo, su questo non ci
piove, e la signora Harris si costru un castello di fantasia dove
sicuramente George Brown viveva e dove anche il piccolo
Henry avrebbe potuto godere del suo diritto di nascita, se
solo il padre avesse saputo della sua sventura. Non dubitava
che, se ci fosse stato il modo di trovarlo e informarlo della
situazione, il signor Brown avrebbe fatto il suo ingresso in
scena, trasportato sulle ali di un jet pi veloce del suono,
per reclamare il figlio e sottrarlo alla tirannia e al giogo dei
perfidi Gusset. Bisognava solo che una fatina buona desse
una regolata alle manopole del Fato e la macchina sarebbe
partita nella direzione giusta. Come si pu immaginare, non
pass molto prima che la signora Harris cominciasse a calarsi
nei panni di quella fatina.
Nel sogno si trasferiva negli sconfinati Stati Uniti d'America,
dove per una combinazione di astuzia e fortuna scovava
quasi subito lo scomparso George Brown. Mentre gli narrava la
storia del piccolo Henry, le lacrime cominciavano a scorrergli
gi per le guance, e tempo di finire piangeva come un vitello.
Mia brava signora, esclamava, tutte le mie ricchezze non
potranno mai ripagarla di ci che ha fatto per me. Ors, prendiamo
l'apparecchio e riportiamo il mio bambino al focolare
che lo attende. Era proprio un bel sogno.
Come  noto, per, la signora Harris non si dedicava solo a
tessere trame di fantasia. Era determinata, pratica e realistica
riguardo alla situazione del piccolo Henry e ben consapevole
che fino a quel momento nessuno era stato capace di rintracciare
il padre. Anzi, nessuno ci aveva mai davvero provato. E
allora Ada si convinceva sempre di pi che se solo le avessero
dato una possibilit lei sarebbe riuscita a trovarlo, una convinzione
per nulla scalfita dal fatto che di lui sapeva solo il
nome, George Brown, e che era stato nell'aviazione americana.

 Capitolo 2.

In cuor suo la signora Harris sapeva benissimo che per lei
andare in America era come andare sulla luna: praticamente
impossibile. S, aveva sorvolato la Manica, e dall'aereo l'Oceano
Atlantico sembrava una minuscola pozza d'acqua, ma le
considerazioni pratiche - il costo del biglietto, le spese di vitto
e alloggio - rendevano il nuovo viaggio ben al di fuori della
sua portata. Se era riuscita a vedere Parigi e a realizzare il suo
pi ardente desiderio, era solo perch per due anni aveva fatto
economie all'osso. Era stata una fatica immane e alla fine era
ridotta uno straccio. Adesso, con qualche anno in pi sulle
spalle, sapeva che non avrebbe avuto la forza di raggranellare
le sterline necessarie per una seconda spedizione.
Il affaire Dior si era messo in moto perch la signora Harris
aveva vinto un centinaio di sterline al totocalcio, senza le
quali non avrebbe mai nemmeno provato a metterne insieme
altre trecentocinquanta. Compilava ancora la schedina tutte
le settimane, ma senza la fervente convinzione di quelli che
saranno baciati dalla fortuna. I fulmini di quel tipo non cadono
mai due volte nello stesso punto, poco ma sicuro.
Eppure, nel momento esatto in cui gli orripilanti gorgheggi
di Kentucky Claiborne coprivano i pianti del piccolo Henry,
preso a sberle al numero sette di Willis Gardens e mandato
per l'ennesima volta a letto senza cena, il Fato stava gi ponendo
le basi per un incredibile cambiamento nella vita non
solo del bambino, ma anche delle domestiche.
Non fu merito di un miracolo o di un evento soprannaturale,
ma di due uomini seduti di fronte ad altri due uomini al
tavolo della sala riunioni in un gigantesco studio cinematografico
e televisivo di Hollywood, a quasi diecimila chilometri
di distanza. Uomini che si guardavano in cagnesco con tutto
l'astio e la cupidigia di chi  impegnato in una battaglia per
il potere.
Sette ore, centotr tazze di caff e quarantadue sigari cubani
pi tardi, gli sguardi non avevano perso nemmeno un briciolo
di ostilit, ma la battaglia poteva dirsi conclusa. Fu allora che
part il cablogramma che avrebbe avuto conseguenze dirette
e indirette sulla vita di un bizzarro assortimento di persone.
Fra i clienti per cui la signora Harris prestava servizio non
solo con regolarit ma con entusiasmo - del resto anche lei
aveva le sue preferenze - c'erano gli Schreiber, che abitavano
in un appartamento di sei stanze all'ultimo piano di un
palazzo rimesso a nuovo in Eaton Square. Joel e Henrietta
Schreiber erano una coppia americana di mezza et, senza
figli, e vivevano a Londra da tre anni. Il signor Schreiber
svolgeva la funzione di rappresentante e responsabile della
distribuzione in Europa per la North American Pictures and
Television Company.
Era stato grazie alla stordita gentilezza di Henrietta
Schreiber che la signora Harris aveva potuto convertire le sudate
sterline nei dollari con cui aveva pagato il vestito di Dior a
Parigi. A nessuna delle due era passato per la testa che fosse
illegale. Per come la vedeva la signora Schreiber, la valuta
britannica non aveva lasciato la madrepatria: era questo che
volevano gli inglesi, no? Ma in fin dei conti lei era una di
quelle persone svaporate che non capiscono mai del tutto
come funzionano le cose, o come dovrebbero funzionare.
Con l'aiuto e i consigli quotidiani della signora Harris,
aveva imparato a mandare avanti la casa, a fare compere in
Elizabeth Street e a cucinare, mentre l'altra si occupava delle
pulizie per due ore al giorno. I cambiamenti e i problemi
imprevisti, per, mandavano in crisi l'americana. Prima di
venire in Inghilterra, si era dovuta accontentare del genere
di servit disponibile a Hollywood e a New York, perci ammirava
profondamente l'energica domestica per la rapidit,
l'efficienza, la destrezza con cui spolverava e soprattutto la
capacit di far fronte a qualsiasi situazione.
Quanto al signor Schreiber, custodiva idealmente nella
sua valigetta i simboli del potere come ogni soldato custodisce
nel suo zaino le stellette. Entrato nella North American
Pictures come semplice fattorino, poco alla volta era salito
fino alla posizione attuale. Ma sotto la giacca di abile uomo
d'affari batteva un cuore amante delle arti e delle lettere, che
fantasticava su cosa avrebbe fatto se fosse stato il presidente
della societ: un'eventualit cos remota che non ne aveva mai
nemmeno discusso con la sua Henrietta. Il suo non era il tipo
di impiego che porta alla stesura di piani programmatici e agli
incontri con le piccole e grandi star dello schermo.
Eppure, quando la riunione di cui sopra fu conclusa, il
famoso cablogramma fu spedito proprio a Joel Schreiber.
Secondo le istruzioni che vi lesse, avrebbe dovuto trasferire i
suoi uffici e il suo domicilio a New York, dove lo aspettava un
contratto quinquennale come presidente della North American
Pictures and Television Company Ine. I due gruppi di potere
in lotta per il controllo della societ - nessuno abbastanza forte
per vincere ed entrambi prossimi allo sfinimento - avevano
optato per una soluzione di compromesso designando un
oscuro outsider.
Il cablogramma giunto nell'ufficio di Schreiber quel pomeriggio
fu seguito da una lunga serie di telefonate intercontinentali,
miracolose conversazioni a pi voci che valicarono gli
oceani e la terraferma, in cui cinque persone - una a Londra,
due in California, due a New York - parlarono ciascuna dal
proprio apparecchio come se fossero tutte nella stessa stanza.
La sera il signor Schreiber, un ometto robusto con gli occhi
intelligenti, sprizzava felicit da tutti i pori.
Non ci fu verso di trattenersi: appena varc la soglia di
casa, gli usc tutto d'un fiato. Henrietta, ci siamo! Ho una
splendida notizia, ed  tutto vero. Hai davanti a te il presidente
della North American Pictures! Mi spostano a New York, ce
ne andiamo fra due settimane. Staremo in un grande appartamento
che d su Park Avenue. Me l'ha trovato la societ,
un doppio attico. Adesso sono un pezzo grosso, Henrietta.
Allora, cosa te ne pare?
Si abbracciarono teneramente. Poi il signor Schreiber
trascin Henrietta in un giro di danza per tutta la casa, tanto
che alla fine la placida matrona aveva il fiato corto.
Te lo meriti, Joel, ansim. Avrebbero dovuto nominarti
molto tempo fa. Poi, per calmarsi e riordinare le idee, guard
fuori dalla finestra affacciata su Eaton Square, silenziosa e
ombreggiata dagli alberi, con la strada che correva in mezzo.
Con una fitta si rese conto che ormai si era abituata a quella
vita tranquilla, anzi la adorava, e la atterriva il pensiero di
ripiombare nella frenesia caotica di New York.
Schreiber camminava avanti e indietro, sovreccitato, incapace
di sedersi mentre nella testa rotonda gli sfrecciavano
decine di idee, progetti e intuizioni. A un certo punto si ferm
esclamando: Se avessimo un figlio, Henrietta, sarebbe fiero
del suo vecchio.
La frase colp la donna dritto al cuore, dove si conficc
vibrando come una freccetta nel bersaglio. Di sicuro non
era un rimprovero, perch suo marito non era quel genere
di uomo; scaturiva dal semplice desiderio, a lungo cullato, di
essere padre. E adesso che da un giorno all'altro era diventato
qualcuno, il desiderio si era acuito. Quando si stacc dalla
finestra, aveva gli occhi lucidi e riusc soltanto a balbettare:
Oh, Joel, io lo sono, fiera di te.
Lui si accorse subito di averla ferita. Le and vicino e,
mettendole un braccio intorno alle spalle, disse: Via, via, non
 quello che intendevo. Non c' bisogno di piangere. Siamo
molto fortunati, siamo importanti adesso. Pensa a come ci
divertiremo a New York, alle cene che darai per tutta quella
gente famosa. Sarai una padrona di casa coi fiocchi.
Oh, Joel, fece lei,  passato tanto tempo da quando
abbiamo lasciato l'America, e New York... Ho paura.
Su, su, la consol il marito. Di cosa devi avere paura?
Sar una passeggiata, te la caverai benissimo. Adesso siamo
ricchi e puoi avere tutta la servit che vuoi.
Ma era proprio questo a preoccupare Henrietta, e continu
a preoccuparla anche la mattina seguente, dopo che il signor
Schreiber fu uscito per andare in ufficio camminando a tre
metri da terra.
Agitata e confusa, la donna pass in rassegna nella sua immaginazione
la mostruosa gamma di sciattoni, inetti, poltroni e
buoni a nulla provenienti da tutto il pianeta che si spacciavano
per domestici qualificati. Nella sua mente in subbuglio sfil la
parata di maggiordomi e camerieri slovacchi, lituani, bosniaci
con le unghie sporche e le dita gialle di nicotina che avevano
lavorato per lei disseminando ovunque la cenere delle loro
eterne sigarette. Aveva avuto a che fare con svedesi dall'aria
bovina, finlandesi dallo sguardo altrettanto vuoto, prussiani
impudenti, irlandesi pigri, italiani ancora pi pigri e orientali
imperscrutabili.
Stufa marcia di stranieri, aveva assunto domestiche americane,
bianche e di colore: cameriere che vivevano in casa,
si scolavano i suoi liquori e usavano il suo profumo, oppure
donne a giornata che arrivavano la mattina e se ne andavano
la sera, di solito con un vestito o un capo di biancheria intima
della padrona nascosto sotto il cappotto. Non sapevano spolverare,
passare la cera, spazzare, lavare un bicchiere, lucidare
l'argento, e stavano immobili per ore, appoggiate alla scopa
senza fare niente, tanto da lasciare l'impronta. Nessuna di
loro aveva il minimo amore per la casa e gli oggetti a cui lei
teneva. Rompevano il servizio buono, le porcellane, le lampade
e le chincaglierie, rovinavano copriletti e lenzuola, lasciavano
bruciature di sigaretta sui tappeti: insomma, distruggevano le
sue propriet, ma soprattutto la sua pace interiore.
All'orrenda marmaglia aggiunse poi una sfilza di cuoche
inacidite, ognuna delle quali aveva contribuito a farle spuntare
qualche capello grigio in testa. Alcune erano almeno capaci
di cucinare, altre neanche quello. Tutte, comunque, erano
donne sgradevoli con inclinazioni preoccupanti e un carattere
orribile, tiranne amareggiate dalla vita che si erano installate
in casa sua seminando il terrore per l'intera durata della loro
permanenza. La maggior parte solo un filino eccentriche;
alcune a un passo dal manicomio. Nessuna le aveva mai
mostrato simpatia o gentilezza, nessuna aveva mai pensato
ad altro che al proprio comodo.
Si ud una chiave girare nella toppa, la porta si spalanc
e la signora Harris entr a passo di marcia. Aveva la solita
borsa di finta pelle in cui teneva chiss cosa - se la portava
sempre dietro durante il suo giro - e indossava un cappotto
troppo lungo dell'anno prima, dismesso da qualche signora.
In testa aveva un cappello che sembrava un vaso capovolto,
un cimelio lasciato da una cliente defunta da tempo, ma che
adesso, completata la rotazione degli stili, era tornato di moda.
'Giorno, cara, trill garrula come un uccellino. Sono
un tantinello in anticipo stamattina, ma mi diceva che stasera
ha gente a cena, o no? Allora ho pensato di dare una bella
pulitina per lasciarle la casa lucida come uno specchio.
Per la signora Schreiber, che non riusciva a togliersi dalla
testa l'agghiacciante parata di tutti quegli aiutanti sfaticati,
Ada Harris era un angelo del paradiso. Senza sapere quel che
faceva, corse incontro alla piccola domestica, le gett le braccia
al collo, la strinse forte ed esclam: Oh, signora Harris, non
sa come sono contenta di vederla! Come sono contenta!
E d'un tratto, senza un motivo apparente, scoppi a piangere.
Forse si sent confortata dall'abbraccio e dai colpetti sulla
schiena che la donnina le restitu; forse era la tensione che si
scioglieva. Fatto sta che riprese singhiozzando: Oh, signora
Harris, mio marito ha ricevuto una notizia meravigliosa. Ci
trasferiamo a New York, ma io ho tanta paura... Sono cos
spaventata!
La signora Harris non sapeva di cosa stesse parlando, ma
conosceva una cura infallibile. Mise gi la borsa, diede qualche
pacchetta sul braccio alla matrona americana e disse: Su,
su, tesoro, non c' mica da disperarsi. Adesso Ada Arris le
prepara una tazza di t e vedr che passa tutto.
Per la signora Schreiber fu una manna dal cielo. Solo se
mi fa compagnia, replic. Poi, sedute in cucina a sorseggiare
il t, rivel tutto alla sua comprensiva confidente: la
grande fortuna capitata al marito e a lei, il cambiamento che
sarebbe avvenuto nelle loro vite, il mostruoso, enorme attico
su due piani che li attendeva in America, la partenza entro
due settimane, e soprattutto il problema della servit. Con
rinnovato fervore rivers negli orecchi attenti della signora
Harris tutti gli orrori e le catastrofi domestiche che la attendevano
sull'altra sponda dell'Atlantico. Per lei fu un sollievo,
mentre per la signora Harris fu una gradita conferma della
superiorit britannica, cos prov ancora pi compassione
per la signora Schreiber.
Terminato il racconto, Henrietta guard la donnina dalle
guance vizze come mele raggrinzite con un nuovo calore e una
nuova tenerezza negli occhi e sospir: Oh, se solo ci fosse
qualcuno come lei a New York per darmi una mano, anche
per poco, finch mi sar sistemata.
Segu un silenzio, durante il quale Henrietta Schreiber
guard Ada Harris e Ada Harris guard Henrietta Schreiber.
Nessuna delle due disse niente. Fra tutti gli strumenti
scientifici noti all'uomo, non ce n' uno che avrebbe potuto
determinare con sufficiente precisione chi ebbe l'idea per
prima. Se possibile, le due lampadine si accesero nello stesso
momento. Ma nessuna delle due disse niente.
La signora Harris si alz per sgombrare la tavola. Be',
meglio se mi do una mossa, borbott. Credo proprio che
dovrei cominciare a fare i bagagli, farfugli la signora
Schreiber. E subito si misero all'opera. Di solito quando erano
insieme chiacchieravano, o meglio, la signora Harris chiacchierava
e la signora Schreiber ascoltava, ma stavolta la piccola
domestica lavor in silenzio, immersa nei suoi pensieri, e cos
fece anche la cliente.
La sera, quando si vide con la signora Butterfield, la signora
Harris annunci: Tieniti forte, Vi, devo dirti una cosa.
Andiamo in America !
L'urlo di terrore risuon in tutto il quartiere con una
violenza tale che i vicini aprirono porte e finestre per controllare
da dove venisse. Dopo che l'amica l'ebbe fatta tornare in s
sventolandole davanti un fazzoletto, la signora Butterfield
grid: Ma sei fuori di testa? Ho sentito bene, hai detto
"andiamo"?
La signora Harris annu compiaciuta. Te l'avevo detto di
tenerti forte. La signora Schreiber vuole chiedermi di andare
con lei a New York e di restare finch si sistema nella nuova
casa. Mi sa che accetto, ma solo se prende anche te come
cuoca. Insieme troveremo il padre del piccolo Enry!
La sera, quando il signor Schreiber torn a casa, Henrietta
interruppe il lungo silenzio. Joel, non ti arrabbiare, esord,
ma mi  venuta un'idea impossibile, assolutamente folle.
Euforico com'era, il signor Schreiber non si sarebbe mai
potuto arrabbiare. S, tesoro, che idea?
Voglio chiedere alla signora Harris di venire con noi a
New York.
Schreiber non si arrabbi, ma di certo era stupito. Cosa?
Solo per qualche mese, finch ci sistemiamo e trovo
qualcun altro. Non immagini neanche quanto  brava e come
tiene la casa. Fa tutto come piace a me. Oh, Joel, mi sentirei
molto pi... sicura.
Ma lei ci verrebbe?
Non lo so, rispose Henrietta, per... credo di s. Se
le offrissi un ottimo stipendio non potrebbe rifiutare, no? E
poi, se glielo chiedessi con le buone, sarebbe capace di venire
anche solo perch le vado a genio.
Per un attimo il signor Schreiber parve dubbioso. Una
domestica londinese in un attico di Park Avenue? riflett.
Ma poi si addolc e concluse: Se ti fa stare meglio, amore
mio, fa' pure. Tutto quello che vuoi.

 Capitolo 3.

Esattamente quattordici ore e mezzo dopo la conversazione
fra le due domestiche, la signora Schreiber propose
alla signora Harris di seguirla in America. Tutto avvenne la
mattina seguente, poco dopo l'arrivo della piccola domestica,
la quale accett con entusiasmo ma a una condizione: che la
signora Butterfield facesse parte dell'allegra brigata, e con lo
stesso stipendio che era stato promesso a lei.
 l'amica pi cara che ho, disse. Non sono mai stata
via da Londra per pi di una settimana. Con lei mi sentir
meno sola. E poi cuoche brave cos non ce ne sono mica, sa?
Lavorava per le famiglie pi importanti, prima di passare a
mezza giornata. Chieda un po' al vecchio Sir Alfred Welby
com' che gli  venuta la gotta.
La signora Schreiber era quasi fuori di s dalla gioia: non
solo avrebbe avuto la signora Harris a occuparsi di lei durante
i primi mesi negli Stati Uniti, ma ci guadagnava anche una
brava cuoca che sarebbe andata d'accordo con la piccola
domestica e le avrebbe fatto compagnia. Conosceva la signora
Butterfield, perch era stata lei a sostituire la signora Harris
quando era andata a Parigi per comprare il vestito di Dior, e
le stava simpatica. Ma secondo lei ci verrebbe? domand
con un pizzico di ansia.
Senza pensarci due volte, replic l'altra, sicura.  un'avventuriera,
ecco cos'. Sempre pronta a buttarsi in cose che non
conosce. A volte faccio fatica a tenerla. Oh, ci verr eccome.
Lasci fare a me, devo solo chiederglielo nel modo giusto.
La signora Schreiber fu ben lieta di affidarle l'incarico, e
cominci a discutere con lei i dettagli della partenza come se
fosse gi tutto deciso: il marito progettava di imbarcarsi sul
piroscafo francese Ville de Paris che salpava da Southampton
di l a dieci giorni.
La signora Harris scelse con cura il momento migliore per
muovere l'attacco, e cio la magica ora in cui divideva con
l'amica l'ultima piacevolissima tazza di t prima di andare a
dormire. Stavolta erano nell'ampia cucina della signora
Butterfield, ben fornita di dolci, biscotti, marmellate e gelatine,
perch, come denotava la sua figura, la padrona di casa era
una buona forchetta.
L per l sembrava un errore tattico: lasciare che l'altra
giocasse in casa invece di allontanarla dall'ambiente che le era
familiare. Infatti la signora Butterfield rifiut categoricamente
e rispose per le rime.
Cosa? sbott. Io in America alla mia et, con tutta
l'inflazione che c' e le sparatorie e i giovinastri che si ammazzano
tra di loro a coltellate? Non li leggi i giornali? E ti
dir un'altra cosa, Ada Arris: se ci vai, firmi la tua condanna
a morte. Poi non dire che non ti avevo avvertito.
La signora Harris tent l'offensiva sul fronte economico.
Ma Violet, pensa alla paga. Stipendio americano, cento pezzi
al mese pi vitto e alloggio. Qui ci metti pi di tre mesi a
tirarli su. Nel frattempo dai in affitto l'appartamento e metti
da parte la tua pensione di vedova. Senza nessuna spesa...
Perdinci, torni a casa con cinquecento pezzi, come minimo.
Ci puoi fare una vacanza da sogno. O ci puoi comprare i
biglietti della lotteria e vincerne altri mille. Non dovrai pi
muovere un dito in vita tua.
I soldi non sono tutto, ribatt l'altra. Tu non lo sai,
Ada Arris, perch non leggi abbastanza la Bibbia. Sono la
radice di tutti i mali, ecco. Chi sono quelli che hanno pi
guai a questo mondo? E li trascinano sempre in tribunale e
finiscono in prima pagina? I milionari. Qui mi guadagno il
poco che mi serve per vivere e qui voglio restare. Comunque,
nemmeno per cinquecento pezzi al mese ci andrei, in quella
Soda e Gomorra, come la chiamano quella New York l.
Fu allora che la signora Harris sganci il suo missile intercontinentale
a testata nucleare. E come la mettiamo con
il piccolo Enry?
L'altra lanci uno sguardo allarmato all'amica. Come la
mettiamo? ripet per prendere tempo. L'agitazione e il terrore
le avevano fatto dimenticare cosa c'era dietro la proposta
della signora Harris.
Troviamo suo padre e diamo a quel povero mocciosino
una vita decente, ecco come la mettiamo, Violet Butterfield.
Mi stupisco di te,  una vergogna che non te lo ricordi pi.
L'ho detto e stradetto che se riesco a mettere piede in America
vado subito a cercare suo padre e gli dico dov' il suo
Enry e cosa gli fanno passare. Be', adesso abbiamo la nostra
occasione, e tu mi chiedi come la mettiamo con lui! Per caso
non gli vuoi bene?
Era quasi un colpo sotto la cintura, e la signora Butterfield
cacci un urlo di protesta. Ada, come puoi dire una cosa
simile? Lo sai che gli voglio bene. Non sono sempre l a dargli
da mangiare e a coccolarlo come una mamma?
E non vuoi vederlo felice e al sicuro con il suo pap?
Certo che voglio, afferm la signora Butterfield, ma
proprio allora, sorprendendosi lei per prima, tir fuori dal suo
arsenale uno scudo che neutralizz l'attacco. Ma se vengo
con te, chi ci bada a lui? A che serve scovare il suo vecchio e
portarlo qui se poi scopre che il figlio  morto di fame? Una
di noi due deve restare.
Il ragionamento era cos logico che la signora Harris rimase
interdetta e non riusc a rispondere. Con il cuore pesante,
abbass gli occhi sulla tazza di t e disse solo: Vorrei tanto
che venissi con me, Vi.
La signora Butterfield era meravigliata. La sincerit dell'amica
la spinse a essere altrettanto sincera. Il tempo dei
sotterfugi era finito. Io non ci voglio andare in America.
Ho paura, replic.
Anch'io, confess la signora Harris.
A quel punto la meraviglia della signora Butterfield si
trasform in assoluta incredulit. Cosa?! esclam. Tu,
Ada Arris, paura! Perdinci, ti conosco da trentacinque anni
buoni e in vita tua non hai mai avuto paura di niente.
Stavolta s, fece la signora Harris.  un grande passo.
 un Paese straniero. Lontanissimo. Chi ci bada a me se mi
succede qualcosa? Vorrei che venissi con me. Non si pu mai
sapere, no?
Sembrava uno scherzo del destino, quell'improvviso scambio
di ruoli: la signora Harris, l'avventurosa ottimista, si era
trasformata in una specie di persona timorosa e negativa modello
Butterfield. In realt, per, non c'era niente da scherzare.
Semplicemente, a un tratto si era resa conto dell'enormit
dell'impresa in cui si era lanciata con tanta leggerezza e con
il solito entusiasmo. New York era non solo lontanissima, ma
anche del tutto diversa da qualsiasi altro luogo in cui fosse
mai stata. S, Parigi era all'estero, ma guardando la cartina era
solo dall'altra parte della strada. In America parlavano la sua
lingua,  vero, eppure in un certo senso l si sarebbe sentita
pi all'estero che in Francia, forse addirittura pi che in Cina.
Avrebbe dovuto lasciare il posto dove aveva messo radici, la
Londra tanto comoda e sicura che l'aveva protetta per tutta
la vita e di cui conosceva a occhi chiusi le strade, il ritmo, i
suoni e l'umore variabile. E poi non era pi una ragazzina.
Sapeva di molte inglesi che, dopo aver sposato un americano,
erano tornate a casa di corsa, incapaci di adattarsi alla vita
laggi. Aveva sessantun anni, sessantun anni traboccanti di
energia, certo, ma non si poteva mai sapere, no? E se si fosse
ammalata? Chi, in un Paese straniero, l'avrebbe collegata alla
sua amata Londra? S, in quell'istante aveva paura, una vera,
autentica paura. Violet Butterfield gliela leggeva negli occhi.
Oh, cara, mormor il donnone, con tutti i menti tremolanti.
Dici sul serio, Ada? Hai davvero bisogno di me?
La signora Harris fiss l'amica e cap di volere davvero
con s quella donna imponente e massiccia, indifesa ma rasserenante,
per appoggiarsi un po' a lei. S, tesoro, rispose,
ho davvero bisogno di te.
Allora ci vengo, concluse lei cominciando a singhiozzare.
Anche la signora Harris scoppi in lacrime e subito le due
donne si strinsero in un abbraccio, piangendo insieme per
qualche minuto e confortandosi a vicenda.
In ogni caso il dado era tratto e i preparativi iniziarono.
Passando per Belgravia, e sapendo che la signora Harris e la
signora Butterfield erano tenute in grande considerazione dai
loro clienti, nessuno si sarebbe stupito di vedere il quartiere
parato a lutto, dopo che i datori di lavoro avevano appreso la
ferale notizia che di l a una settimana le due vedove sarebbero
partite per gli Stati Uniti e non avrebbero fatto ritorno per
almeno tre mesi, forse di pi.
Ma l'animo e il corpo umano hanno risorse insospettabili,
e la notizia che le due signore sarebbero andate in quelle che
alcuni di loro insistevano ancora a chiamare le colonie fu
cos sbalorditiva che bene o male tutti incassarono il colpo.
Se avessero annunciato una pausa di un paio di giorni o di
una settimana, sarebbe scoppiata la rivoluzione in ogni vicolo,
strada, piazza e viale del quartiere. Tre mesi, invece, erano
un'infinit, uno degli imprevisti della vita moderna. Con un
sospiro, tutti si rassegnarono a rinnovare le visite all'ufficio
di collocamento e a procedere per tentativi nella speranza di
trovare altre due perle di altrettanto valore.

 Capitolo 4.

In seguito, la signora Harris giur e spergiur che l'idea
di sottrarre il piccolo Henry agli ignobili Gusset, introdurlo
di soppiatto a bordo del piroscafo e portarlo fisicamente dal
padre in America non le sarebbe mai venuta se non fosse stato
per un'incredibile coincidenza. L'episodio capit a casa della
contessa Wyszcinska, un pied--terre in Belgrave Street dove
la minuta domestica si affaccendava tra le cinque e le sei del
pomeriggio. Si trattava della stessa contessa con cui aveva
avuto il battibecco sull'aspirapolvere e che, contrariamente
alle previsioni sconsolate dell'amica, alla fine aveva preso la
saggia decisione di comprarlo.
La signora Harris stava facendo le pulizie quando all'altera
nobildonna fu recapitato un pacchetto da parte del nipote
diciottenne, che viveva a Milwaukee, Wisconsin. Il pacchetto
risult contenere il peggiore obbrobrio su cui la contessa
avesse mai posato gli occhi: un boccale da birra pieno di
decorazioni pacchiane, con il coperchio in finto argento e
la scritta souvenir di milwaukee su un fianco. Purtroppo il
ributtante objet d'art era stato avvolto e imbottito cos bene
con vecchi fogli di giornale che era arrivato a destinazione
senza un graffio.
In nome del cielo! Cosa mai... esord, con un'espressione
disgustata sul volto aristocratico; ma subito, captando l'interesse
della domestica, si corresse: Non  delizioso? Peccato
che non sappia proprio dove metterlo. Qui c' pochissimo
spazio e c' gi tanta di quella roba! Signora Harris, non 
che lo vorrebbe lei?
Come no. "Souvenir di Milwaukee"... Magari ci faccio
una visitina quando sono in America.
Be', basta che me lo tolga di mezzo... Voglio dire, sono
contenta che le piaccia. E nel frattempo butti via tutta quella
spazzatura, aggiunse la contessa indicando i fogli di giornale
usati come imballaggio. Dopodich si ritir, chiedendosi cosa
mai prendeva a queste domestiche moderne da andarsene
sempre a zonzo.
Rimasta sola, la signora Harris si abbandon a uno dei suoi
passatempi preferiti: leggere i giornali vecchi. Quando andava
dal pescivendolo, per esempio, adorava scorrere le pagine del
Mirror di due anni prima con cui avvolgevano il pesce.
Sollev una pagina di un quotidiano che si chiamava Milwaukee
Sentinel, lanci una rapida occhiata al titolo Ministro
del culto seduce studentessa nel fienile, si gust l'articolo e poi
sfogli le altre pagine di quello strumento di pubblica utilit
fino alla sezione Societ, zeppa di fotografie che ritraevano
giovani fidanzate, giovani fidanzati e giovani coppie sposate.
Sempre affascinata dai matrimoni, la signora Harris esamin
la pagina con la massima attenzione, fino a imbattersi in un
annuncio che le fece quasi uscire gli occhietti dalle orbite.
Santiddio... Che mi venga un colpo... E lui! Eccolo qua!
Me lo sentivo nelle ossa, me lo sentivo!
Il suo sguardo era fisso sulla fotografia di una coppia
raggiante nel giorno del matrimonio, accompagnata dal seguente
articolo:
Nozze Brown-Tracey
Sheboygan, Wisconsin, 23 gennaio
Oggi, nella Prima Chiesa Metodista di Maple Street,
a Sheboygan, si sono celebrate le nozze della signorina
Georgina Tracey, figlia di Frank Tracey e signora, residenti
al civico 1327 di Highland Avenue, con il signor George
Brown, figlio unico di Henry Brown e signora, residenti
al civico 892 di Delaware Road, Madison, Wisconsin. Per
la sposa  il primo matrimonio, per lo sposo il secondo.
La sposa, una delle diplomate pi in vista della Eastlake
High School, si occupa da tempo delle attivit sociali della
giovent locale. Lo sposo, 34 anni, ingegnere elettronico,
 stato di stanza in Inghilterra con l'aviazione americana.
La coppia si stabilir a Kenosha, Wisconsin.
Stringendo il giornale tra le piccole mani segnate dalle
vene, la signora Harris si mise a ballare da sola nel salotto
della contessa.  lui!  lui! Ho trovato il pap del piccolo
Enry! gridava. Non un dubbio sfiorava la sua mente. Era
un uomo di bell'aspetto; assomigliava al bambino (come lui
aveva infatti due occhi, il naso, la bocca e le orecchie); et
giusta, benestante, sguardo nobile - proprio come immaginava
lei - e adesso era sposato con una ragazza assai graziosa,
che sarebbe stata una madre perfetta. Il giornale la definiva
una persona in vista, ma la domestica not anche il suo viso
simpatico, aperto, e gli occhi buoni. La conferma definitiva
venne dal padre dello sposo: Henry Brown. Naturale che il
nipotino si chiamasse come lui.
La domestica interruppe il balletto, abbass lo sguardo
sull'incantevole fotografia e proclam: George Brown, stai per
riavere tuo figlio. In quell'istante, per la prima volta, l'idea di
rapire il bambino e portarlo dal padre la colp dritto in fronte.
Non aveva il suo indirizzo,  vero, ma non sarebbe stato difficile
rintracciarlo dopo essere giunta a Kenosha, Wisconsin. Se
quello non era un messaggio dell'Altissimo che le diceva qual
era il suo dovere e come era tenuta ad agire, allora la signora
Harris non sapeva pi cos'erano i segni del cielo, che conosceva
e interpretava con pi o meno rigore da che aveva memoria.
Henry Brown aveva otto anni secondo il suo fragile corpo,
ma almeno ottanta per le esperienze fatte nel mondo duro e
infelice in cui si era ritrovato a vivere. Nel suo ancora breve
soggiorno su questa Terra aveva imparato tutti gli espedienti
dei perseguitati: mentire, svignarsela, rubare, imboscarsi... in
poche parole, sopravvivere. Gettato da solo nel labirinto di
cemento di Londra, aveva acquisito ben presto la scaltrezza
e la prontezza d'ingegno necessarie per battere i malvagi sul
loro stesso terreno.
Ci nonostante, aveva mantenuto la grazia infantile e
un'innata bont. Non si sarebbe mai comportato male con un
amico n avrebbe fatto una porcheria a qualcuno che era stato
gentile con lui. Come, per esempio, la signora Ada Harris e la
signora Violet Butterfield, nella cucina della quale si trovava
ora in gran segreto, coinvolto in un'eccitante cospirazione.
Pareva uno gnomo, l seduto a rimpinzarsi di t e focaccine
fino a scoppiare (se la vita gli aveva insegnato una cosa,
era di mangiare in fretta e il pi possibile, quando se ne ha
l'occasione), mentre la signora Harris rivelava i dettagli della
congiura.
Una delle doti del piccolo Henry era il silenzio: fra le altre
cose aveva imparato a tenere il becco chiuso. A parlare erano i
suoi tristi occhioni neri, testimoni di cose che nessun ragazzino
della sua et dovrebbe vedere, e ai quali non sfuggiva niente.
Siccome era mingherlino e cresceva poco, la testa sembrava
grossa e sproporzionata, una testa da adulto con una zazzera
di capelli scuri sotto i quali spuntava un faccino pallido e
perennemente sporco. Va detto a suo merito, era riuscito a
preservare l'innocenza propria della sua et: le avversit non
l'avevano reso n meschino n vendicativo. Ci che faceva
per semplificarsi la vita, nelle condizioni in cui si trovava, era
dettato solo dal bisogno. Parlava di rado, ma quando apriva
bocca andava dritto al punto.
Persino adesso, mentre la signora Harris esponeva i dettagli
del complotto pi intrigante mai ordito per liberare un
ragazzino da un'odiosa tirannia e garantirgli tre pasti completi
al giorno, lui sedeva in silenzio, la bocca piena di focaccine,
limitandosi ad annuire. E tuttavia, man mano che la donna
gli elencava punto per punto ci che avrebbe dovuto fare,
quando, dove e in quali circostanze, i suoi occhi intelligenti
mostravano di capire ogni cosa. In quegli stessi occhi si leggeva
anche la sua ammirazione per lei.
S, di tanto in tanto gli piaceva appoggiare la testa sul morbido
seno della signora Butterfield per farsi coccolare, ma non
andava matto per quella roba da mammolette, o comunque
preferiva non lasciarsi andare. Lui e la signora Harris, invece,
erano anime gemelle. Ciascuno riconosceva nell'altro qualcosa
di s: lo spirito indipendente, la voglia di avventura, l'animo
indomito, la capacit di sopportare e andare avanti.
La signora Harris non era tipo da sdilinquirsi con lui, bens
lo trattava da pari a pari, perch questo erano, nel mondo in
cui si arrabattavano per avere di che coprirsi e non patire i
morsi della fame; un mondo in cui la vita  una battaglia e si
pu contare solo su se stessi.
Per molti aspetti erano simili. Per esempio, nessuno aveva
mai sentito il piccolo Henry lamentarsi. Qualsiasi cosa gli
accadesse, la prendeva come veniva. Lo stesso valeva per la
signora Harris. Vedova a trent'anni, aveva cresciuto, educato
e maritato una figlia, mantenendosi da sola e conservando il
rispetto di s, che fosse carponi a strofinare un pavimento, o
china sullo spazzolone, o con le mani immerse in lavelli pieni
di piatti sporchi. Lei non si sarebbe mai definita eroica, ma
l'inclinazione all'eroismo era dentro di lei, e anche dentro
Henry. Il bambino, poi, aveva quell'intelligenza pronta che
va subito al cuore di un problema. Quando la signora Harris,
armandosi di santa pazienza, si perdeva in lunghe ed elaborate
spiegazioni a beneficio dell'amica, di solito era lui ad afferrare
tutto al volo e ad annuire con aria di approvazione ancora
prima che la donnina arrivasse a met del discorso.
Ora aveva finito di ripetere passo per passo come avrebbe
funzionato il piano. La signora Butterfield, che udiva per la
prima volta quella che le sembrava la macchinazione di una
svitata, si gett il grembiule sulla testa e cominci a dondolarsi
e a gemere.
Su, su, tesoro, cosa c' che non va? domand la signora
Harris. Ti senti male?
Male! esclam la signora Butterfield. E vorrei vedere!
Di' quello che ti pare, ma se ti beccano ti sbattono dentro.
Non riuscirai a farla franca. Non funzioner mai.
Henry si ficc in bocca l'ultimo pezzo di focaccina ricoperta
di zucchero, la butt gi con un sorso di t, si pul le
labbra con il dorso della mano e volgendo gli occhioni alla
figura tremante del donnone disse soltanto: Miseria ladra,
e perch no?
La signora Harris gett indietro la testa e scoppi a ridere.
Oh, Enry, cinguett, sei proprio uguale a me.

 Capitolo 5.

Come tutte le grandi idee e i complotti nati dal Genio
della Necessit, il piano della signora Harris per far salire di
nascosto il piccolo Henry sul transatlantico Ville de Paris a
Southampton aveva il pregio della semplicit. Il caos tipico
della procedura di imbarco, come le aveva spiegato per benino
il signor Schreiber, sembrava fatto apposta.
Poich lui e la moglie erano in prima classe e le due donne
in turistica, non sarebbe stato possibile spostarsi insieme. Cos
il signor Schreiber le aveva ripetuto per filo e per segno cosa
dovevano fare: la partenza con il treno navetta dalla stazione
di Waterloo, l'arrivo al molo di Southampton, i controlli della
dogana e dell'immigrazione e infine l'imbarco sul battello di
servizio che, percorrendo lo stretto del Solent, le avrebbe
condotte al piroscafo. Una volta a bordo e accompagnate alla
cabina, sarebbe subentrata la compagnia francese.
A quelle istruzioni la signora Harris aggiunse il vivido
ricordo di quando era andata alla stazione di Waterloo per
prendere un treno suburbano e a uno dei cancelli aveva
assistito a quella che pareva una sommossa in scala ridotta:
la gente spingeva e si accalcava, i bambini strillavano e chi
pi ne ha pi ne metta. Domandato il motivo del tumulto,
l'avevano informata che si trattava soltanto della partenza del
treno navetta nel pieno della stagione.
Mentre esponeva il piano, quell'eterna profetessa di sventura
della signora Butterfield super se stessa con una serie di tremiti,
lamenti, grida e sussulti, torcendosi le mani e invocando
il cielo perch le fosse testimone: avrebbero ottenuto solo di
passare il resto dei loro giorni in galera e lei, Violet Butterfield,
non voleva averci niente a che fare. Si era lasciata coinvolgere
in quell'assurda traversata su acque pronte a inghiottirle, verso
un Paese dove la morte era in agguato dietro ogni angolo, ma
non avrebbe raddoppiato la certezza del disastro cominciando
il viaggio con un rapimento e un imbarco clandestino.
Quando la signora Harris si ficcava in testa un'idea che riteneva
anche solo lontanamente fattibile, era impossibile dissuaderla
dal metterla in pratica. Su, su, Violet, non agitarti. Non
sono difficolt insormontabili. Poi, con ammirevole pazienza
e perseveranza, riusc a respingere tutte le obiezioni dell'amica.
All'origine del suo piano c'erano le reminiscenze delle gite
a Clacton-on-Sea che faceva da bambina con mamma e pap
e delle escursioni in vaporetto fino a Margate, un lusso che si
concedevano di tanto in tanto. Poveri e tirati nelle spese, i suoi
potevano permettersi solo due biglietti. Al momento di varcare
i cancelli e affrontare il controllore, la piccola Ada, come le
avevano insegnato, si staccava dai genitori e cercava una famiglia
numerosa, con cinque figli o pi, e si univa a loro finch arrivava
sana e salva dall'altra parte. L'esperienza insegnava che nel pigia
pigia domenicale l'esausto controllore non avrebbe saputo dire
se i bambini che gli erano sfilati davanti fossero cinque o sei,
e il padre di quei bambini, altrettanto esausto, non avrebbe
notato una testa in pi o in meno. Una volta dentro, quando
finalmente il capofamiglia si accorgeva che c'era qualcosa che
non andava e si metteva a contare la prole, la piccola Ada si
era gi staccata dal gruppo per ricongiungersi ai suoi genitori.
Nel caso non ci fosse a disposizione una famiglia numerosa,
si ricorreva al piano di riserva. Padre e madre passavano con i
loro biglietti e pochi secondi dopo la piccola Ada cominciava a
piagnucolare: Mi sono persa! Mi sono persa! Ho perso la mia
mamma! Dopo aver dato il meglio di s nella recita, quando
veniva riconsegnata ai genitori sconvolti, a nessuno veniva
mai in mente di chiederle il biglietto. L'escursione proseguiva
senza intoppi.
La signora Butterfield, che da bambina aveva fatto le stesse
esperienze, fu costretta ad ammettere che nessuno di quegli
stratagemmi aveva mai fallito. Il colpo di grazia alle sue capacit
profetiche lo diede la conoscenza di ordine superiore
che la signora Harris aveva del mondo, per averlo girato in
lungo e in largo.
Non scordare, cara, disse, che  una nave francese. E lo
sai come fanno i francesi di secondo nome? Pasticcioni. Non
riescono a fare niente senza gridare e sbracciarsi. Vedrai.
La signora Butterfield azzard un ultimo tentativo. Ma
dopo che l'abbiamo portato in cabina, come fanno a non
trovarlo? balbett con i menti che tremolavano.
Adesso la signora Harris stava perdendo la pazienza. Oh
Signore! Tesoro, usa il cervello, sbuff. C' il bagno, no?
Proprio cos. La signora Schreiber era talmente entusiasta
delle due donne che aveva convinto il marito a procurare loro
una delle cabine migliori in classe turistica, una delle poche
con il bagno in camera, destinata alle famiglie numerose. La
signora Harris aveva visto le stanze su una specie di piantina
stilizzata della nave e, pur non sapendo ancora quanta importanza
avrebbe avuto, il bagno le era apparso subito come un
rifugio dove ritirarsi nei momenti di allarme o di crisi.

 Capitolo 6.

Come si pu immaginare, la partenza della signora Harris
e della signora Butterfield per gli Stati Uniti fu un evento che
scosse dalle pi antiche fondamenta la piccola Willis Gardens,
Battersea. Tutti gli amici e i vicini, compresi gli ignobili
Gusset, si radunarono per augurare loro buon viaggio. Quando
il taxi si ferm al numero cinque e il conducente si mise a
caricare bauli e valigie di epoca antidiluviana sul tetto e nel
vano accanto al posto del guidatore, l'eccitazione era tale che
nessuno not l'assenza del piccolo Henry Brown.
Alla maniera di chi non  abituato a spostarsi, le due donne
avevano preso con s molto pi del necessario, comprese
fotografie, suppellettili e carabattole da cui non volevano
separarsi. Cos anche l'abitacolo fu stipato di bagagli e rest a
malapena lo spazio per incastrare la ragguardevole mole della
signora Butterfield e la figuretta esile della signora Harris.
Saputo che erano dirette in America, il conducente ne fu
assai colpito e si diede un gran daffare per aiutarle: le trattava
con la deferenza che si accorda ai membri della famiglia reale,
sollevava e assicurava senza sosta bauli e valigie, e davanti
alla folla riunita per i saluti recitava meglio di un attore sul
palcoscenico.
La signora Harris accettava di buon grado la deferenza
che le veniva riservata, cos come l'interesse e l'eccitazione
di amici e vicini, e si divideva tra i saluti affettuosi e le direttive
impartite bruscamente al tassista: che ci stesse attento, a
quella valigia! Invece la povera signora Butterfield, palpitante
e sudata, riusciva solo a farsi aria con un fazzoletto. Pensava
all'enormit di ci che stavano per fare ed era preoccupata
per l'immediato futuro, che sarebbe cominciato entro pochi
minuti, sempre che il piano funzionasse.
I Gusset osservavano tutto un misto di invidia e impudenza
che celava, sotto sotto, un gran senso di liberazione. Per loro,
la partenza delle due donne significava licenza di maltrattare
impunemente la loro vittima.
Di fatto, se non si erano spinti oltre certi limiti era in buona
parte merito della signora Harris, perch la temevano e sapevano
che non avrebbe esitato a denunciarli, se avesse avuto
delle prove. Ora, con lei fuori dai piedi, potevano scatenarsi. I
figli avrebbero avuto campo libero e il capofamiglia, se uno dei
suoi affari loschi a Soho fosse andato male e il piccolo Henry
gli avesse fatto saltare la mosca al naso, non sarebbe stato
costretto a trattenersi. Tempi grami attendevano l'orfanello,
mentre sui volti dei Gusset - padre, madre e discendenza al
completo - si leggeva la soddisfazione per la partenza delle
sue protettrici.
Finalmente anche l'ultima valigia fu issata e legata. Il conducente
si accomod al volante e mise in moto, l'ansimante
signora Butterfield e l'effervescente signora Harris presero
posto nello spazio rimasto nell'abitacolo, ciascuna con un
mazzolino di fiori stretto da un nastrino argenteo che gli
amici avevano cacciato loro in mano all'ultimo momento, e
partirono, accompagnate da un applauso e un coro di Buona
fortuna, Abbiate cura di voi, Mandateci una cartolina,
Ricordatevi di tornare a casa, Salutatemi Broadway,
Scriveteci presto e Che il buon Dio vi assista.
Il taxi acceler e le due signore si voltarono a guardare dal
lunotto gli amici che ancora le salutavano agitando le mani,
le applaudivano e le seguivano con lo sguardo, mentre alcuni
dei figli dei Gusset facevano gestacci nella loro direzione.
Oh, Ada, balbett la signora Butterfield, ho tanta paura.
Forse non dovremmo. E se?...
Ma la signora Harris, che prima di partire era parecchio
nervosa e aveva recitato lei stessa una parte, ora torn in s e
prese il comando della spedizione. Taci, Vi! le ordin. Non
succeder un bel niente. Mi venga un colpo se non ho pensato
che ci facevi scoprire. E non ti scordare che quando arriviamo
devi fare la guardia dietro. Poi buss sul vetro divisorio con
un penny e, quando il conducente gir un grande orecchio
rubizzo verso l'apertura, gli disse: All'incrocio prenda Gifford
Place fino ad "Ansbury Street. C' un fruttivendolo all'angolo,
si chiama Warbles".
L'uomo scelse il momento sbagliato per scherzare. Signore
mie, avevo capito che andavate in America, comment, e la
replica aspra della signora Harris lo lasci di stucco.
Faccia come dico e chiuda quella ciabatta, ribatt la
donnina, sempre pi nervosa man mano che si avvicinava
l'istante in cui i sogni, in apparenza cos facili da realizzare,
vanno trasformati in azione.
Il taxi accost davanti alla bottega. Il signor Warbles era
sul marciapiede a pulire le carote per una cliente.
Doveva essere qua fuori, bofonchi la signora Harris, e
aggiunse una parola sconveniente. Proprio in quel momento
chiamarono il fruttivendolo da dentro la bottega e quello
rientr.
Adesso! esclam quasi aggredendo l'amica, che sbirciava
con ansia dal lunotto. Vedi qualcuno?
Non lo so, balbett lei. Non mi sembra. Nessuno che
conosciamo, almeno.
La signora Harris si sporse verso l'apertura del vetro divisorio
e sussurr al grande orecchio rubizzo: Faccia tre colpi
di clacson.
Confuso e intimidito, il conducente ubbid. Da dietro
una pila di cassette di cavoli sbuc la figura di un ragazzino
dai capelli scuri che, senza guardare a destra o a sinistra, si
fiond dritto alla portiera che la signora Harris gli teneva
aperta. Agile e veloce come un furetto, si infil sotto le valigie
ammucchiate nell'abitacolo e scomparve.
La portiera si richiuse con forza. Stazione di Waterloo,
sibil la signora Harris rivolta all'orecchio.
Il diavolo mi porti, mormor il conducente fra s e s
dopo il curioso spettacolo, e ingran la marcia. L'idea che due
domestiche rispettabili, domiciliate in un quartiere altrettanto
rispettabile e in partenza per l'America, fossero coinvolte nel
rapimento di un bambino non lo sfior mai.

 Capitolo 7.

 un dato di fatto che niente salta pi all'occhio di un
bambino che vuole farsi notare, ma  vero pure il contrario:
niente  pi invisibile di un bambino che desidera scomparire,
in particolare se  lasciato libero di agire in mezzo alla folla.
Questa tecnica la signora Harris e il piccolo Henry la conoscevano
bene. Cos, quando videro gli Schreiber piombare su
di loro lungo la banchina brulicante di persone della stazione
di Waterloo - cosa che provoc un gridolino di terrore da parte
della signora Butterfield -, non fu un problema far sparire
Henry. La signora Harris gli diede un colpetto sul sedere, il
segnale concordato, e lui si limit a staccarsi da loro. Poich
gli Schreiber non l'avevano mai visto, non ci fecero nemmeno
caso. Era soltanto il figlio di qualcun altro, ritto accanto a una
valigia e intento a guardare in alto, tutto preso da se stesso.
Ah, eccovi qua, esord la signora Schreiber trafelata.
Tutto bene? Ma certo che va tutto bene. Avete mai visto
cos tanta gente? I biglietti ve li ho dati, vero? Oh cielo, che
confusione!
La signora Harris tent di calmarla. Su, cara, attacc,
non c' mica da agitarsi. Andr liscia come l'olio, staremo
come due pasci. E poi a me ci pensa Violet. Il sarcasmo
non fu colto dalla signora Butterfield, sempre pi sudata e
impegnata a sventolarsi, perso ogni ritegno. Secondo lei gli
Schreiber non potevano non chiedere chi fosse mai quel
ragazzino. Anche se al momento non c'era alcun ragazzino.
Va tutto benissimo, Henrietta, intervenne il marito.
Dimentichi che la signora Harris  andata e tornata da Parigi
per conto suo, e ci  rimasta una settimana.
Naturalmente, riprese la signora Schreiber con la voce
strozzata dall'ansia, temo che sulla nave non vi sar permesso
di venire a trovarci. D'un tratto avvamp per il riferimento
implicito alla distinzione di classe, cos poco americana e antidemocratica,
e aggiunse in fretta: Sapete che non lasciano
passare nessuno da uno scompartimento all'altro, sono dei
tali pignoli. Voglio dire... se avete bisogno di qualcosa, naturalmente,
potete farci avere un messaggio... Oh cielo...
Il signor Schreiber trasse d'impaccio la moglie: Certo,
certof. Andr tutto bene. Forza, Henrietta,  meglio tornare
ai nostri posti.
La signora Harris li salut con il gesto dei pollici in su. Man
mano che gli Schreiber si allontanavano, il piccolo Henry si
riavvicinava, in modo quasi impercettibile, finch fu di nuovo
al loro fianco. Bravo ometto, lo elogi la domestica. Sei
sveglio, tesoro. Te la caverai.
Nel frattempo i suoi impertinenti occhietti a spillo non
cessavano di esaminare la gente tutt'intorno. C'erano i viaggiatori
in partenza ma anche gli amici venuti ad accompagnarli,
facili da distinguere perch gli uni avevano l'aria nervosa e
preoccupata, e gli altri erano allegri e spensierati.
A qualche vagone di distanza, davanti allo sportello aperto
di una carrozza, c'era una famiglia americana, padre e
madre circondati da un mucchio di bagagli e da un numero
imprecisato di figli. Sgusciavano via, saltellavano qua e l,
scappavano, giocavano a nascondino, tanto che nemmeno la
signora Harris fu in grado di contarli. Dopo averli osservati
un istante, prese il piccolo Henry per il braccio, gli indic il
gruppo e sussurr al suo orecchio: Quelli l.
Il bambino non disse nulla, ma annu gravemente e con
gli occhioni saggi e tristi si mise a studiare i tic di ciascuno,
per mescolarsi ancora meglio con loro quando fosse stato il
momento.
Arrivati a questo punto, sarebbe bello poter aumentare la
suspense dicendo che i piani della signora Harris andarono
in fumo, o che il destino malevolo ci mise il becco. Il fatto ,
semplicemente, che non fu cos.
Con disinvoltura, rapidit, e senza un intoppo, i tre passarono
dalla stazione di Waterloo a Southampton, da Southampton
al battello di servizio, e da questo alla grande fiancata nera
punteggiata di obl e coronata dalla sovrastruttura color crema
su cui svettava l'allegro fumaiolo rosso del transatlantico Ville
de Paris. Appena intravedevano qualcuno che assomigliava
vagamente a un bigliettaio, un controllore, un funzionario
dell'immigrazione O della dogana, zitto zitto il piccolo Henry
diventava membro temporaneo della famiglia di un certo professor
Albert R. Wagstaff, docente di letteratura medievale al
Bonanza College di Bonanza, Wyoming. Con il suo infallibile
intuito, la signora Harris era riuscita persino a individuare un
professore con la testa fra le nuvole.
A volte il dottor Wagstaff non sapeva se la sua famiglia fosse
costituita da sei o da sette persone, ma non era meno incerto
rispetto al numero di valigie che aveva con s. Ogni volta che
le contava gli veniva un risultato diverso, finch la moglie,
al colmo dell'irritazione, esclam: Oh, per l'amordiddio,
Albert, falla finita! Se ci sono tutte, bene, se no, pazienza.
Preso dal consueto terrore che lo assaliva quando c'era
di mezzo la sua signora, il professor Wagstaff rispose: S,
cara, e smise all'istante di calcolare non solo i bagagli, ma
pure i bambini, anche se di tanto in tanto gli pareva proprio
che ce ne fosse uno in pi. Cos il compito del piccolo Henry
fu piuttosto facile e, come detto, privo di intoppi.
L'unico momento di lieve tensione si ebbe dopo che i
nostri furono giunti sani e salvi nella cabina numero A. 134
della classe turistica, una camera abbastanza spaziosa e di
buon gusto, con due cuccette sopra e due sotto, un armadio
e il bagno annesso. Sulla scaletta rimbombarono dei passi
pesanti e subito dopo si ud bussare alla porta con colpi
secchi e perentori.
Il volto rubicondo della signora Butterfield pass a un
colorito roseo, il massimo punto di pallore a cui potesse arrivare.
La donna cacci un verso stridulo e si sedette, sudando
e sventolandosi. Oddio, balbett, siamo fritte!
Zitta, le ordin la signora Harris con foga, poi sussurr
al piccolo Henry: Tesorino, tu va' in bagno e siediti sulla
tazza, e muto come un pesce, mi raccomando. Intanto noi
vediamo chi  che viene a disturbare due signore indifese che
se ne vanno in America. Se ti scappa, falla pure.
Nel giro di pochi secondi Henry era sparito nel bagno. La
signora Harris apr la porta e si trov davanti un cameriere
sudato, con la faccia stravolta. La casacca bianca aveva il
colletto sbottonato. Scusate il disturbo, devo ritirare i vostri
biglietti.
Tenendo d'occhio la signora Butterfield, che da rosa era
diventata magenta e minacciava di avere un colpo apoplettico
da un momento all'altro, la signora Harris rispose: Naturale,
e tuffata la mano nella borsa li tir fuori. Caldino, eh? butt
l in tono affabile. La mia amica  in un bagno di sudore.
Ah oui, conferm l'uomo. Fasciamo un po' di fresco,
e accese il ventilatore elettrico.
Quanta gente, prosegu la signora Harris. Fu come
premere un bottone con su scritto nevrosi: all'improvviso il
cameriere cominci a gridare e a sbracciarsi. Oui, oui, oui!
Gente, gente, gente! Gente partout. Ti fa uscire di testa.
I bambini peggio ancora, eh? incalz la donnina.
Quel bottone sembr persino pi efficace. Oh l l,
esclam l'uomo gesticolando ancor di pi. Ha vist anche
lei? Bambini, bambini, bambini, bambini partout. Mi fanno
diventare pass.
Eh, ha proprio ragione, afferm la signora Harris. Mai
visti cos tanti tutti insieme. Non si capisce dove li mettono.
Non so come fate a controllarli tutti.
C'est vrai, concord lui. Un inferno. Adesso che si
era sfogato, si ricompose e disse: Merci, signore. Se avete
bisogn, chiedete di Antoine. La vostra cameriera si chiama
Arline. Si occuper di voi, e se ne and.
La signora Harris apr la porta del bagno e sbirci dentro.
Fatto tutto? Bravo bambino. Adesso puoi uscire.
Me la filo qua dentro ogni volta che bussano? domand
il piccolo Henry.
No, gioia, rispose lei, era solo per questa volta. D'ora
in avanti andr tutto bene.
E fu proprio cos, perch la signora Harris aveva piantato
il seme psicologico al momento giusto e nel terreno giusto.
La sera, un Antoine persino pi stravolto venne a preparare
i letti per la notte. Con le due donne c'era Henry. L'uomo lo
guard e disse: Oh l l, e tu chi sei?
La signora Harris, non pi cordiale, amichevole e ciarliera
come prima, lo rimbrott: Ullall mia nonna. Come sarebbe,
"tu chi sei"?  il piccolo Enry, il figlio di mia sorella. Lo porto
in America da lei, fa la cameriera in Texas.
Antoine era sconcertato. Ma prim non scera... o no?
La signora Harris si inalber. Come, non c'era? Che cavolo
dice? Questo bimbo  la luce dei miei occhi e non l'ho mai
perso di vista da quando siamo partiti da Battersea.
L'uomo esit. Oui' madame, per...
Per un corno! ribatt aspramente la signora Harris.
Non  mica colpa nostra se voi francesi scattate per un nonnulla
e perdete la testa, e poi venite qua a gridare contro la
gente e i bambini. L'ha detto lei che non ve li ricordate tutti, i
bambini. Be', veda di non dimenticarsi il piccolo Enry, veda,
o mi toccher fare due parole con uno degli ufficiali.
Il cameriere alz bandiera bianca. La partenza l'aveva
messo a dura prova, pi del solito. Nel corridoio accanto
c'era una famiglia americana, marito e moglie che non si
erano ancora messi d'accordo sul numero di valigie e di figli
che si erano portati dietro. In pi aveva gi consegnato i
biglietti al commissario di bordo. Le due donne sembravano
delle personcine ammodo, e chiaramente il bambino era con
loro e aveva passato i controlli dell'immigrazione. Tanti anni
per mare, alle prese con passeggeri di ogni tipo, gli avevano
insegnato la filosofia del vivi e lascia vivere.
Oui, oui, oui, madame, disse allora per placarla, scerto,
scerto. Come si chiam... il piccolo Henri? Scercate di non
mettere troppo in disordine la cabin e faremo tutti un bel
viaggi.
Poi sistem i letti e se ne and. Da quel momento Henry
divenne un passeggero a pieno titolo del Ville de Paris, con
tutti i privilegi e i benefici che ne derivavano. Nessuno fece
pi domande sulla sua presenza.
Al numero sette di Willis Gardens, Battersea, il colpo da
maestro con cui la signora Harris aveva tolto per sempre alla
custodia dei Gusset il piccolo Henry, che ora solcava i mari,
ebbe un'unica conseguenza. Il capofamiglia, appena rientrato
da un'altra delle sue operazioni losche a Soho, trov la signora
Gusset che saggiamente faceva economia di piedi oziando
sulla sedia a dondolo, mentre la figlia maggiore spignattava in
cucina. La donna abbass l'Evening News e annunci: C' che
Enry  sparito da stamattina. Mi sa che ha tagliato la corda.
Ah s? replic il signor Gusset. Bene. Poi le strapp di
mano il giornale, le ordin: Tirati su, vecchia, si accomod
sulla sedia libera e si mise a leggere avidamente i risultati
delle corse.

 Capitolo 8.

Oh cielo, sospir all'improvviso Henrietta Schreiber,
avr fatto la cosa giusta? Seduta alla toletta, dava gli ultimi
ritocchi al trucco. L accanto c'era un biglietto goffrato in cui
si diceva che Pierre Ren Dubois, capitano del Ville de Paris,
si pregiava di invitare Joel Schreiber e signora a un aperitivo
nella sua cabina quella sera stessa, alle sette e mezzo. L'orologio
di bordo segnava gi le sette e trentacinque.
Come sarebbe? indag il marito, che in smoking e cravatta
nera aspettava gi da dieci minuti buoni. Certo che s,
sei un incanto. Te lo giuro, dolcezza, non potresti essere pi
bella di cos. Ma adesso dobbiamo proprio andare. Il cameriere
ha detto che ci sar anche l'ambasciatore francese.
No, no, replic Henrietta, non parlavo di me, parlavo
della signora Harris.
Cosa c'entra la signora Harris? C' qualche problema?
No... Mi chiedo solo se ho fatto la cosa giusta, togliendo
lei e la signora Buttrfield dal loro elemento. Sono cos...
inglesi, sai. La gente di qui capisce le domestiche e il loro
modo di fare, ma...
Vuoi dire che rideranno di noi perch abbiamo assunto
due donne di razza londinese?
Oh no, afferm la signora Schreiber con decisione.
Diamine, nessuno riderebbe della signora Harris. Poi torn
a concentrarsi sulle sopracciglia. Solo non vorrei che si spaventasse.
Con chi parler? Con chi far amicizia? Sai quanto
 snob certa gente.
A forza di aspettare, il signor Schreiber stava perdendo
la pazienza. Avresti dovuto pensarci prima, disse. Pu
parlare con la signora Butterfield, no?
Henrietta fece una smorfia di pianto. Non avercela con
me, Joel. Sono cos fiera di te, adesso sei il presidente della
North American e a New York volevo organizzare le cose
per benino. Lei mi  assolutamente indispensabile. Ma per
quel che ne so, forse in questo momento sta piangendo tutte
le sue lacrime ed  spaventata a morte in mezzo a una marea
di estranei.
Il signor Schreiber le si avvicin e le diede un'affettuosa
strizzatina alle spalle. Be', ormai  troppo tardi. Domani
per faccio quattro passi in turistica e vedo come sta. Adesso
che ne dici di avviarci, amore mio? Anche se resti un'ora allo
specchio, non cambia niente. Sarai la pi bella di tutte.
Henrietta sfior la mano del marito con la guancia per un
attimo. Oh, Joel, sei cos buono con me, mormor. Scusa
se ho combinato un pasticcio.
Fuori dalla cabina il cameriere li aspettava per accompagnarli
alla scala privata da cui si accedeva agli alloggi del
capitano. In cima furono accolti da un altro cameriere che
domand i loro nomi e poi fece strada fino alla porta dell'enorme
cabina, da cui filtrava il brusio tipico di una festa in pieno
svolgimento. In tutto quel chiasso - il tintinnio dei bicchieri,
le conversazioni che si incrociavano - una frase improbabile
colp l'orecchio di Henrietta. Santiddio, io e il marchese
siamo amici dai tempi di Parigi.
Incredibile! E perch pensavo alla signora Harris appena
prima di venire qui, si disse.
Il cameriere varc la soglia e annunci: Il signore e la
signora Schreiber, al che le conversazioni cessarono e gli
uomini si alzarono in piedi con un gran trambusto.
Quando si arriva in ritardo a un ricevimento, la vista e
l'udito si confondono: uno vede tutti e non vede nessuno. Per
un terribile istante la signora Schreiber ebbe l'impressione di
assistere a un altro fatto improbabile, ancora pi impensabile
dell'allucinazione uditiva che aveva appena avuto. Seduta
comoda comoda fra il capitano e un distinto gentiluomo
francese con i baffi e i capelli bianchi come la neve, c'era
un'elegantissima signora Harris.
Ah, i signori Schreiber. Che piacere che siate venuti,
esclam il capitano, affascinante nella sua uniforme di gala
con i galloni d'oro, e con modi esperti inizi il giro delle
presentazioni; nomi che la signora Schreiber ud solo a met
finch tocc agli ultimi due, su cui non ci si poteva sbagliare:
...Sua Eccellenza il marchese Hypolite de Chassagne, il nuovo
ambasciatore di Francia nel vostro Paese, e madame Harris.
Non c'erano dubbi, era vero! La signora Harris era proprio
l, le guance vizze, gli occhietti impertinenti, un sorriso da un
orecchio all'altro, eppure per nulla fuori luogo, e la sua mise
era sobria e raffinata come quella delle altre invitate, se non
di pi. Come se non bastasse, non era tanto la sua presenza
a disorientare Henrietta, quanto il suo aspetto. In testa le
risuonava una sola domanda: Dove ho gi visto quel vestito?
La signora Harris fece un cenno educato con il capo e
poi spieg al marchese: Proprio di lei parlavo. Non  un
tesoro? Se non era per lei, col cavolo che ce li avevo i dollari
per andare a Parigi a comprarmi il vestito, e adesso mi porta
in America.
Il marchese si avvicin a Henrietta Schreiber, le prese
la mano e se la port alle labbra. Madame, esord, sono
estasiato di conoscere una donna gentile che sa vedere la gentilezza
e la bont negli altri. Lei deve avere un cuore d'oro.
Il breve discorso, che determin la fama della signora
Schreiber per il resto del viaggio, la lasci senza fiato. Ancora
sbigottita, riusc a chiedere: Ma... ma lei conosce la nostra
signora Harris?
Certamente, rispose lui. Ci siamo conosciuti da Dior,
a Parigi, e siamo amici da allora.
Era andata cos. Saputo dal suo autista che la signora Harris
era a bordo, in classe turistica, il marchese aveva buttato l
al capitano, suo amico: Ma lo sai, Pierre, che sulla tua nave
c' una donna straordinaria?
La contessa Touraine, vuoi dire? fece il capitano, che
naturalmente era tenuto a studiare l'elenco dei passeggeri.
S, ha un enorme talento, ma se mi posso permettere,  un
filino...
No, no, lo interruppe il marchese, mi riferisco a una
domestica londinese, una donna di servizio, che passa le
giornate in ginocchio a fregare i pavimenti delle case di Belgravia
o con le mani nell'acqua a lavare i piatti sporchi, ma
se guardassi nel suo armadio ci troveresti una delle creazioni
pi squisite della Maison Christian Dior, un vestito che vale
la bellezza di quattrocentocinquanta sterline, e se l' pagato
tutto da sola.
Il capitano era gi ammaliato. Non mi dire!  davvero
strabiliante. E dici che questa persona  sulla mia nave? Ma
come mai? Dove star andando?
Lo sa il cielo, quello che avr intenzione di fare in
America, replic il marchese. Chiss cosa le  saltato in mente
stavolta. Posso dirti soltanto che quando una donna come
quella si mette in testa una cosa, niente pu fermarla. E subito
dopo raccont al capitano di quando la signora Harris era
andata a Parigi per comprarsi un vestito di Dior, cambiando
in meglio la vita di tutti quelli che avevano avuto a che fare
con lei.
Alla fine il capitano, ancora pi ammaliato e incuriosito,
aveva commentato: E questa donna  a bordo e dici che 
una tua amica? Bene allora, la inviteremo qui a bere qualcosa.
Sar onorato di fare la sua conoscenza.
E cos la signora Harris aveva ricevuto un invito identico
a quello degli Schreiber, tranne che sul suo c'era scritto: Un
cameriere la attender fuori dalla sua cabina per condurla agli
alloggi del capitano.
Prima che la signora Schreiber venisse separata dal marito,
questi fece in tempo a sussurrarle: Sembra che tu possa
smettere di preoccuparti per la nostra domestica, non credi?
La donnina, compassata e sicura di s, chiacchierava felice
e spensierata con il capitano. A quanto pareva, durante il suo
soggiorno a Parigi si era innamorata di un ristorantino sulla
Senna che era anche uno dei preferiti di Pierre Dubois quando
era in licenza, ed era in corso uno scambio di opinioni.
Si sta godendo il viaggio, signora Schreiber? domand
l'uomo seduto accanto a Henrietta, e la risposta lo lasci di
stucco: Oh santo cielo! Diamine, gliel'ho dato io! Non
poteva sapere, il poveretto, che il vestito in cui la signora
Harris si era strizzata gliel'aveva regalato la signora Schreiber
parecchi anni prima, quando era passato di moda. L'aveva
appena riconosciuto.

 Capitolo 9.

Andava tutto a meraviglia, e la signora Harris si illudeva di
avercela fatta. Ottimista per natura, la vita le aveva comunque
insegnato che spesso, quando le cose sembrano andare troppo
bene, i guai incombono dietro l'angolo. Tuttavia la routine
sulla grande nave era cos gradevole, e il cibo, la compagnia
e gli intrattenimenti cos formidabili, che in quell'atmosfera
persino la signora Butterfield aveva cominciato a rilassarsi e
ad ammettere che forse la morte e la distruzione non erano
poi cos imminenti come aveva immaginato.
Tre giorni ad abbuffarsi di tutte le prelibatezze che uscivano
dalle cucine, pi il sole e le coccole affettuose delle due donne,
avevano gi cominciato a operare un cambiamento nel piccolo
Henry, che non era pi cos sciupato e aveva ripreso colore.
Il Ville de Paris solcava la piatta distesa d'acqua a velocit
di crociera e, come diceva tra s e s la signora Harris, andava
tutto a gonfie vele. Eppure al disastro mancavano solo
quarantotto ore. Quando lo scopr, la donnina non ne fece
parola nemmeno con la signora Butterfield, per paura che in
un accesso di terrore l'amica fosse tentata di gettarsi in mare.
Salt fuori durante una conversazione con la combriccola
di amici di cui la signora Harris si era circondata e alla quale,
per un casuale colpo di fortuna, la signora Butterfield non
era presente.
Come sempre in quel genere di traversate, ben presto la
domestica era entrata a far parte di una piccola e affiatata comunit
britannica formatasi nel bel mezzo dell'Oceano Atlantico.
Suoi membri erano un elegante e maturo chauffeur, due
meccanici di una ditta inglese mandati in America a studiare
l'assemblaggio dei missili e una coppia di Wolverhampton
che andava a trovare la figlia, sposata con un soldato americano,
e il nipotino. La signora Harris e la signora Butterfield
completavano la brigata. Sedevano tutti allo stesso tavolo
e ben presto avvicinarono le sdraio sul ponte. In sostanza
parlavano la stessa lingua e potevano contare sulla simpatia
e sulla comprensione reciproca.
Se la signora Harris era l'anima della comitiva - e su questo
non ci piove -, lo chauffeur, il signor John Bayswater di
Bayswater, come diceva lui, aggiungendo: e non c' quartiere
pi bello a Londra, era il capo indiscusso della combriccola
e tutti lo rispettavano e ammiravano.
Tanto per cominciare, non era solo un autista con trentacinque
anni di esperienza, un ometto sulla sessantina con
i capelli grigi che portava abiti di ottimo taglio e di gusto
impeccabile; era un autista di Rolls. In vita sua non era mai
stato con automobili diverse, mai le aveva degnate neanche
di un'occhiata sotto il cofano. Per lui non esistevano, punto.
C'era una sola vettura al mondo, ed era la Rolls. Scapolo, al
posto di mogli e amanti aveva collezionato una sfilza di auto
che assorbivano tutto il suo tempo e le sue attenzioni.
Se non fossero stati sufficienti motivi di prestigio, ora stava
andando in America in qualit di autista del marchese Hypolite
de Chassagne, appena nominato ambasciatore francese
negli Stati Uniti.
Era felice e soddisfatto, il signor John Bayswater, perch
nella stiva del Ville de Paris viaggiavano le pi nuove, le pi
belle, le pi moderne e le pi scintillanti Rolls-Royce - nelle
tonalit di celeste e blu fumo, carrozzate Hooper - che
avesse mai guidato. Negli anni dell'universit in Inghilterra
il marchese aveva sviluppato una passione smodata per le
automobili prodotte laggi. Cos, per festeggiare la nomina
ad ambasciatore negli Stati Uniti, il degno coronamento della
sua carriera diplomatica, si era regalato le Rolls pi belle che
la sua immensa ricchezza potesse comprare.
Al momento di ingaggiare un autista, alla casa madre erano
riusciti ad assicurargli i servigi di John Bayswater, che una
volta aveva accompagnato l'ambasciatore inglese negli Stati
Uniti con il medesimo incarico ed era uno dei loro uomini
pi stimati e affidabili.
Per decidere se accettare o meno un incarico, il signor Bayswater
valutava non il datore di lavoro, ma la natura, il genere
e la qualit delle Rolls affidate alle sue cure. Se la nomina ad
ambasciatore era l'apice della carriera del marchese, lo stesso
valeva per la nuova missione di John, dato che la Rolls-Royce
lo aveva autorizzato a entrare negli stabilimenti per scegliere
di persona il telaio e il motore. Il fatto che Chassagne si fosse
rivelato un tipo a posto e un datore di lavoro di manica larga
era solo la ciliegina sulla torta.
Ma c'era ancora un'altra ragione per cui l'autista era diventato
il capo del gruppetto: era l'unico di tutti loro a essere
gi stato in America. Di fatto ci era stato non una, ma ben
due volte; la prima con una Silver Wraith del '47, un lavoretto
facile facile di cui serbava un dolce ricordo, e la seconda con
una Silver Cloud del '53, che non amava altrettanto ma che, lo
sapeva, aveva bisogno di lui, tanto pi in quel Paese straniero.
E fu per l'appunto il resoconto della procedura di ingresso
nei liberi e democratici Stati Uniti d'America ad atterrire la
signora Harris e a farle capire in che razza di trappola avesse
fatto cadere il piccolo Henry, l'amica e se stessa.
Come gi detto, la conversazione ebbe luogo mentre la
signora Butterfield non c'era. Seduti sulle sdraio, i signori
Tidder - quelli di Wolverhampton - spiegavano quanto avevano
tribolato per ottenere il visto turistico indispensabile per
mettere piede in America. La signora Harris ascoltava con
partecipazione, perch ci era passata anche lei: vaccinazioni,
impronte digitali, referenze, situazione economica, moduli
infiniti da compilare e interrogatori altrettanto infiniti.
Dio mio, proruppe l'altra, il cui marito era un impiegato
statale in pensione, sembrava che volevamo andarci per
rapinare mezzo Paese. Poi, con un sospiro: Oh be', non
ci dobbiamo lamentare, credo. Ci hanno dato i visti, e tanti
saluti.
Il signor Bayswater pos la copia del bollettino mensile
della Rolls-Royce su cui si era concentrato fino ad allora,
ascoltando il discorso con un orecchio solo. Oh-oh, ne 
davvero convinta? sbuff. Aspetti di trovarsi di fronte gli
ispettori dell'immigrazione americana, ve la faranno vedere
loro. Non dimenticher mai la prima volta che sono sbarcato,
era appena finita la guerra. Mi hanno fatto venire i sudori
freddi. Mai sentito parlare di Ellis Island? E una specie di
prigione dove possono mandarvi se non gli piace la vostra
faccia. Aspettate di sedervi a fare una chiacchierata con quei
tizi. Se c' anche solo una macchiolina sul passaporto, o una
virgola fuori posto, siete spacciati.
La signora Tidder si lasci sfuggire un gridolino di sgomento.
Oh cielo, dice sul serio?
Alla bocca dello stomaco della signora Harris si stava
formando un sassolino freddo che lei cerc di ignorare. Rivolgendosi
alla signora Tidder, comment: Via, io non ci credo.
Sono solo favole. Non era mica un Paese libero?
Quando si cerca di entrare, no, osserv il signor Bayswater.
Una vera e propria Inquisizione spagnola, ecco cos'.
"Chi  lei? Da dove viene? Quanti soldi ha? Con chi  venuto?
Dove pensa di andare? Quando? Perch? Quanto si ferma?
Ha precedenti penali? E comunista? E se no, allora cos'?
Perch? Non ha una casa in Inghilterra? Cosa ci  venuto a
fare qua?" Poi attaccano con i documenti. Che Dio vi aiuti se
trovano un errore. Potete marcire dietro le sbarre su quell'isola
schifosa finch viene qualcuno a tirarvi fuori.
Il sassolino nello stomaco della signora Harris divenne un
po' pi grosso, pi freddo e pi difficile da ignorare. Fingendo
indifferenza, la domestica domand: Faranno mica cos
anche con i bambini? Gli americani che conoscevo a Londra
erano sempre buoni con i bambini.
Ah! sbuff di nuovo l'autista. Questi qua no. E poi,
con la parlata popolare in cui scivolava di rado: Questi li
magnano, i bambini. Vedere un bimbo in fasce  come vedere
una bomba. Se non ci sono il nome e il certificato di nascita
e i documenti in regola, non li fanno mica passare. Quando
 ora radunano tutti nello stanzone principale, e avanti. Fai
la fila, poi ti siedi a un tavolo e dall'altra parte c' un tipo in
uniforme che  peggio di un secondino e ti squadra con due
occhi che fanno paura, e meglio per te se rispondi giusto.
Una famiglia l'hanno tenuta l tre ore perch in Inghilterra
avevano sbagliato a scrivere qualcosa sui documenti di uno
dei figli. Se ti beccano per una stupidata del genere, poi, sono
contenti come una pasqua. E dopo ci sono quelli della dogana,
che non sono cos cattivi ma quasi. Puah! Io ve l'ho detto.
Ormai il sasso era grande come un melone e freddo come
un blocco di ghiaccio. Scusate, mormor la signora Harris,
non mi sento mica tanto bene. Mi sa che scendo in cabina
a stendermi un pochino.
Dunque era cos. Per dodici tremende ore la signora Harris
si tenne dentro l'orrenda notizia, e in quel lasso di tempo riusc
persino a ingigantire il problema e a ricamare sui possibili
pericoli. Per giunta il riferimento all'inquisizione spagnola,
che le riportava alla mente immagini di segrete, ruote della
tortura e supplizi con tenaglie roventi, non contribu certo
ad alleviare la sua pena.
Se fosse stata in Inghilterra, o anche in Francia, avrebbe
saputo affrontare qualsiasi situazione: non per niente era una
domestica londinese. Ma il signor Bayswater, forse esagerando,
forse no, aveva descritto cos bene l'implacabilit del Servizio
Immigrazione americano e la burocrazia legata all'ingresso nel
Paese che la signora Harris si sentiva del tutto impotente. Non
ci sarebbe stato il pandemonio della stazione di Waterloo e
del molo di Southampton, n un funzionario amichevole e
bonaccione disposto a chiudere un occhio davanti a un padre
esausto; il piccolo Henry non avrebbe potuto attaccarsi alla
famiglia del simpatico e distratto professor Wagstaff; niente
trucchetti, niente nascondigli, niente di niente. Il bambino,
senza lo straccio di un documento, sarebbe stato espulso:
punto e basta.
A fare inorridire la signora Harris non era tanto l'idea di
languire dietro le sbarre insieme con la signora Butterfield
in quel luogo raccapricciante che prendeva il nome di Ellis
Island e che, per quanto fosse cambiato dai tempi del signor
Bayswater, ricordava fin troppo da vicino un campo di
concentramento tedesco o russo. A tormentarla era il pensiero
ben pi straziante del piccolo Henry portato via e rispedito
a Londra, alla merc dei Gusset, senza che lei e l'amica fossero
l a proteggerlo e consolarlo. Si lambicc il cervello per
trovare un modo di schivare le fitte maglie dei controlli, ma
fu tutto inutile. Stando al racconto dello chauffeur, nemmeno
un topo poteva intrufolarsi negli Stati Uniti d'America senza
credenziali.
Di se stessa non le importava, ma il bambino non era il
solo che se la sarebbe vista brutta; anche la sua cara amica,
la povera, timorosa signora Butterfield, rischiava di non riprendersi
pi dallo spavento. E poi c'erano gli Schreiber.
Cosa avrebbe fatto la signora una volta scoperto che lei, Ada
Harris, era stata sbattuta in prigione proprio quando c'era
pi bisogno della sua assistenza?
Perch senza dubbio Ada Harris ci sarebbe finita, in prigione,
e aveva un disperato bisogno di aiuto. Ma a chi rivolgersi,
a chi? Certo non alla signora Butterfield, e quanto agli
Schreiber non voleva metterli in allarme a meno che fosse
strettamente necessario. Il pensiero allora corse all'unico dei
suoi conoscenti che avesse una grande esperienza: il signor
Bayswater. Bench fosse uno scapolo impenitente, l'autista
sembrava avere un debole per lei e gi varie volte prima di
cena le aveva offerto un Port & Lemon al bar della nave.
Cos quella sera dopo cena, mentre i passeggeri si spostavano
nel fumoir per il caff e una sigaretta, la signora Harris
sussurr: Potrei mica fare due paroline con lei, signor Bayswater?
Mi serve un consiglio da uno come lei, che ha girato
il mondo.
Volentieri, signora Harris, rispose l'autista cortesemente,
sar lieto di offrirle la mia esperienza. Cos' che voleva
sapere?
Magari  meglio se andiamo sul ponte, sa,  pi tranquillo
e non ci disturba nessuno, fece lei.
A quelle parole l'autista fu attraversato da un brivido, ma
si conged dagli altri e la segu sul ponte del Ville de Paris.
Nel buio rischiarato dalle stelle, mentre il piroscafo lasciava
una scia fosforescente dietro di s, i due si appoggiarono al
parapetto a guardare il mare.
Dopo un breve silenzio la signora Harris esord: Perdinci,
adesso che l'ho portata qui, non so da dove cominciare.
Arrivato al massimo livello di allarme, il signor Bayswater
si gir a guardare la piccola domestica preparandosi al peggio.
Per quarantanni e rotti aveva difeso il suo status di scapolo da
numerosi attacchi e non aveva nessuna intenzione di arrendersi
adesso. Ma sul volto della donnina dai capelli grigi che stava
al suo fianco vide soltanto preoccupazione e infelicit. Sono
nei guai, signor Bayswater, confess lei.
L'autista sent un'improvvisa ondata di sollievo, e con
essa riemerse anche il suo affetto per la signora Harris e il
desiderio di proteggerla. Trovava persino piacevole starsene
l ad ascoltare quell'appello accorato. Era proprio una bella
sensazione. Signora Harris, perch non mi dice tutto e basta?
la incoraggi.
Lei lo conosce il ragazzino, disse la domestica. Il piccolo
Enry, intendo.
Il signor Bayswater fece segno di s e rispose: Gi, un
bravo bambino. Sa stare al suo posto.
Ecco, sbott la signora Harris, non  mio parente.
Non  parente di nessuno! E come un fiume in piena snocciol
tutta la storia: i Gusset, la gentilezza degli Schreiber, il
rapimento e l'imbarco clandestino, il progetto di restituire il
figlio al padre perduto.
Quando ebbe finito, cadde il silenzio. Cribbio, esclam
poi il signor Bayswater con un altro scivolone dei suoi, una
brutta gatta da pelare, eh?
Lei ci  gi stato in America, lo implor la signora
Harris, non si pu mica far qualcosa per nasconderlo o per
farlo passare?
Con quei tipacci  impossibile, riflett lui. Peggiora
solo le cose. Se vi beccano a provarci diventano dieci volte pi
cattivi. Senta un po', che mi dice del padre? Non potremmo
telegrafare per avvertirlo di venire al molo? Almeno potrebbe
far valere i suoi diritti e riprendersi il bambino.
Nonostante l'angoscia, alla signora Harris non sfugg che
il signor Bayswater aveva usato il noi, includendo anche
se stesso nel dilemma, e questo le fece tornare di colpo il coraggio
e l'entusiasmo. La sensazione, per, si affievol quasi
subito, mentre piagnucolava: Ma non so ancora dove abita.
S, una mezza idea ce l'ho, ma prima devo trovarlo, capisce?
Che orribile pasticcio.
Ora altrettanto demoralizzato, l'autista fece segno di s.
Gi, conferm.
Lungo la guancia della signora Harris rotol una lacrima
che scintill al bagliore delle stelle.  tutta colpa mia,
recrimin. Sono una stupida vecchia incosciente. Dovevo
saperlo.
Non faccia cos, la consol il signor Bayswater. Cercava
solo di fare del suo meglio per il bene del bambino. Per un
attimo tacque, immerso nei suoi pensieri, poi riprese: Senta un
po', signora Harris, lei ha detto che conosce il mio principale,
il marchese.  vero quel che si dice in giro, che l'ha invitata
su dal capitano a bere qualcosa con loro?
La donnina lanci un'occhiata sospettosa al suo elegante
compagno, chiedendosi se per caso non volesse fare lo snob
con lei. Certo, replic, che c' di strano? Siamo amici dai
tempi di Parigi.
Bene allora, concluse l'altro, mentre un'idea maturava
dentro di lui facendogli perdere di nuovo il controllo della
grammatica, se lo conosce cos bene, perch non ce lo chiede
a lui?
Lui, il marchese? Diamine, a che pr?  un mio caro
amico, non voglio farlo finire a Ellers Island o come cavolo
si chiama.
Ma non capisce? spieg il signor Bayswater tutto infervorato.
Lui  proprio l'unico che potrebbe farcela.  un
diplomatico.
Anche se non era da lei, per un momento la signora Harris
non cap. E questo che c'entra? domand.
Significa che viaggia con un passaporto speciale, ma non
glielo guardano mai e nessuno gli chiede niente... ha la precedenza
rispetto agli altri e gli stendono pure il tappeto rosso.
Dia retta a me, l'ultima volta che ci sono stato con la Silver
Cloud del '53, quella con la guarnizione difettosa, ero con Sir
Gerald Granby, l'ambasciatore inglese. Manco l'abbiamo visto,
il molo. Niente controlli dell'immigrazione, niente dogana.
Era tutto un "Piacere di conoscerla, Sir Gerald" e "Benvenuto
negli Stati Uniti, Sir Gerald. Da questa parte, Sir Gerald" e
"Non si preoccupi dei bagagli, Sir Gerald. Possiamo fare
qualcosa per lei, Sir Gerald? Venga, l'automobile l'aspetta,
Sir Gerald". E andata davvero cos, una passeggiata. Basta
avere il passaporto diplomatico e un titolo. Oh, i titoli! Gli
americani ci restano secchi. E poi pensi al mio principale: non
 solo l'ambasciatore, ma un autentico marchese di Francia.
Capperi, un bambino non lo noteranno neanche, e comunque
non faranno domande. Glielo chieda. Scommetto che per lei
lo far.  un gentiluomo come non ce ne sono pi. Alla fine,
quando hanno fatto passare il bambino, viene al molo e se
lo riprende, facile come bere un bicchier d'acqua. Be', che
gliene pare?
Ora la piccola domestica lo fissava con gli occhietti maliziosi
e luccicanti, non pi per le lacrime. Signor Bayswater,
esclam, ho quasi voglia di baciarla.
Per un istante le paure da scapolo incallito riaffiorarono,
ma di fronte all'espressione sollevata e gioiosa della signora
Harris svanirono come d'incanto. Dandole colpetti leggeri sulla
mano stretta al parapetto, il distinto chauffeur disse: Se lo
risparmi per dopo, ragazza mia. Prima vediamo se funziona.

 Capitolo 10.

Fu cos che per la seconda volta in meno di ventiquattr'ore
la signora Harris si ritrov a narrare la storia del piccolo
Henry, del padre scomparso e delle peripezie che l'avevano
condotta fin l. Stavolta parlava all'orecchio attento del marchese
Hypolite de Chassagne, ambasciatore straordinario e
plenipotenziario della Repubblica francese negli Stati Uniti
d'America, nell'intimit del lussuoso alloggio di prima classe
che gli avevano riservato a bordo del piroscafo.
L'anziano diplomatico dai capelli bianchi ascoltava il racconto
senza interruzioni o commenti di sorta; ogni tanto si
tirava i baffi o si lisciava i ciuffi sporgenti delle folte sopracciglia
con il dorso di un dito. N gli occhi azzurri, incredibilmente
vivaci e giovanili, n la bocca, spesso coperta dalla mano,
lasciavano trapelare se fosse divertito o seccato. La signora
Harris lo stava implorando di aggregare al suo entourage un
mezzo orfano angloamericano, indigente e senza documenti,
per farlo entrare da clandestino in un Paese straniero: niente
di meglio per inaugurare la sua carriera di rappresentante
della Francia all'estero.
Quando la domestica, seduta sul bordo della sedia, ebbe
terminato il racconto dei suoi misfatti, concludendo con il
consiglio che le aveva dato il signor Bayswater, il marchese
riflett un momento e poi disse:  stata un'azione nobile e
generosa da parte sua, ma un po' avventata, non le pare?
La signora Harris, in equilibrio precario non solo fisicamente,
ma anche mentalmente, si strinse le mani ed esclam:
Santiddio, a me lo viene a dire! Lo so che mi merito un sacco
di sculacciate, ma, signore, doveva sentire come urlava quando
lo picchiavano, e poi non gli davano mai niente da mangiare!
Lei che avrebbe fatto?
Dopo averci riflettuto un attimo, il marchese sospir. Ah,
madame, lei mi lusinga. Avrei fatto la stessa cosa, credo. Ma
adesso siamo finiti in un bel pasticcio. Era sbalorditivo il
modo in cui tutti, appena venivano a sapere dei guai della
signora Harris, ne diventavano partecipi passando subito al
noi.
Il signor Bayswater dice che i diplomatici come lei hanno
dei privilegi speciali, si affrett ad aggiungere la donnina.
La faranno camminare su un tappeto speciale e sar un continuo:
"S, Sua Eccellenza. Da questa parte, Sua Eccellenza. Ma che
bel bambino, Sua Eccellenza", e in un batter d'occhio sar gi
sul molo con il piccolo 'Enry e nessuno le chieder niente.
Poi verr a riprenderlo e lei avr la sua gratitudine e la mia e
quella di suo padre nei secoli dei secoli.
A quanto pare Bayswater la sa lunga, comment il marchese.
Naturale, replic la signora Harris, ci  gi passato.
Dice che l'ultima volta che  stato in America era con un tale
che si chiamava Sir Gerald Granby, ed era un continuo: "S,
Sir Gerald. Da questa parte, Sir Gerald. Non si preoccupi del
passaporto, Sir Gerald..."
S, s, tagli corto il marchese, lo so, lo so.
Ma a dire la verit non sapeva nulla di quel che avevano
organizzato per lo sbarco. Immaginava che al suo arrivo ci
sarebbe stata una cerimonia con le solite manfrine, ma ne
ignorava la portata, anche se di certo nessuno avrebbe preteso
di vedere le sue credenziali finch non le avesse presentate
durante un incontro ufficiale e formale alla Casa Bianca. I
membri del suo entourage - il segretario, l'autista, il cameriere
e compagnia bella - sarebbero stati trattati con ogni riguardo,
ed era assai improbabile che qualcuno badasse a un ragazzino
o gli facesse domande, specie se era beneducato, come
sosteneva la signora Harris, e capace di stare al suo posto.
La prego, lo implor la donnina. Non potrebbe fare un
tentativo? Appena vede il piccolo Enry lo prende in simpatia,
giuro.  dolcissimo, quel mocciosino.
Ssst. Silenzio un momento. Voglio pensare, disse il
marchese imponendole di tacere con un gesto della mano.
La signora Harris si cuc le labbra all'istante tenendo le
mani intrecciate in atto di supplica. Seduta sul bordo della
sedia dorata, con i piedi che quasi non toccavano terra, lo
guardava piena di trepidazione. I suoi occhietti, persa tutta
l'impertinenza, erano solo ansiosi e imploranti.
L'altero gentiluomo fece proprio come aveva detto: pens,
ma ascolt anche il suo cuore.
Era una dote curiosa, quella della signora Harris: aveva
il potere di far provare agli altri le emozioni che provava lei.
A Parigi aveva trasmesso al marchese la sua passione per i
fiori e per le cose belle come un vestito di Dior, l'entusiasmo
e l'ardente desiderio da cui era animata. Adesso, senza tanti
giri di parole, gli aveva fatto capire quanto voleva bene a
un povero bambino abbandonato e quanto la angosciava il
pensiero che soffrisse. Al mondo c'erano milioni di bambini
affamati, bisognosi, maltrattati, e quant' vero Iddio nessuno
ci pensava mai, e invece ecco, lui stava pensando a un piccino
malnutrito, preso a scapaccioni sulle orecchie da un certo
Gusset, un tizio che lui non aveva mai incontrato e che mai
avrebbe visto in futuro. In che modo tutto ci lo riguardava?
Osservando l'ansiosa signora Harris seduta di fronte a lui,
vedendo le guance vizze, i capelli sfibrati e le mani logorate
dalla fatica, sent che la cosa lo riguardava, e molto anche.
A modo suo, durante il breve soggiorno a Parigi la domestica
aveva portato un pizzico di felicit nella vita dell'anziano
gentiluomo, e a voler essere onesti la nomina ad ambasciatore
era in parte merito suo. Era solo grazie a lei se il marchese si
era adoperato perch monsieur Colbert, il marito di un'amica
francese della signora Harris, ottenesse un posto importante
al Quai d'Orsay, dove nel giro di un anno aveva riscosso
uno straordinario successo. Il fatto aveva attirato molte lodi
al marchese, contribuendo forse alla decisione di affidargli
l'ambita e onorata carica di ambasciatore negli Stati Uniti.
Non solo: la signora Harris gli aveva anche ricordato la sua
giovinezza, quando studiava a Oxford e un'altra domestica,
della stessa razza londinese, era stata gentile con lui salvandolo
dalla solitudine.
La signora Harris  davvero una brava donna, e io ho la
grande fortuna di conoscerla, riflett. Avere il potere di aiutare
qualcuno  incredibilmente piacevole. Ti fa sentire cos
giovane! A quel punto il pensiero corse al cambiamento sopravvenuto
in lui da quando l'avevano promosso ambasciatore.
Prima era un vecchio, rassegnato a congedarsi dal mondo e
dedito a riesaminarne e goderne le bellezze per l'ultima volta.
Adesso si sentiva pieno di energia e voglia di fare e non aveva
nessuna intenzione di lasciare questa vita.
Infine, assai compiaciuto, pens che essere vecchio e autorevole
significa una cosa sola: che la gente ha un po' paura
di te. Significa, pens ridacchiando tra s, e tornando con la
mente alla sua educazione inglese, che puoi fare tutto quello
che ti pare e nessuno osa dirti nulla. Cos arriv alla conclusione:
che male c'era ad aiutare quella brava personcina, e
cosa mai poteva andare storto in un piano tanto semplice?
D'accordo, far quel che mi ha chiesto, acconsent.
Stavolta la signora Harris non si lasci andare a effusioni
pirotecniche per manifestare la sua gratitudine. Rispolverando
il suo spirito malizioso, fece un grande sorriso impertinente e
afferm: Lo sapevo. Sar un gioco da ragazzi, no? Gli lavo
ben bene le mani e la faccia e gli dico per filo e per segno cosa
deve fare. Pu contare su di lui,  sveglio come una volpe.
Non parla tanto, ma quando apre la bocca va dritto al punto.
Nemmeno il marchese pot trattenere un sorriso. Ah,
lo sapeva, eh? Bene, vedremo in che razza di guaio mi sono
cacciato con questa follia da sciocco sentimentale. E prosegu:
L'attracco  previsto per le dieci del mattino; alle nove una
specie di delegazione verr a bordo per darmi il benvenuto
mentre siamo fermi alla quarantena - il console francese, magari
- e sar meglio che a quell'ora il ragazzo sia gi qui, cos
gli altri si abitueranno a vederlo in giro. Far in modo che vi
accompagnino tutti e due da me alle sette e mezzo. Dir al
mio segretario e al cameriere di essere discreti.
La signora Harris si alz e fece per raggiungere la porta.
Lei  un tesoro, disse mostrandogli i pollici in su.
Il marchese le restitu il gesto. Anche lei. Sar un gioco
da ragazzi, no?

 Capitolo 11.

Qualcuno avrebbe dovuto mettere in guardia il marchese
contro la stampa americana, desiderosa di intervistare il primo
ambasciatore negli Stati Uniti nominato dopo la salita al potere
di de Gaulle; sempre qualcuno avrebbe dovuto avvertirlo di
cosa avevano organizzato per il suo arrivo. Tuttavia la prima
informazione cadde nel dimenticatoio, mentre la seconda,
grazie a quei pasticcioni del ministero degli Esteri, fu omessa
e basta. Ognuno era convinto che ci avesse pensato un altro -
di sicuro tizio avr avvisato l'ambasciatore - e invece non
ci aveva pensato nessuno.
Il marchese, un uomo di innata modestia, non si riteneva
cos importante. Prevedeva di ricevere un benvenuto ufficiale
e una serie di facilitazioni all'ingresso, questo s, ma niente
di pi. La mattina dell'arrivo, appena sbarcata l'automobile,
avrebbe chiesto a Bayswater di portarlo subito a Washington.
Cos, era del tutto impreparato all'orda sgomitante di
cronisti, inviati speciali, reporter, fotografi, cineoperatori,
intervistatori della radio e della televisione, tecnici e assistenti
che si riversarono a bordo in massa da un sudicio rimorchiatore
accostatosi alla nave ferma alla quarantena e che poi si
precipitarono gi per le scalette facendo irruzione nel suo
alloggio per richiedere la sua presenza nella sala stampa del
ponte di coperta.
Uguale sorpresa dest un'immacolata lancia governativa
che per non essere da meno si attacc alla fiancata del Ville
de Paris come una sanguisuga. Ne uscirono il rappresentante
ufficiale della citt di New York e i suoi galoppini, tutti con una
coccarda rossa, bianca e blu all'occhiello; i segretari dei due
partiti della citt; e ancora il vicesindaco, il console francese di
New York e quello di Washington, alcuni membri permanenti
dell'ufficio diplomatico francese, cinque o sei funzionari del
ministero degli Esteri capeggiati da un sottosegretario idoneo
ad accogliere un ambasciatore, pi un esponente della
Casa Bianca incaricato di dargli il benvenuto per conto del
presidente Eisenhower.
Mentre una fanfara rimasta sulla lancia suonava la Marsigliese,
quasi tutti costoro riuscirono ad assieparsi nell'alloggio
del marchese prima che il piccolo Henry potesse scappare nel
bagno dove la signora Harris gli aveva detto di nascondersi
in caso di imprevisti.
Strigliato a dovere e tirato a lucido, cacciato a forza in una
camicia pulita e in un paio di calzoni corti che la signora Harris
si era procurata da Marks and Sparks prima della partenza,
e seduto sul bordo di una sedia con i piedi infilati in calzini e
scarpe altrettanto nuovi, il piccolo Henry sembrava proprio
un bel bambino, per nulla fuori posto in quell'ambiente.
Nemmeno il tempo di capire cosa stava succedendo, che
gi lui e il marchese si ritrovarono spinti fuori dalla cabina,
su per la grande scalinata e dentro la sala stampa piena da
soffocare, davanti a una spaventosa batteria di microfoni e
obiettivi - macchine fotografiche, cineprese, telecamere - e
bersagliati da una raffica di domande.
Cosa pu dirci dei russi? Crede che si arriver alla pace?
La sua opinione sulle donne americane? Che far de Gaulle?
Come intende regolarsi con la Nato? A letto li porta i pantaloni
del pigiama? I francesi vogliono un altro prestito? Quanti anni
ha? Ha mai incontrato Krusciov? Sua moglie  venuta con lei?
Cosa pu dirci della guerra in Algeria? Perch le hanno dato
la Legion d'Onore? Cosa ne pensa della bomba all'idrogeno?
 vero che i francesi sono pi focosi degli americani? La
Francia vuole uscire dal Fondo Monetario? Conosce Maurice
Chevalier?  vero che in Francia i comunisti guadagnano
terreno? Cosa ne pensa di Gigi?
E fra quelle domande urlate a squarciagola da giornalisti e
giornaliste ne salt fuori un'altra: Chi  il bambino?
Quando una conferenza stampa  cos caotica - specie se i
reporter si sono dovuti alzare all'alba per attraversare la baia
con il mare mosso, e molti di loro non hanno ancora smaltito
la sbornia della sera prima -, capita talvolta che una raffica di
domande indistinguibili fra loro sia seguita da un improvviso
momento di silenzio, in cui ne viene pronunciata una che cattura
l'attenzione di tutti. Allora i giornalisti, ansiosi di ottenere
almeno qualche risposta, abbandonano temporaneamente le
loro e insistono su quella.
Il coro riprese all'unisono: Chi  il bambino? Chi  il
bambino? Giusto, chi  il bambino, Sua Eccellenza? Chi  il
bambino, signor ambasciatore? e poi tutti tacquero in attesa
della risposta.
Al tavolo della sala stampa l'anziano statista abbass lo
sguardo sullo strano ragazzino con la testa troppo grossa e il
faccino mogio che gli sedeva accanto, quasi aspettandosi che
la spiegazione venisse da lui.
A sua volta il ragazzino alz lo sguardo verso il viso altero
dell'anziano statista, osservandolo con gli occhioni limpidi,
tristi e perspicaci, e compresse risolutamente le labbra. Il
marchese vide, ricord quel che gli aveva detto la signora
Harris a proposito della scarsa loquacit di Henry, e cap
che da lui non sarebbe venuto alcun aiuto. In pi, il tempo
passava e l'attesa si faceva pesante, intollerabile; bisognava
dire qualcosa, e subito.
Si schiar la voce. E...  mio nipote.
Per una ragione ignota, ma tipica di certe conferenze
stampa, a quella dichiarazione si scaten il finimondo. Ma
dico, suo nipote! Sentito? Suo nipote! Pensa, suo nipote!
Estratti i taccuini e scarabocchiati gli appunti del caso, tocc
poi ai fotografi balzare avanti lanciando le loro grida di guerra,
mentre i flash cominciavano a scattare in faccia alle vittime
accecando il marchese e mandandolo sempre pi in confusione.
Fermo cos, ambasciatore. Guardi di qua, marchese.
Gli metta il braccio sulle spalle, marchese. Ehi piccolo, va' pi
vicino al nonno... ancora un pochino... perfetto. Adesso facci
un sorriso. Bravissimo. Ancora una! Ancora una! Mettigli il
braccio intorno al collo, figliolo! Siediti sulle sue ginocchia,
ragazzo. Che ne dici di dargli un bel bacio?
Al parapiglia contribuivano anche le nuove domande
suscitate dalla rivelazione: l'ambasciatore francese viaggiava
con un membro della sua famiglia. Come si chiama? Di chi
 figlio? Dove abiter?
Il marchese si ritrov alle strette. Si chiama Henry.
Henry! Henry o Henri?  francese o inglese?
Il marchese si rendeva conto che prima o poi il ragazzo
avrebbe dovuto aprir bocca. Inglese, rispose.
Ora la conferenza stampa aveva assunto una qualche parvenza
di ordine. Dal fondo della sala un uomo con l'accento
da corrispondente del Daily Mail si alz e chiese: Sarebbe
a dire che  figlio di Lord Dartington, Sua Eccellenza? Da
bravo reporter inglese, aveva studiato i sacri almanacchi e
sapeva che una delle figlie del marchese de Chassagne aveva
sposato Lord Dartington di Stowe.
I diplomatici non dovrebbero mai perdere l'aplomb, e
in effetti il marchese svolgeva i suoi incarichi pubblici con
invidiabile sangue freddo, ma stavolta era davvero troppo: il
disastro che stava per travolgerlo era stato improvviso e lui
non aveva avuto il tempo di prepararsi.
Dire la verit era fuori questione, ovvio. Negare avrebbe
portato ad altre domande scomode, cos senza riflettere oltre
rispose: S, s. Ormai voleva solo mettere fine a quella sofferenza
il prima possibile e raggiungere il rifugio sicuro del
deposito sul molo dove la signora Harris gli aveva promesso
di venire a riprendersi il piccolo Henry, sollevandolo da una
presenza diventata scomoda.
Ma quell'ultima rivelazione cre altro scompiglio e di nuovo
i fotografi balzarono avanti, con lo sfolgorio intermittente
dei flash, mentre le urla degli operatori toccavano altezze
inedite: Cos' che ha detto?  figlio di un lord? Ma allora
 un duca, no?
Amico, dai i numeri! I duchi sono solo i parenti della
regina.
Cosa, cosa? intervenne un altro. E imparentato con la
regina? Ehi, duca, guardi di qua! Ci faccia un sorriso, lord.
Com'era il nome? Bedlington? Che ne dice di dare il cinque
al marchese?
Sotto il contegno severo il marchese cominci a sudare
freddo. Ora che la stampa aveva stabilito un indissolubile
legame di sangue fra lui e il piccolo Henry, non sarebbe stato
cos semplice troncarlo quando la signora Harris fosse venuta
a riprendersi il bambino. Il pensiero lo terrorizzava.
I reporter e i radiocronisti si affollavano intorno a loro
incalzandoli: Okay, Henry, non dici niente? Andrai a scuola
qui? Pensi di imparare a giocare a baseball? Hai un messaggio
per la giovent americana? Dicci le tue impressioni dell'America.
Dove vive il tuo pap? In un castello?
Davanti a quella raffica di domande il piccolo Henry restava
muto. Gli intervistatori diventavano sempre pi incalzanti e il
silenzio del bambino sempre pi fitto. Alla fine un giornalista
impaziente butt l in tono scherzoso: Che ti prende? Ti ha
mangiato la lingua il gatto? Guarda che non ci credo mica
che il marchese  tuo nonno.
Stavano contestando le affermazioni del suo benefattore!
Quel simpatico vecchietto con i capelli bianchi e gli occhi
gentili aveva raccontato una panzana colossale per lui e adesso
bisognava sostenerlo. Come aveva detto la signora Harris, il
piccolo Henry era sempre pronto ad aiutare un compagno.
Le labbra si aprirono e una vocina acuta proclam: Certo
che  mio nonno, e che cavolo!
In fondo alla sala, il corrispondente del Daily Mail strabuzz
gli occhi.
Il marchese si sent travolgere da un'ondata di terrore. Non
sapeva che la catastrofe era soltanto all'inizio.

 Capitolo 12.

In classe turistica, con le valigie pronte, i passaporti e i
certificati delle vaccinazioni ben stretti in mano, e tutte agghindate
nei loro vestiti migliori, Ada Harris e Violet Butterfield
se ne stavano appoggiate al parapetto del ponte, euforiche
alla vista di quel Paese nuovo e affascinante, e osservavano
sotto di loro il trambusto di rimorchiatori, lance e scialuppe
che si affollavano intorno alle passerelle del Ville de Paris.
La mattina presto il piccolo Henry era stato accompagnato
nella cabina del marchese. La domestica gli aveva riempito
la testa di istruzioni per far fronte a ogni evenienza, metti il
caso che la trattenessero.
La signora Harris aveva un'aria trionfante, ma la sua amica,
ora che bisognava rimettersi in moto e gestire un altro
momento critico, era nervosa e sudata. Oh Ada, mormor,
sicura che andr tutto bene? Mi sa che succede qualcosa di
brutto, me lo sento nelle ossa.
Forse lo scheletro della signora Butterfield aveva davvero
doti profetiche, ma ormai era troppo tardi per modificare il
piano, e sebbene non fosse del tutto tranquilla con il bambino
lontano da lei - nei cinque giorni di viaggio gli si era
affezionata ancora di pi - la signora Harris si rifiut di abbattersi.
Comunque, per sicurezza decise di ripetere il piano punto
per punto.
Forza e coraggio, tesoro, e per piacere datti una calmata.
Cos' che pu andare storto? E inizi a elencare sulle dita:
Tanto per cominciare, passa con il marchese e nessuno gli
chiede niente. Sul molo si mette sotto la lettera B', B' di
Brown, e noi andiamo a prenderlo. Intanto chiamiamo un
taxi. Enry fa il giochetto di mettersi vicino a qualcun altro
finch gli Schreiber se ne vanno, poi viene con noi. L'indirizzo
ce l'abbiamo. Quando arriviamo, lui aspetta gi e noi diamo
un'occhiatina in giro. Appena c' via libera, lo facciamo salire
di volata. La signora Schreiber non ha mica detto che in casa
c' posto per un reggimento? Tempo due giorni troviamo il
suo pap, ed ecco fatto. Adesso non ci pensare e goditela.
Cos' che pu andare storto?
Qualcosa, ribad l'altra in tono fermo.
Guardando gi, un po' pi avanti rispetto a loro, videro
una lancia del governo americano, bianca e grigia e tutta
scintillante, con un cannone montato a prua, l'albero del
radar e un'enorme bandiera a stelle e strisce. Una passerella
la collegava a un'apertura nella fiancata del transatlantico e
senza alcun dubbio le due donne stavano per assistere a un
evento importante, perch i musicisti a poppa si raccolsero
intorno al capobanda, l'equipaggio form un picchetto d'onore
lungo la passerella con in testa un ufficiale pluridecorato,
il capobanda lev le braccia, l'ufficiale sbrait un ordine,
gli otturatori dei fucili scattarono, ci fu il presentat'arm, la
bacchetta del capobanda cal di scatto e la fanfara attacc
l'inno nazionale americano, a cui segu l'allegro motivo di
Stelle e Strisce.
Sulle note vivaci della marcia composta da Sousa apparve
una processione di aiutanti di campo in uniforme e galloni
d'oro, appartenenti all'esercito, alla marina e all'aviazione,
seguiti da dignitari in pantaloni a righe, redingote e cilindro.
Emergevano tutti dal buco nella fiancata del Ville de Paris e
avanzavano lungo la passerella per salire sulla lancia. Poi ci
fu un attimo di pausa, il capobanda diede il segnale e i docili
musicisti iniziarono una versione piuttosto chiassosa della
Marsigliese. A quel punto sull'uscita apparve la figura di un
anziano gentiluomo, ritto e prestante, anche lui in pantaloni
a righe, redingote grigia e cilindro grigio: un gentiluomo
con i baffi e i capelli bianchi, gli occhi azzurri e penetranti
sotto le folte sopracciglia e la coccarda della Legion d'Onore
all'occhiello. L'uomo si ferm e si tolse il cilindro, tenendolo
sul cuore durante l'inno di Francia.
 il mio amico! E il marchese! proruppe la signora
Harris, ancora ignara di quel che stava succedendo.
La signora Butterfield, invece, aveva gi capito. Terminato
l'inno, quando il marchese si avvi lungo la passerella sulle
note di un altro brano, il donnone cacci un urlo stridulo e
punt il dito grassoccio e tremante. Guarda! esclam. 
il piccolo Enry! Va via con lui!
Eccolo l. Con la mano stretta in quella di Bayswater, che
portava un'uniforme immacolata, e precedendo il segretario,
il cameriere e il resto del gruppo, il bambino segu il marchese
fin sulla lancia, dove accett di buon grado il presentat'arm
del picchetto d'onore.
Sentendosi serrare lo stomaco, la signora Harris cominci
ad afferrare quel che stava succedendo. Appena prima di
salire sulla lancia, Bayswater alz la bella testa grigia e scrut
con occhi ansiosi la parte superiore della nave. Grazie a un
piccolo miracolo di comunicazione, individu la donnina e
per un istante i loro sguardi si incrociarono. Allora l'autista si
produsse in un'alzata di spalle pi eloquente di mille parole,
con cui le spiegava che era finito in una cosa pi grande di
lui e le faceva le sue scuse.
Proprio cos. A intrappolare Bayswater, Henry e il marchese
non era stata solo l'alta stima di cui quest'ultimo godeva
a Washington. Il governo aveva pensato bene di lisciare de
Gaulle, che negli ultimi tempi si comportava in modo alquanto
singolare, trattando con i guanti il suo ambasciatore
e facendo sbarcare lui e il suo entourage mentre erano fermi
alla quarantena.
Il marchese, il suo bagaglio e tutti quelli che erano con
lui furono trasbordati e attraversarono in pompa magna gli
stretti dei Narrows per giungere al porto di New York. Al
Battery li attendeva un altro picchetto d'onore, insieme con
una schiera di Cadillac. Percorsero la citt lungo il canyon
vertiginoso di Lower Broadway, dove avevano organizzato
una piccola parata di benvenuto: sopra la testa di Henry
fluttuarono coriandoli di vecchi elenchi telefonici e festoni
fatti con i nastri delle telescriventi, coperti di cifre che testimoniavano
la grandezza economica dell'America. Poi la sfilata
continu oltre il Queensboro Bridge fino all'aeroporto, dove
li aspettava il Columbia, il jet privato del presidente. Fu cos
che a eccezione di Bayswater, rimasto a terra con la Rolls, il
marchese e tutto il suo seguito volarono a Washington.
Ci and anche il piccolo Henry. Non si era mai divertito
tanto in vita sua. Finalmente qualcosa di buono.
Il bambino era partito, ma nessuno si era dimenticato di
lui, perch i giornali della sera e quelli della mattina dopo
dedicarono ampi servizi all'arrivo del nuovo ambasciatore
francese e di suo nipote, con tanto di fotografie nelle varie
pose artificiose che le vecchie volpi della carta stampata gli
avevano fatto assumere: mentre abbracciava il nonno, mentre
lo baciava, mentre gli sedeva sulle ginocchia o mentre guardava
dritto nell'obiettivo con gli occhioni seri e inquietanti.
L'austero Times rifer della presenza di Henry con una sola
riga in cui si diceva che il marchese era accompagnato dal
nipote, il signorino Henry Dartington, figlio minore di Lord
Dartington di Stowe, ma gli altri giornali, in particolare se
a scrivere era una donna, ci ricamarono un po' su.
L'aitante ambasciatore francese, ancora virile nonostante
i capelli bianchi e capace di far battere molti cuori durante
la traversata, ha portato con s il nipotino, Lord Henry
Partington, imparentato con la regina d'Inghilterra.
Lord Partington trascorrer qui le vacanze da Eton, dove
 uno degli studenti migliori. Ho portato un messaggio
da parte della giovent inglese per la giovent americana,
ha dichiarato. Noi ragazzi dobbiamo restare uniti. Se non
nuotiamo insieme, affonderemo. Bisognerebbe tutti imparare
a nuotare. Ha affermato inoltre che il suo pi grande
desiderio appena arrivato in America era di assistere a una
partita di baseball, e questa sera sar allo Yankee Stadium
per l'incontro fra gli Yankees e i Red Sox.
Nell'attico al numero seicentocinquanta di Park Avenue, la
signora Schreiber esaminava le fotografie e leggeva gli articoli
con gli occhi fuori dalle orbite. In cucina, le due domestiche
facevano lo stesso.
Santo cielo, comment la padrona di casa, cos giovane
e gi lord. E qui dice che  parente della regina. Pensare che
eravamo sulla stessa nave. Che bel bambino... e che occhi
stupendi.  proprio un piccolo gentiluomo, non trovi? Si
capisce subito che  un nobile. La mela non cade lontano
dall'albero. Poi il suo sguardo incroci quello del marito e
per un momento nessuno dei due parl.
Se l'ho visto, non me lo ricordo, disse il signor Schreiber
in fretta per rompere il silenzio. Guarda come sei venuta
bene qui, Henrietta... io invece sembro mio nonno. Anche
loro erano stati fotografati dalla stampa e comparivano fra
gli arrivi importanti del Ville de Paris.
Intanto, nell'ampia cucina dell'attico, le due domestiche
erano circondate dai giornali, con il piccolo Henry salito
di grado che le fissava da tutte le prime pagine. La signora
Butterfield frignava, scossa dai brividi. E adesso che pensi
di fare? Te l'avevo detto che succedeva qualcosa.
Una volta tanto la signora Harris non aveva una risposta.
Mi venga un colpo se lo so, Vi. E per la cronaca, mi sono
dimenticata di dare il nostro indirizzo al signor Bayswater.

 Capitolo 13.

650 Park Avenue, New York 21, N.Y.
15 aprile.
Caro marchese,
spero che questa lettera le giunga, perch mi sono dimenticata
di dare il nostro indirizzo al signor Bayswater e perci
lei non poteva sapere dove ci troviamo.
Io e la signora Butterfield abbiamo visto quando  salito
sulla barca per andare via dal piroscafo. A questa cosa non
ci avevamo pensato e non ce l'aspettavamo mica. L'abbiamo
salutata con la mano ma mi sa che non ci ha visto, per il
signor Bayswater e il piccolo Henry s.
Ci  dispiaciuto tanto che l'abbiamo cacciato in questo
guaio. Ha fatto benissimo a dire che Henry  suo nipote. Non
poteva dire nient'altro, credo, e poi le foto sul giornale sono
venute benissimo. Ah ah, dopo tutto non  stato proprio un
gioco da ragazzi e ci dispiace tanto se  finito nei guai.
 stato davvero molto gentile. Vengo a prendere il piccolo
Henry sabato quando la signora Schreiber mi d il giorno
libero, arrivo con il treno della mattina.
La signora Schreiber ha una casa grandissima e le nostre
stanze stanno in fondo e sono molto carine. Ci sono in tutto
cinque camere da letto e anche due bagni, cos non faremo
fatica a nascondere il piccolo Henry dopo che lo riporto
indietro, perci lei non si deve preoccupare.
Non ho ancora avuto tempo di fare un giro turistico, ma ho
fatto un salto al Woodlawn Cemetery ed  molto carino, ce un
mucchio di gente sepolta. La signora Butterfield si agita tantissimo
quando deve attraversare la strada, con tutte le macchine
che vanno sul lato sbagliato e i poliziotti con il fischietto, ma
l'altro giorno  andata al supermercato di Lexington Avenue a
comprare due cose per la cena e in men che non si dica ha speso
187 dollari della signora Schreiber, perch non era mai stata in un
posto cos e continuava a ficcare roba nel cestino con le rotelle.
La signora Butterfield le manda i suoi saluti e la ringrazia
della gentilezza e mi ha detto di dirle che le dispiace tantissimo
di tutto questo guaio e spera che il piccolo Henry si
comporter da bravo ometto.
Se sabato va bene, sono l alluna spaccata.
Per favore, mi saluti il signor Bayswater e gli dica che gli
scriver per ringraziarlo di persona.
Come se la cava con il nuovo lavoro?
Sperando che questa mia la trovi in buona salute, la saluto
cordialmente.
A. Harris
Ambasciata di Francia, 18 G. Street, Washington N 10, D.C.
17 aprile
Cara signora Harris,
la sua gradita lettera  arrivata stamattina e, anche se sarei
lietissimo di rivederla questo sabato, temo che purtroppo
portare via il piccolo Henry non sar cos semplice e immediato,
specie dopo che sono stato costretto a dichiararlo mio
parente. Il fatto  che Henry ha riscosso subito un grande
successo, non solo per la posizione sociale che i reporter a
bordo della nave mi hanno indotto ad attribuirgli, ma anche
per il suo personale magnetismo. Ha incantato una cerchia
sempre pi vasta di miei conoscenti presso il corpo diplomatico,
non solo grazie alla sua capacit di tenere a freno la
lingua, ma anche per le espressioni pittoresche con cui se ne
esce le poche volte che apre bocca. Noto inoltre con piacere
che sa menar le mani, come direbbe lei, e si  gi ingraziato
la nostra piccola comunit dando un pugno sul naso al figlio
del ministro del Krasnodar - un bambino sgradevole quanto
il padre - perch aveva fatto commenti offensivi su Gran
Bretagna, Francia e Stati Uniti.
Per farla breve, il piccolo Henry ha ricevuto tantissimi
inviti e siamo stati costretti ad accettarli, per via del suo
nuovo ruolo. Cos non sar libero prima di una settimana a
partire da gioved, forse addirittura il luned successivo. La
terr aggiornata. Nel frattempo lei potr dedicarsi a cercare
il padre del ragazzo e magari portare la sua piccola avventura
a una rapida e felice conclusione.
Devo confessare che aspetto con una certa trepidazione il
parere di mio genero in merito all'improvviso allargamento
della sua famiglia. Non ho ancora avuto sue notizie, ma non
dubito che si far sentire presto.
Quanto a me, ho l'impressione che gli americani mi ritengano
pi importante di quel che sono, ma  una sensazione
piacevole. Non  vero che sono un popolo meraviglioso e ospitale?
Noi inglesi e francesi dobbiamo cementare un'amicizia
duratura con loro, se non vogliamo che tutto vada perduto.
Non appena riuscir a districare Henry dalla girandola
di impegni in cui le circostanze l'hanno spinto, le scriver.
Nel frattempo mi faccia sapere come procedono le ricerche
del padre.
Suo,
Chassagne
Telegramma notturno da Stowe-on-Dart, Devonshire
18 aprile
Mio caro Hypolite appena visto via telegrafo foto e articoli
stampa americana su bambino dissennatamente attribuitomi
stop Non ti vergogni alla tua et punto di domanda Non fa
nulla queste parole sono dettate da invidia sperando arrivare
un giorno dove sei tu stop Stampa americana superato se
stessa e circoli sociali in subbuglio per nuovo candidato a
titolo di Pari STOP Comunque sembra giovanotto in gamba e
lieto di averlo in famiglia STOP Se fanno domande confermer
tua spudorata menzogna dicendo mio figlio in vacanza negli
Usa STOP Anche Mariette si congratula e ringrazia per parto
assolutamente indolore STOP Con affetto Dartington
650 Park Avenue, New York 21, N.Y.
19 aprile
Caro signor Bayswater,
eccomi qua finalmente, sperando che sia arrivato a Washington
con la Rolls senza problemi e che vada tutto bene.
Scommetto che ci  rimasto di stucco per quello che 
successo al piccolo Henry. Ma lei non ha colpa e volevo
ringraziarla del gentile suggerimento. Non ho scritto prima
perch qui a casa della signora Schreiber c' un sacco da
fare. L'ultimo che ci abitava, o chi ha fatto le pulizie, era un
sudicione fatto e finito o non capiva un accidente, perch
bisogna sfregare tutto da cima a fondo, e cos stiamo facendo.
New York  una citt davvero interessante, dopo che ti
abitui ai palazzi alti alti e alla gente che va sempre di fretta,
e al supermercato hanno dei detergenti miracolosi. Ce n'
uno che si chiama Zip. Due o tre gocce nell'acqua e leva la
pittura da qualsiasi superficie. E poi hanno un detersivo in
polvere che  un portento, si chiama Swoosh e lava i piatti
meglio di tutti quelli che ci sono da noi. E poi hanno una cera
per pavimenti di primissima qualit, si chiama Swizz. Basta
una passata e la casa ti diventa una pista da pattinaggio. La
signora Butterfield  quasi finita col sedere per aria dopo che
l'avevo passata in cucina, e secondo lei non  sto granch.
Qui fanno tutto con l'elettricit, ma per lustrare la casa
come Dio comanda l'unica  un secchio di acqua e sapone e
gi sulle ginocchia a strofinare, e cos stiamo facendo.
S, l'America  interessantissima, ma lavoro come un mulo
e qualche volta penso che sarebbe bello tornare sul buon
vecchio Ville de Paris a bere un Port & Lemon con tutti voi.
Ha mica notizie dei Tidder? Mi hanno mandato una cartolina
da Dayton, Ohio, e io gli ho scritto di tenere gli occhi aperti,
sai mai che incrociano George Brown, il padre del piccolo
Henry. Il marchese dice che Henry sta bene, ma per fortuna c'
l anche lei a tenerlo d'occhio finch non vengo a prenderlo.
Be', arrivederci e spero che questa mia la trovi in buona
salute.
Con amicizia,
A. Harris
Ambasciata di Francia, 18 G. Street, Washington N 10, D.C.
22 aprile
Cara signora Harris,
la ringrazio per la sua del 19 u.s. e mi preme rassicurarla
sul fatto che non ho incontrato difficolt di sorta nel tragitto
da New York a Washington, n, mi permetto di aggiungere,
prevedevo di incontrarne alcuna con una Rolls da me personalmente
selezionata. Non sono ancora certo, tuttavia, che l'aria
americana sia salubre per i carburatori quanto l'aria inglese alla
quale erano destinati, e pu darsi che pi avanti debba fare degli
aggiustamenti per sopperire al problema. La sorprender sapere,
tuttavia, come ha sorpreso me, che l'atmosfera americana non
ha affatto intaccato il termostato del motore, il quale mantiene
la temperatura minima corretta del liquido di raffreddamento,
pari a 78 gradi centigradi circa. Purtroppo devo ammettere
che il manto stradale americano  di gran lunga superiore al
nostro, e mi chiedo se non sia possibile regolare le molle delle
sospensioni anteriori e gli ammortizzatori idraulici posteriori.
Com' giusto che sia, per strada l'automobile attira parecchi
sguardi, e quando ho sostato a una stazione di servizio nei pressi
di Baltimora si  radunata una gran folla ad ammirarla e ho
sentito molte espressioni di stupore. Un signore si  avvicinato,
ha dato un colpetto alla fiancata e nel vernacolo americano
ha esclamato: Porca miseria, quelli l ci sanno fare mica da ridere con le macchine. A parte le ditate l'automobile non ha
subito danni, e per me  stato incoraggiante trovare almeno un
americano conscio della superiorit dell'industria britannica.
In effetti ho avuto notizie dai signori Tidder: nello specifico
una lettera contenente una fotografia del nipote, un neonato
i cui pregi non possono che sfuggire a un uomo scapolo da
tutta la vita.
Le giornate a bordo del Ville de Paris sono state, come dice
lei, assai gradevoli, e le ricordo con piacere.
Mi rammarico della piega inaspettata che ha preso il nostro
piccolo progetto, ma le posso assicurare che il ragazzo 
un fiore. Si  fatto tanti amici fra i membri pi giovani della
colonia diplomatica e aggiunger che sinora, per ragioni di
cui non discuteremo, ma che sono note a entrambi, ho fatto in
modo di tenerlo lontano dai bambini dell'ambasciata inglese,
conservando cos il suo incognito.
La prego di porgere i miei saluti alla signora Butterfield e
a lei vadano i miei rispettosi omaggi.
Suo umile servitore,
John Bayswater
Hotel Slade, Kenosha, Wisconsin
1 maggio
Caro marchese,
visto da dove le scrivo? Scommetto che  sorpreso. Sono
venuta qui a cercare il padre del piccolo Henry.
Kenosha  una bella citt con tante fabbriche di tutti i tipi
e tanti parchi e strade e casette carine in riva al lago Michigan.
La signora Schreiber mi ha fatto la cortesia di anticiparmi i
soldi per il biglietto dell'aereo quando le ho detto che avevo
un parente qui, ed  una frottola solo a met perch in fondo
poco ci mancava, no?
Non ho fatto nessuna fatica a trovare il signor George
Brown e sua moglie, quelli del ritaglio di giornale di cui le
parlavo, e sono stati carinissimi e mi hanno offerto il t, dato
che il signor Brown si  abituato a berlo quando era di stanza
in Inghilterra, vicino a Londra, e com' stato contento quando
gli ho insegnato a fare il vero t inglese! Certi suoi amici
vivevano a Battersea, cos abbiamo fatto quattro chiacchiere
su tutti i vecchi posti e mi sono divertita un sacco. Lui e sua
moglie molto gentilmente mi hanno anche portato a fare un
giro in macchina per la citt.
Kenosha ha quasi tante fabbriche come Londra, o almeno
mi  sembrato, ma il signor Brown ha detto che  un buco
rispetto ad altre citt come Chicago e Milwaukee. Il capitano
dell'aereo ce le ha indicate quando ci siamo passati sopra.
Sono grandissime.
Ecco, ho tenuto la notizia pi importante per ultima. Il
signor George Brown di Kenosha, Wisconsin, non  il padre
del piccolo Henry.  un altro. Ma lui non se l' presa per
niente e mi  sembrato molto dispiaciuto che non poteva
darmi una mano. L'altro George Brown non lo sa chi , ma
ha detto che nell'aviazione ce n'erano un mucchio e due li
conosce di persona ma non sono sposati.
Comunque lei non ha mica da preoccuparsi se era il signor
Brown giusto o no, a quello ci penso io e lo trover alla svelta,
quant' vero che mi chiamo Ada Harris. Intanto grazie di
avermi fatto sapere che posso venire a prenderlo domenica
prossima. Alla signora Schreiber dir che ho un parente anche
a Washington. Ah ah. E poi lei e il piccolo Henry avete passato
cos tanto tempo insieme che poco ci manca.
Adesso devo lasciarla, visto che i Brown mi fanno la cortesia
di accompagnarmi all'aeroporto in macchina e me ne torno a
New York, ma domenica prossima vengo a prendere il piccolo
Henry e potr ringraziarla della sua gentilezza.
Sperando che questa mia la trovi di ottimo umore, porgo
cordiali saluti.
Ada Harris
Ambasciata di Francia, 18 G. Street, Washington N 10, D.C.
4 maggio
Cara signora Harris,
la ringrazio di cuore per la sua lettera da Kenosha, Wisconsin,
e comprendo la sua delusione nello scoprire che il George
Brown in cui sperava cos tanto non era in realt il padre del
piccolo Henry.
Sarei stato lietissimo di riceverla domenica prossima e
di sentire dalla sua viva voce le sue impressioni del Middle
West, ma ahim, temo che il Fato ci abbia messo lo zampino
e ancora una volta dobbiamo rimandare la visita. A quanto
pare il piccolo Henry ha contratto all'improvviso una malattia
chiamata varicella, a cui pare vadano spesso soggetti i bambini
della sua et, ed  costretto a letto. Le assicuro che sta
ricevendo le cure migliori e il medico dice che la guarigione
non  lontana.
Non si spaventi, ma il piccolo Henry ha attaccato la varicella
anche a me, in forma lieve. Evidentemente da bambino
non l'ho avuta. Sospetto che lui l'abbia presa dal figlio
dell'ambasciatore di Persia, cos adesso siamo tutti e due in
quarantena. Del resto non posso lamentarmi di questo stato
di cose, giacch mi ha dato la solitudine e il tempo necessari
per riflettere sulla magnificenza di questa grande nazione e
sulle responsabilit che gravano su di me. Inoltre lei avr un
certo margine per proseguire le indagini e trovare il padre
del bambino, un compito di cui, non ho dubbi,  pienamente
all'altezza.
Non appena il periodo di isolamento del piccolo Henry
volger al termine, la avvertir. A quel punto, poi, far girare
la voce che le vacanze di Pasqua del mio nipotino sono finite
e che ho dovuto restituirlo alla sua famiglia in Inghilterra.
Mancher moltissimo ai tanti amici che si  fatto durante il
suo breve soggiorno qui, ma soprattutto all'impareggiabile
Bayswater e a me. Per evitarle ulteriori spese in questa sua
impresa disinteressata e caritatevole, ho incaricato Bayswater
di accompagnare lei e il bambino nel tragitto di ritorno da
Washington a New York. Cos avr anche la possibilit di
vedere qualcosina di pi di questo eccezionale Paese.
Se posso fare altro per assisterla nelle ricerche, non esiti
a scrivere. Tuttavia, conoscendo lei, la sua energia e la sua
intelligenza, non ho dubbi che riuscir a trovare il signor
Brown giusto.
La saluto caramente e le auguro buona fortuna.
Suo sempre affezionato,
Chassagne
S, il marchese non dubitava che la signora Harris sarebbe
riuscita a rintracciare il padre del piccolo Henry. Ma adesso
era proprio lei, Ada Harris, a non esserne pi cos sicura,
perch aveva puntato tutto sull'uomo sbagliato.
Con l'astuzia e l'ingegno di una vera londinese, non aveva
avuto alcuna difficolt a rintracciare il George Brown di
Kenosha, Wisconsin, a cui si riferiva il ritaglio di giornale,
ma non era lui che cercava; trovare quello giusto in mezzo ai
milioni di milioni che abitavano quella vasta distesa di terra,
cos grande che nemmeno i jet pi veloci accorciavano pi
di tanto le distanze, era tutto un altro paio di maniche. Per
esempio scopr, con orrore, che c'erano non meno di trentasette
George Brown solo sull'elenco telefonico di Manhattan,
lo stesso numero a Brooklyn, e altri ancora affollavano i rimanenti
tre distretti. Tanto per citare alcune delle metropoli
di cui cominciava a conoscere i nomi, ce ne sarebbero stati
altrettanti a Chicago, Detroit, Los Angeles, San Francisco,
Filadelfia e New Orleans, e per giunta non aveva nessuna
garanzia che George Brown vivesse in una di quelle citt; forse
era un ricco possidente che aveva una piantagione di tabacco
nel Sud, o un commerciante di stoffe del New England, o
il proprietario di una miniera nell'Ovest. Dopo aver scritto
all'aviazione, le risposero che nei loro ranghi erano passati
qualcosa come quattrocentocinquantatr George Brown: lei
quale intendeva, dove era stato di stanza, quando, e qual era
il suo numero di matricola?
Finalmente la signora Harris apr gli occhi e comprese
che la sua indole romantica l'aveva tradita: si era buttata in
un'impresa inimmaginabile per una donna giudiziosa come
lei, un'impresa per la quale non era preparata. Era in un Paese
straniero e si era assunta la responsabilit di un ragazzino che
avrebbe dovuto tenere nascosto giorno e notte in casa dei suoi
datori di lavoro, una volta che fosse andata a riprenderlo.
 vero, l'attacco fortuito di varicella le avrebbe dato un po'
di respiro prima di affrontare il problema, ma per la prima
volta la donnina avvert il vento freddo dello scoraggiamento.
Eppure non si abbandon allo sconforto, ma rimase allegra
come sempre e continu a lavorare di buona lena. Sotto il
suo polso fermo, il rodaggio della casa andava a gonfie vele:
la signora Butterfield, meno tremebonda grazie all'assenza
prolungata del piccolo Henry, cucinava in maniera sopraffina;
furono assunti nuovi domestici, nei quali la signora Harris
inculc la sua idea di pulizia; e Henrietta Schreiber, rinfrancata,
cominciava a organizzare le cene e gli intrattenimenti
che ci si aspettava da un uomo nella posizione di suo marito.
Essendo a capo di uno degli studi cinematografici e televisivi
pi importanti d'America, il signor Schreiber aveva il
dovere di sfamare e intrattenere una serie di persone a dir
poco abominevoli: columnist con il potere di decretare il successo
o l'insuccesso di produzioni multimilionarie, cantanti
country e di rock and roll, sindacalisti corrotti capaci di far
chiudere lo studio se non venivano lisciati a dovere, registi
televisivi deliranti la cui professione frenetica li teneva a un
passo dall'ospedale psichiatrico, scrittori morbosi e nevrotici
che andavano viziati perch producessero tutti i giorni la dose
prevista di pagine, e un assortimento di attori e attrici, star,
bellimbusti e fatalone.
Parecchi erano volti che la signora Harris conosceva da
tempo e che finora aveva ammirato solo al cinema, ingranditi,
o in televisione, rimpiccioliti. Adesso erano l in carne e ossa, cos
vicini che allungando la mano avrebbe potuto toccarli, seduti
intorno alla tavola traboccante degli Schreiber a ingozzarsi di
roast-beef e Yorkshire pudding della signora Butterfield, e a
farsi servire dalla signora Ada Harris, importata dal cinque
di Willis Gardens, Battersea, Londra, S.W. 11.
Non tutti erano cos tremendi, ma quelli che sapevano
comportarsi in societ erano in netta minoranza.
In quelle occasioni la piccola domestica, elegante nell'uniforme
nera con il grembiule bianco che la signora Schreiber
le aveva comprato, portava via i piatti e passava l'intingolo,
il condimento per l'insalata e i biscotti al formaggio, mentre
il maggiordomo in prova e la prima cameriera avevano il
compito ben pi impegnativo di convogliare il cibo nelle fauci
insaziabili degli illustri scrocconi.
Oltre al romanticismo, la signora Harris aveva un altro
punto debole: l'affetto e l'ammirazione che provava per la
gente del teatro, del cinema e della televisione. Adorava i
mondi di fantasia che creavano per lei e in cui si ritrovava
trasportata armi e bagagli.
Ada Harris era una donna di saldi princpi morali, con
un'etica inflessibile, e non ammetteva comportamenti stupidi
o scorretti da parte di nessuno. Alla gente dello spettacolo,
per, quel rigido codice di condotta non veniva applicato:
loro vivevano in un mondo a parte, regolato da norme diverse.
Cos, durante le cene del venerd sera a casa Schreiber,
la donnina toccava il cielo con un dito. Quando aveva il gioved
pomeriggio libero andava al Radio City Music Hall e si
godeva Gerald Gaylord, il divo del cinema americano, il cui
bellissimo volto sullo schermo era grande come un palazzo di
due piani; e il giorno dopo osservava da vicino quello stesso
viso maliardo e lo contemplava mentre buttava gi sei martini
uno dietro l'altro. Mai si sarebbe aspettata una gioia simile.
C'era Bobby Toms, il giovanissimo cantante di rock and
roll con i riccioli e la faccia d'angelo, e lei fingeva di non
vedere che si ubriacava nel giro di cinque minuti e usava un
linguaggio sconveniente in presenza delle signore; un linguaggio
superato solo da quello che usciva dalle labbra perfette di
Marcella Morell, che nei film recitava sempre la parte della
fanciulla innocente, cos bella che persino le parole pi tremende,
pronunciate da lei, erano musica per le orecchie, se
si amava la gente dello spettacolo come la amava la signora
Harris. C'era un cantante country che si chiamava Kentucky
Claiborne e che venne a cena con un paio di jeans luridi, un
giubbotto di pelle nera e le unghie impresentabili; un famoso
comico che era uno spasso anche nella vita reale; e poi ballerine,
cattivi del cinema, splendide attrici vestite all'ultima
moda. In breve, un autentico paradiso per la signora Harris e
anche per la signora Butterfield, che assaporava l'eccitazione
della vita mondana attraverso i racconti dell'amica.
Tuttavia, malgrado le larghe vedute e la straordinaria tolleranza
nei confronti della gente dello spettacolo, la signora
Harris trov ben presto una mela marcia, ovvero il cantante
country. Quell'uomo si rendeva cos sgradevole che di l a
poco tutti lo detestavano, compresa lei stessa.
Prima che il cantante si presentasse dagli Schreiber, la
padrona di casa aveva messo in guardia la piccola domestica,
perch era sicura che a Londra non esistessero individui come
quello e non voleva che il suo aspetto e la sua condotta la turbassero
troppo. Il signor Claiborne  una specie di genio,
spieg. Insomma,  l'idolo dei giovanissimi ed  un tantino
particolare, ma  molto importante per mio marito. Sta per
scritturarlo per la North American Pictures and Television ed
 il suo fiore all'occhiello: tutti vogliono Kentucky Claiborne.
Il nome aveva gi risvegliato nella signora Harris sensazioni
stranamente sgradevoli, emozioni che non ricordava con precisione,
finch un improvviso momento di lucidit la riport
all'istante in cui tutto era iniziato: la sera in cui, dal suo modesto
seminterrato londinese, aveva sentito i Gusset alzare il
volume della radio per coprire le botte date al piccolo Henry.
Esiste un processo di osmosi grazie al quale la servit capisce
cosa succede in casa non solo drizzando le orecchie e
scambiandosi pettegolezzi, ma persino attraverso i pori della
pelle. Per quello stesso processo, la signora Harris venne a
sapere e rivel alla signora Butterfield che Kentucky
Claiborne, saltato fuori da un'oscura provincia degli Stati Uniti,
era diventato di colpo una stella del country perch le sue
canzoni avevano fatto presa sui giovanissimi, e le maggiori
societ di produzione avevano ingaggiato una lotta all'ultimo
sangue per scritturarlo.
Il signor Schreiber, che in breve tempo si era trasformato
in un abilissimo magnate del cinema, si era giocato il tutto
per tutto e gli mancava tanto cos per battere gli avversari.
I suoi avvocati e quelli di Claiborne stavano definendo i dettagli
del contratto, secondo il quale il cantante avrebbe ricevuto
un compenso di dieci milioni di dollari nell'arco di cinque
anni: una cifra talmente astronomica da scioccare non solo la
domestica, ma tutto il mondo dello spettacolo.
Intanto bisognava tenerlo buono, cosa assai difficile. Persino
la signora Harris vedeva che, celebrit o no, Kentucky
Claiborne era vanitoso, vuoto, egoista, egocentrico, volgare,
maleducato, insolente: un fastidioso villanzone. Come aveva
messo in chiaro il suo agente, il signor Hyman, discutendone
con il signor Schreiber: Che vuole,  un idiota, ma un idiota
di talento. I ragazzini sono pazzi di lui.
E aveva ragione, come capita spesso con certi personaggi
repellenti che scalano le vette del mondo dello spettacolo.
Trentacinque anni, i capelli gi radi, gli occhi infossati e l'ombra
della barba sulle guance cascanti, il fenomeno Kentucky
Claiborne era nato all'improvviso nel profondo Sud, dove
mugolava le sue ballate popolari in ritrovi malfamati e in locali
notturni di terz'ordine accompagnandosi con la chitarra,
finch si era affermato a livello nazionale. Gli occhi, la voce,
il contegno, l'intonazione: tutto, a quanto pareva, evocava la
solitudine e la malinconia dei pionieri del passato.
Nonostante le sue origini rimanessero misteriose, non
c'era dubbio che da bambino fosse povero - se non un vero e
proprio reietto -, perch la fama, la ricchezza e gli ammiratori
adoranti lo ubriacavano pi della sua bevanda preferita, il
bourbon allungato con l'acqua. A queste attrattive si aggiungeva
il fatto che masticava tabacco, aveva le unghie sudicie e
sembrava allergico al sapone, e il suo costume di scena non
se la passava meglio.
Gli Schreiber lo sopportavano perch ci erano costretti; i
loro ospiti, perch stravedevano per i padroni di casa e perch
molti sapevano cosa voleva dire essere di umili origini e
adattarsi a una nuova vita.
Di l a poco anche la signora Butterfield prese a detestarlo
con uguale fervore, dato che i suoi commenti sulle pietanze erano
pronunciati a voce cos alta che, quando la porta a battenti
si apriva, arrivavano dritti in cucina. E se le sfuggiva qualcosa,
ci pensava un'indignata signora Harris a ragguagliarla.
Claiborne sproloquiava su tutto e su tutti senza alcuna
remora. Per esempio, una sera che la signora Butterfield
aveva sfornato un souffl al formaggio da leccarsi i baffi, il
cantante lo spinse via senza tanti complimenti dopo averlo
solo annusato. Puah! Che schifo! esclam. Ci vorrebbe
un vero piatto del Sud come facevano una volta... cotenne
con le cime di rapa e il sughino, o magari un bel pollo fritto
con le polpette di granturco.  cos che deve mangiare un
uomo. Come accidenti si fa a mettere nello stomaco sta roba
forestiera? Io non ce la faccio mica. Aspetto quando arriva la
carne con le patate.
Un'altra volta si imbarc in una disquisizione sui suoi
pregiudizi. Io non ho mica tempo da stare dietro ai negri,
a quelli che stanno dalla parte dei negri, e ai forestieri. Dico,
tutti i negri rimandiamoli indietro da dove sono venuti e i
forestieri piantiamola di farli entrare. Allora qua staremo da
dio, garantito al limone.
A quelle parole il povero signor Schreiber divenne rosso
come un peperone e alcuni degli ospiti parvero l l per esplodere.
Tutti per sapevano che se Claiborne si fosse indispettito
avrebbe potuto interrompere di colpo le trattative e portare
la sua mirabolante popolarit e i suoi incassi da qualche altra
parte.
La signora Harris confid alla signora Butterfield la sua
opinione sul cantante nei termini inequivocabili in uso a
Battersea, concludendo in tono pi pacato: Quando ha detto
quella cosa sui forestieri guardava dritto verso di me. Mi sono
dovuta mordere la lingua.
Il signor Schreiber protest con il signor Hyman, l'agente
di Claiborne, chiedendogli se non potesse intervenire per
civilizzarlo, almeno per quanto riguardava l'igiene personale,
la lingua lunga e le maniere a tavola. Che vuole, replic
quello,  un tipo spontaneo. Per questo  l'idolo di milioni
di ragazzini americani, perch  proprio come loro. Ripulirlo
e infilarlo in un vestito da damerino significa rovinarlo. Grazie
a lui far un mucchio di quattrini, perci che gliene importa?

 Capitolo 15.

Finalmente venne il giorno in cui la signora Harris and
alla Pennsylvania Station a prendere il treno per Washington:
il marchese l'aveva avvisata che il piccolo Henry non era pi
contagioso, anzi, era di nuovo sano come un pesce. Appena
giunta a destinazione, con la sua solita energia e intraprendenza
ferm un taxi e chiese all'autista di portarla a fare
un giro veloce per la capitale prima di depositarla davanti
all'ambasciata francese.
Dopo un itinerario che tocc il Campidoglio, il Monumento
a Washington, il Lincoln Memorial, il Pentagono e la Casa
Bianca, il tassista, che durante la guerra era stato nella marina
e aveva passato parecchio tempo nelle acque e nei porti inglesi,
si gir a domandarle: Be', mammetta, che gliene pare? Non 
Buckingham Palace o Westminster Abbey, ma  casa nostra.
Santiddio, caro, replic lei, non si pu mica avere tutto
nella vita. E poi  persino pi carina che nelle foto.
All'ambasciata la piccola domestica fu accolta con grande
calore dal marchese de Chassagne, in parte per l'affetto sincero
che l'anziano gentiluomo provava per lei, in parte per
il sollievo: una faccenda spinosa si era risolta felicemente,
almeno per quel che lo riguardava.
D'un tratto un irriconoscibile Henry Brown arriv di corsa
e gett le braccia al collo alla signora Harris. Come capita
spesso ai bambini con la varicella, mentre era a letto era cresciuto
di due o tre centimetri e, grazie al cibo abbondante e
alle premure ricevute, aveva proprio una bella cera. La testa
era sempre grossa e gli occhi profondi e perspicaci, ma non
c'era pi traccia di tristezza. Bene o male, imitando gli altri,
aveva persino imparato le buone maniere e durante il pranzo
offerto dal marchese evit certe infrazioni del galateo come
svuotare il piatto in pochi secondi o portarsi il cibo alla bocca
con il coltello.
La signora Harris, che aveva la fissa dell'etichetta e del
mignolino alzato, colse subito quei miglioramenti. Santiddio,
tesoro, tuo padre sar fiero di te, osserv.
Ah, intervenne il marchese, stavo giusto per chiederglielo.
L'ha trovato?
La donnina avvamp, mortificata. No, cribbio, rispose.
Dovrei vergognarmi, dovrei. Con tutte le volte che ho detto
alla signora Butterfield che se venivo in America lo trovavo
in un batter d'occhio. Io e la mia boccaccia! Ma ce la far.
Voltandosi verso il bambino, proclam: Non ti preoccupare,
Enry, trover il tuo pap, quant' vero che mi chiamo Ada
Arris.
Il piccolo ascolt la solenne promessa rimanendo impassibile,
com'era sua abitudine. In quel momento, a dir la verit,
non gliene importava granch. Le cose non gli erano mai
andate tanto bene e non voleva pretendere troppo.
Il marchese li accompagn fino al portone dell'ambasciata,
davanti al quale li aspettava la Rolls-Royce blu fumo, con la
statuetta sul cofano e le cromature scintillanti e il prestante
Bayswater in uniforme immacolata al posto di guida.
Zio Hypolite, posso stare davanti?
Solo se Bayswater ti d il permesso. L'autista acconsent
con un lieve cenno del capo.
Tutti e due, anche zia Ada?
Sorprendendosi di se stesso, il signor Bayswater si ritrov
ad acconsentire una seconda volta. A eccezione di un cameriere,
nessuno aveva mai viaggiato accanto a lui sul sedile
anteriore di una Rolls.
Arrivederci, zio Hypolite, disse il ragazzino gettando le
braccia al collo al marchese e stringendolo. Sei stato tanto
buono con me.
Il marchese gli diede qualche colpetto sulla spalla. Arrivederci,
nipotino di cui sono stato nonno e zio. Buona fortuna,
e fa' il bravo. E rivolto alla signora Harris: Arrivederci,
madame, e buona fortuna anche a lei. Quando trover il padre,
spero che sia un brav'uomo e che gli voglia bene. Poi
rimase sul marciapiede a guardarli mentre si allontanavano,
finch girarono l'angolo e lui rientr. Il sollievo era svanito:
ora si sentiva soltanto un po' pi solo e un po' pi vecchio.
Dopo aver imboccato la National Turnpike, Bayswater, la
signora Harris e il piccolo Henry - con un completo e un paio
di scarpe comprati dal marchese che lo facevano sembrare
davvero un giovane lord uscito dalle pagine del Tatler o del
Queen - passarono il tempo chiacchierando e scambiandosi
opinioni, seduti tutti insieme davanti.
La signora Harris non aveva mai visto nessuno pi elegante
e attraente del signor Bayswater, con la sua uniforme grigia a
spina di pesce e il cappello grigio con lo stemma del marchese
sopra la visiera. Il signor Bayswater, a sua volta, era stupito
di trovare piacevole la compagnia della piccola domestica.
Di solito, durante un viaggio del genere, avrebbe udito solo
il ronzio lieve e quasi impercettibile del motore, il fruscio
delle gomme e l'assenza perfetta di cigoli. Adesso, invece,
ascoltava con un orecchio le domande e le chiacchiere della
signora Harris, che sprofondata nel comodo sedile di pelle
aveva l'aria di non voler chiudere la bocca tanto presto.
Lo chauffeur si degn persino di parlare mentre era alla
guida, una cosa che non faceva dal 1937, quando era stato
costretto a rimproverare il cameriere di Lord Boothey, seduto
accanto a lui, perch tenesse gli occhi dritti davanti a s e la
smettesse di guardarsi intorno. Quel che disse fu: Ho attraversato
Madison, Wisconsin, una citt di ampi viali e graziose
casette, ma non sono mai stato a Kenosha. A suo avviso qual
 l'elemento pi caratteristico della citt?
Una cosa che avevano al caff dell'albergo: frittelle, salsiccette
di maiale e vero sciroppo d'acero. Capperi! Non ho
mai assaggiato niente di pi buono in vita mia. Quattro porzioni,
me ne sono presa. Dopo mi  venuto il mal di pancia,
ma cribbio se ne valeva la pena.
La moderazione  il segno della salute, sentenzi il
signor Bayswater.
Vuole scherzare, John, fece lei chiamandolo cos per
la prima volta. Ha mai assaggiato una di quelle frittelle?
Superato lo choc di aver sentito il proprio nome uscire dalle
labbra di una femmina, il signor Bayswater sfoder un sorriso
glaciale e arrugginito e rispose: Be', credo di no, Ada. Ma le
dico cosa facciamo adesso, visto che le brontola lo stomaco.
Tra una decina di chilometri c' un Howard Johnson, ci fermiamo
l a fare uno spuntino. Ha mai assaggiato la zuppa di
vongole del New England? Le verr di nuovo il mal di pancia,
gliel'assicuro. Cos buona non la fanno da nessuna parte. E
per il giovanotto c' il gelato. Da Howard Johnson ne hanno
trentasette variet.
Oh Signore, si meravigli lei, trentasette tipi! Non
esistono tutti quei gusti di gelato. Tu ci credi, Enry?
Il bambino guard il signor Bayswater con grande fiducia
e convinzione. Se lo dice lui, replic.
Il ristorante era un edificio bianco e rosso sul ciglio della
strada, dove c'erano gi centinaia di macchine parcheggiate
con i musi allineati come maiali al trogolo. I tre si fermarono,
presero un tavolo e si diedero alla luculliana gastronomia
americana riservata agli automobilisti di passaggio.
Stavolta per non fu la signora Harris ad avere il mal di
pancia, ma il piccolo Henry. Era riuscito a provare nove dei
famosi gusti sulla lista, prima che il decimo - nocciomirtillo - lo
scombussolasse tutto. Ma dopo un giretto in bagno era come
nuovo; si infilarono tutti e tre sulla Rolls-Royce e ripartirono
spensierati verso la grande metropoli sul fiume Hudson.
Nell'ultimo tratto il signor Bayswater delizi la signora
Harris raccontandole di come il loro protetto si fosse reso
popolare nell'ambiente diplomatico, prima che la varicella
lo mettesse al tappeto, compiendo gesta quali correre pi
veloce e saltare pi lontano e pi in alto di tutti i rampolli
degli ambasciatori di Spagna, Svezia, Indonesia, Ghana,
Finlandia e Paesi Bassi.
Caspita, comment la donnina. E poi, strizzando l'occhio
al signor Bayswater sopra la testa del piccolo Henry, aggiunse:
Ma com' che non hanno capito che il piccolo Enry non
era... voglio dire?...
Oh! ridacchi l'autista. E come avrebbero potuto? La
nostra lingua la parlano a malapena. Il ragazzo ha la stoffa
del leader, altroch.
A quel punto il piccolo Henry interruppe uno dei suoi lunghi
silenzi. A me mi  piaciuta soprattutto la festa di Pasqua
in giardino, confid alla signora Harris. Dovevamo cercare
le uova di Pasqua che c'avevano nascosto, e poi abbiamo fatto
la corsa con l'uovo nel cucchiaio. Lo zio Ike ha detto che ero
il pi bravo di tutti e che un giorno sar un campione.
Ma davvero? fece la domestica. Che gentile. Zio Ike?
E chi sarebbe 'sto qua?
Non lo so mica, rispose il bambino. Uno a posto,
pelato come una palla da biliardo. Lui l'ha capito subito che
ero di Londra.
Si riferisce al presidente degli Stati Uniti e alla festa
di Pasqua che si tiene tutti gli anni nel giardino della Casa
Bianca per i figli dei membri del corpo diplomatico, spieg
il signor Bayswater in tono solo un filino altezzoso. Il signor
Eisenhower in persona ha condotto le cerimonie. C'ero l pure
io, c'ero, e ci sono andato a tanto cos da lui, aggiunse con
un altro scivolone dei suoi al semplice ricordo dell'evento.
Abbiamo fatto due parole.
Santiddio! Voi due, pappa e ciccia col presidente! Io una
volta ho visto la regina cos da vicino che quasi la toccavo...
era da Arrods a comprare i regali di Natale.
La Rolls scivolava - fluttuava, quasi - sulla Skyway, la
grande sopraelevata che in un intrico di acciaio e cemento
scavalca le paludi del New Jersey. In lontananza, luccicanti nel
sole primaverile del tardo pomeriggio, splendevano i grattacieli
di Manhattan. Il sole era catturato dall'antenna in cima
all'Empire State Building, rifulgeva dalla cuspide in acciaio
argentato del palazzo della Chrysler, alto pi di trecento metri,
e di tanto in tanto illuminava tutte le finestre del palazzo
brunito della Radio Corporation of America e di altri edifici
del centro, finch tutti sembrarono letteralmente in fiamme.
Prima di tuffarsi nell'oscurit cavernosa del Lincoln Tunnel,
la signora Harris divor con gli occhi lo spettacolo distante.
Capperi, e io mi credevo che la Torre Eiffel era chiss cosa!
mormor. Chi l'avrebbe mai detto, pensava, che Ada Harris,
del cinque di Willis Gardens, Battersea, se ne sarebbe stata
su una Rolls-Royce vicino a un uomo cos gentile ed elegante,
un vero e proprio signore - John Bayswater -, a guardare
con i suoi occhi una meraviglia come New York? Dal canto
suo, l'ingrigito chauffeur non era da meno. Chi mai avrebbe
detto, pensava, che John Bayswater, di Bayswater, avrebbe
studiato l'espressione di pura gioia sul volto di una piccola
domestica londinese mentre osserva uno degli spettacoli pi
belli e maestosi del mondo, invece di tenere gli occhi sulla
strada congestionata e di ascoltare solo i suoni del suo veicolo?
Per sicurezza la signora Harris si fece lasciare all'angolo di
Madison Avenue. Mentre si salutavano e lei ringraziava l'autista
per il passaggio e lo spuntino, ancora una volta il signor
Bayswater si stup di se stesso dicendo: Suppongo che non
la rivedremo mai pi. E poi aggiunse: Buona fortuna con il
giovanotto. Spero che trover il genitore scomparso. Ci tenga
informati, al marchese farebbe piacere.
Se passa di qua, mi dia un colpo di telefono. Sacramento
9-9900, rispose la signora Harris tutta allegra. Possiamo
andare a vederci un film al Music All,  il mio posto preferito.
Io e la signora Butterfield ci andiamo tutti i gioved.
E se lei passa da Washington, venga a trovarci, replic
il signor Bayswater. Il marchese sar lieto di vederla.
Affare fatto. Lei e il piccolo Henry rimasero sull'angolo
mentre la Rolls rientrava nella corrente del traffico. Lo
chauffeur li guard dallo specchietto retrovisore finch ci
manc tanto cos che non tamponasse un taxi, e lo scambio
di complimenti con il conducente, che lo chiam imbecille
di un mangiarosbif, lo riport alla realt e al mondo delle
Rolls-Royce.
La signora Harris si infil in un drugstore e telefon alla
signora Butterfield per awisarla che erano arrivati e accertarsi
che la via fosse libera.

 Capitolo 16.

Imbucare il piccolo Henry Brown negli alloggi della servit
di casa Schreiber, al seicentocinquanta di Park Avenue,
non present alcun problema. La signora Harris si limit a
scortare il ragazzino passando dall'ingresso di servizio sulla
Sessantanovesima, poi presero l'ascensore di servizio ed entrarono
dalla porta sul retro.
Nemmeno tenerlo l avrebbe comportato difficolt insormontabili,
abituato com'era a rendersi invisibile. Gli Schreiber
non mettevano mai piede negli alloggi della servit e non usavano
mai la porta sul retro. Nel frigorifero e nel congelatore,
entrambi enormi, c'era sempre da mangiare per un esercito,
ed essendo un tipetto taciturno il bambino sarebbe potuto
rimanere l all'infinito senza farsi notare, se non fosse stato
per lo sfortunato effetto che la sua presenza ebbe sui nervi
della signora Butterfield.
Ormai pratica dei supermercati americani e degli addetti
alle consegne, non pi spaventata dalle dimensioni gigantesche
della citt, ed entusiasta dei dollari accantonati, la signora
Butterfield si era illusa di averla scampata grazie alla permanenza
prolungata del piccolo Henry presso la diplomazia di
Washington. Adesso il suo ritorno e la sua presenza fisica
misero fine alla tranquillit. Tutte le paure, gli spasmi nervosi,
le preoccupazioni e le profezie di sventura riaffiorarono, e in
misura raddoppiata, perch era impossibile immaginare una
soluzione, un lieto fine o, del resto, un finale di qualsiasi tipo
al di fuori del disastro.
La missione a Kenosha, Wisconsin, era stata un buco
nell'acqua e le ricerche successive non avevano portato a
niente. Davanti a s la signora Butterfield vedeva solo la pena
di morte o un lungo soggiorno in gattabuia. Avevano rapito
un bambino alla luce del sole nelle strade di Londra, l'avevano
imbarcato clandestinamente su un transatlantico senza
pagare il suo biglietto e il cibo che aveva consumato a bordo,
l'avevano introdotto di soppiatto negli Stati Uniti d'America
- un reato capitale, ovvio, date tutte le precauzioni per prevenirlo
- e adesso stavano solo aggravando la loro posizione
nascondendolo a casa dei datori di lavoro. Tutto ci poteva
finire solo con un cataclisma di proporzioni catastrofiche.
Per disgrazia, la tensione della signora Butterfield cominci
a manifestarsi nelle pietanze che cucinava.
Il sale e lo zucchero venivano scambiati un giorno s e un
giorno no; lo sciroppo e l'aceto si ritrovavano misteriosamente
mescolati; i souffl si sgonfiavano o crescevano a dismisura; le
salse si rapprendevano; gli arrosti si bruciavano. Il suo raffinato
senso del tempo era andato in tilt, con il risultato che le uova
alla coque le venivano o crude o dure come la pietra. Il caff
divenne una brodaglia, il pane tostato si carbonizzava; non
riusciva pi a fare nemmeno una buona tazza di t inglese.
Quanto ai banchetti ufficiali destinati ai celebri artisti scritturati
dal signor Schreiber, andavano oltre ogni descrizione.
Quelli che una volta non vedevano l'ora di ricevere un invito
adesso inventavano scuse di ogni genere per stare alla larga
dall'antro degli orrori.
N era di alcuna consolazione per la signora Schreiber
e per le due domestiche sapere che l'unico soddisfatto era
Kentucky Claiborne. Quando portavano in tavola un arrosto
bruciato, accompagnato da un intingolo salatissimo e troppo
denso, lui ci si buttava a capofitto. Ehi, Henrietta, adesso
ci siamo, eh? biascicava. Mi sa che l'avete lasciata a piedi,
quella vecchia befana che c'era in cucina, e vi siete trovati una
cuoca americana al cento per cento. Intanto facciamo che mi
prendo un altro cucchiaio di sughino, va'.
S'intende, tutto ci non avvenne dall'oggi al domani. Il
peggioramento fu pi graduale di quanto non sembri dal
racconto, ma sub una brusca accelerazione quando la signora
Butterfield, consapevole di aver peccato in opere e omissioni,
si agit ancora di pi. A quel punto la situazione precipit,
finch il signor Schreiber si vide costretto a chiedere alla
moglie: Senti, Henrietta, cos' preso a quelle due che hai
trascinato qui da Londra? Non mangiamo un piatto decente
da due settimane. Come faccio a invitare gente a cena?
Ma andava tutto cos bene all'inizio... e pareva una cuoca
fantastica, mormor lei.
Be', adesso  cambiata, replic il marito, e se fossi in
te la manderei via prima che avveleni qualcuno.
La signora Schreiber tast il terreno con la signora Harris
e per la prima volta not che la piccola domestica, alla quale
voleva molto bene, non era del tutto collaborativa. Mi dica,
 successo qualcosa alla signora Butterfield? le domand,
ma ottenne solo un'occhiata strana e questa risposta: Chi,
Violet? No, no. Sta benissimo.
La donnina viveva un dilemma penoso. Era affezionata
alla padrona di casa e voleva essere leale nei suoi confronti,
ma era ancora pi affezionata e fedele all'amica di una vita.
Sapeva che la signora Butterfield stava mandando in malora il
suo impiego e sapeva anche perch. Cosa poteva fare, a parte
implorarla di controllarsi - come gi faceva - solo per essere
sommersa da una marea di rimbrotti per il pasticcio in cui si
erano cacciate e dalle predizioni di un immediato castigo? Se
n'era accorta anche lei che le doti culinarie dell'amica erano
peggiorate e che a tavola erano tutti scontenti, e adesso c'era
il rischio che il signor Schreiber le rispedisse a Londra. Se non
avessero trovato il padre del piccolo Henry sarebbe stata la
fine, perch non c'era alcuna speranza di riuscire a imbarcare
il bambino come all'andata. Un trucco come quello "funziona
una volta sola, non di pi.
La signora Harris cap di aver sbagliato a non confidarsi
subito con la signora Schreiber e si innervos al punto da commettere
un errore. Oltre a darle una risposta secca ed evasiva,
decise di andare a fare quattro passi lungo Park Avenue per
schiarirsi le idee ed evitare di peggiorare la situazione.
Cos, lei non c'era quando per la prima volta la signora
Schreiber si inoltr nel labirinto degli alloggi della servit, per
fare una chiacchierata a cuore aperto con la signora Butterfield
e cercare di scoprire le cause psicologiche delle sue difficolt.
Arrivata nel salottino, vi trov il piccolo Henry che, tutto
allegro ma senza fiatare, si sbafava la merenda delle cinque.
La lieve sorpresa si trasform in autentico choc quando la
donna riconobbe di colpo il bambino che aveva visto su tutti
i giornali. Santo cielo, il duca! Cio... il marchese! Cio...
il nipote dell'ambasciatore di Francia! Cosa caspiterina ci fa
qui? grid.
Bench fosse una catastrofe annunciata, la signora Butterfield
reag nel modo pi prevedibile. Cadde in ginocchio
a mani giunte ed esclam tra le lacrime: Oddio, signora,
non ci mandi in prigione! Sono solo una povera vedova e
mi restano pochi anni da vivere! Dopodich il pianto e i
singhiozzi divennero cos forti e incontenibili da penetrare in
tutte le stanze dell'appartamento, facendo accorrere il signor
Schreiber.
Per la prima volta, nel vedere una delle sue protettrici ridotta
a una gelatina isterica, persino il piccolo Henry perdette
la compostezza e cominci a frignare terrorizzato.
Fu questo spettacolo che la signora Harris si trov davanti
al rientro dalla sua passeggiatina. Per un momento rimase
sulla soglia a contemplare la scena. Oh cribbio, fece poi,
adesso siamo proprio fritte.
Anche il signor Schreiber era sbigottito. La sua cuoca
londinese era in uno stato che rasentava l'isteria, e in pi con
lei c'era un ragazzino le cui fotografie poco tempo addietro
avevano decorato le prime pagine della stampa cittadina,
dove l'avevano descritto come il figlio di un lord e il nipote
dell'ambasciatore francese negli Stati Uniti.
Il signor Schreiber aveva la vaga sensazione che alla radice
di tutto ci fosse la signora Harris, forse perch nel dramma
era l'unica a sembrare perfettamente calma e padrona di s. A
quel punto, in realt, mentre contemplava la scena consapevole
delle sue implicazioni, la piccola domestica stava facendo del
suo meglio per soffocare un risolino. Gli occhietti impertinenti
le brillavano di ilarit, perch lei era di una razza che
non piange mai sul latte versato; anzi,  pi probabile che ci
rida sopra, se riesce a vederne il lato comico. Lo sapeva fin
dall'inizio che le avrebbero beccate, prima o poi, e adesso
non aveva nessuna intenzione di farsi prendere dal panico.
Potrebbe spiegarci, signora Harris? la invit il padrone
di casa. Lei sembra l'unica qui dentro in pieno possesso delle
sue facolt mentali. Che diavolo ci fa qui il nipote dell'ambasciatore
francese? E cos' preso alla signora Butterfield?
 proprio quello il problema, replic la donnina, lui
non  mica il nipote del marchese. Perci Violet cucina da
schifo. Poverina, le sono saltati i nervi. Poi si rivolse al
bambino e all'amica: Su, Enry, piantala di frignare. E tu,
Vi! Controllati.
A quei rimproveri, i lamenti cessarono all'istante. Il piccolo
Henry torn a dedicarsi alla merenda, mentre la signora
Butterfield si tir in piedi a fatica, asciugandosi gli occhi con
il grembiule.
Ecco, riprese la signora Harris, cos va meglio. Adesso
magari  bene che vi spiego. Sto qui  il piccolo Enry Brown.
 orfano, diciamo. L'abbiamo portato qui da Londra per
aiutarlo a cercare suo padre.
Il signor Schreiber era perplesso. Suvvia, signora Harris,
 lo stesso ragazzino che abbiamo visto sul giornale, il nipote
del marchese.
Ricordo che a me era sembrato proprio un bel bambino,
aggiunse la moglie.
Solo perch il marchese l'ha fatto passare con lui, chiar
la domestica. Altrimenti mica lo lasciavano entrare, quelli
dell'immigrazione. Il marchese doveva dire qualcosa, e allora
ha usato il cervello. E un mio vecchio amico. Lui e il piccolo
Enry si sono presi la varicella insieme.
Il marchese l'ha fatto entrare di nascosto? Cio vuole
dire che?... il signor Schreiber lasci cadere la mandibola,
mentre gli occhi, gi un pochino sporgenti, minacciavano di
uscirgli dalle orbite.
Magari  meglio spiegare, ripet la signora Harris, e subito,
senza altre interruzioni, attacc con la storia: l'orfanello,
il padre perduto che era stato in guerra, i Gusset e tutto quello
che era successo dopo, compreso l'inutile viaggio a Kenosha,
Wisconsin. Per questo che la povera Vi s' agitata da matti,
naturale. E cos non ha pi il suo tocco magico. Ma  la cuoca
pi brava del mondo, quando non c'ha le paturnie.
D'un tratto il signor Schreiber si abbandon su una sedia
e scoppi a ridere fino ad avere le guance rigate di lacrime,
mentre la moglie si avvicin al piccolo Henry e lo strinse fra le
braccia. Povero, povero caro, esclam. E che coraggioso.
Chiss che paura hai avuto.
Loquace ed espansivo com'era solo di rado, grazie alle
coccole della signora Schreiber, il piccolo Henry rispose:
Chi, io? Perch?
Il signor Schreiber si ricompose il tanto che bastava per
dire: Mi venga un colpo se non  la storia pi assurda che ho
mai sentito! L'ambasciatore francese bloccato col ragazzino e
costretto a dire che  suo nipote... Sapete che potevate finire
in guai grossi, vero? E potete ancora finirci, se lo scoprono.
Sto sveglia di notte a pensarci, confess la donnina. Era
facile come bere un bicchier d'acqua, se quel signor Brown
di Kenosha era suo padre. Un padre ha il diritto di far venire
suo figlio nel suo Paese, no? E invece non era lui.
Be', e adesso cosa intende fare? domand il signor
Schreiber.
La domestica gli lanci uno sguardo sconsolato e non disse
nulla, per il semplice motivo che non sapeva cosa rispondere.
Perch non resta qui con noi mentre la signora Harris
prosegue le ricerche? propose la signora Schreiber, mentre
abbracciava di nuovo Henry e lui ricambiava la stretta, in
uno slancio improvviso di affetto che le fece palpitare il
cuore. Non c' bisogno di dirlo a nessuno. Che bambino
dolcissimo.
Ondeggiando come una papera, la signora Butterfield si
avvicin alla padrona di casa torcendo un angolo del grembiule.
Oh signora, proruppe, se fa questo per noi, cuciner
per lei fino alla fine dei miei giorni.
Il signor Schreiber sembrava avere parecchi dubbi sulla
sensatezza del progetto, ma a forza di arrovellarsi gli venne in
mente una soluzione e si illumin in volto. Vieni qui, figliolo,
lo chiam. Il ragazzino si alz e si mise davanti a lui guardandolo
dritto negli occhi con un'espressione imperturbabile.
Quanti anni hai?
Otto, signore.
Signore! Come inizio va pi che bene. Chi ti ha insegnato
a rispondere cos ai grandi?
La zia Ada, me l'ha insegnato.
Dunque impari in fretta. Molto bene. Sei contento di
essere venuto via da Londra?
Con gli occhioni fissi sulla signora Schreiber, il piccolo
Henry sospir dal profondo del cuore. Eccome, rispose.
Ti piacerebbe vivere in America?
Anche stavolta il bambino aveva la risposta giusta. Cavoli,
esclam, e a chi non piacerebbe?
Saresti capace di giocare a baseball?
A quanto pareva il piccolo Henry aveva gi fatto qualche
esperimento a Washington. Oh, ridacchi, se uno sa
giocare a cricket sa giocare anche a baseball. Una volta ho
fatto una battuta da sei punti, solo che qui da voi si chiama
fuoricampo.
Ma pensa, comment l'uomo con interesse sincero.
Molto bene. Forse riusciamo a tirare fuori un giocatore.
Ci era voluto un pochino di pi, ma ecco di nuovo quel
meraviglioso noi. Il signor Schreiber era diventato uno dei
loro. E che mi dici di tuo padre? Sarai ansioso di trovarlo,
eh? domand poi al ragazzino.
Il piccolo Henry non disse nulla, ma si limit a studiare
in silenzio il signor Schreiber con gli stessi occhi che fino a
poco prima racchiudevano solo tristezza e infelicit. Non
avendo mai conosciuto il suo vero padre, non aveva idea
di come potesse essere, ma se assomigliava al signor Gusset
preferiva farne a meno, grazie. Ci nonostante, siccome tutti
si davano un gran daffare per lui, capiva che non era il caso
di rispondere da maleducato. Cos disse soltanto: Lei  okay,
capo, mi sta simpatico.
Mentre il suo viso rotondo arrossiva compiaciuto, il signor
Schreiber batt qualche colpetto sulla spalla al bambino. Be',
be', vedremo cosa si pu fare, afferm. Nel frattempo puoi
restare qui con la signora Harris e la signora Butterfield.
Poi si rivolse alla piccola domestica: A che punto siete con
le ricerche?
La donnina gli rivel che, da vera sciocca, aveva scommesso
tutto sul signor Brown di Kenosha, Wisconsin, e adesso
era a un punto morto. Gli mostr la lettera ufficiale in cui le
chiedevano a quale George Brown si riferiva dei
quattrocentocinquantatr che avevano prestato servizio nell'aviazione,
pretendendo di sapere luogo e data di nascita, numero di
matricola, data di arruolamento, data di congedo, luoghi di
stanza all'estero, in patria, e chi pi ne ha pi ne metta.
Il signor Schreiber diede un'occhiata al papiro e sbuff.
Ah, quelli non sarebbero capaci di trovarlo nemmeno se
ce l'avessero sotto il naso. Lasci fare a me, qui ho una vera
organizzazione. Abbiamo un'agenzia di distribuzione in ogni
grande citt degli Stati Uniti. Se non lo scoviamo noi, non ce la
fa nessuno. Come ha detto che si chiama? E ha qualche altro
elemento su di lui? Dov'era di stanza, magari, o quanti anni
aveva quando si  sposato, o qualsiasi altra informazione utile.
Con un certo imbarazzo, la signora Harris fu costretta
ad ammettere la verit: sapeva solo che si chiamava George
Brown ed era stato nell'aviazione americana; intorno al 1950,
di stanza in una base aerea in Inghilterra, aveva sposato una
cameriera di nome Pansy Cott, che gli aveva dato un figlio e si
era rifiutata di seguirlo in America, avevano divorziato, lei si
era risposata ed era svanita nel nulla. Via via che illustrava gli
scarni dettagli, la signora Harris si rese definitivamente conto
di quanto era stata avventata e il suo imbarazzo crebbe ancora
di pi. Signore, disse, ho fatto la figura della scema, vero?
Una scellerata, ecco cosa sono. Mi merito di essere mandata
via a pedate, e chiuso.
Io penso che il suo sia stato un gesto a dir poco meraviglioso,
obiett la signora Schreiber. Non credi anche tu,
Joel? Nessun altro l'avrebbe fatto.
Il signor Schreiber mosse appena la testa e le spalle, come
a dire che era d'accordo, pur con qualche dubbio. Certo che
non abbiamo molto su cui basarci, eh? osserv. Ma se c'
qualcuno che pu trovare quel tizio,  la nostra organizzazione.
Poi, rivolto al piccolo Henry, concluse: Okay, figliolo,
domani  domenica. Prendiamo una mazza da baseball, la
palla e il guantone e ce ne andiamo a Central Park. Voglio
proprio vedere se riesci a farmi un fuoricampo. Da ragazzino
ero un lanciatore niente male.

 Capitolo 17.

Poco prima di una delle cene di gala organizzate dalla
signora Schreiber, Kentucky Claiborne si guadagn il definitivo
disprezzo della signora Harris, rendendolo eterno e
implacabile.
Si era presentato sporco e sciatto come al solito, in blue-
jeans, stivali da cowboy e giubbotto di pelle maleodorante,
ma stavolta era arrivato pure con un'ora di anticipo, per due
motivi: innanzitutto gli piaceva sbronzarsi presto, prima che
cominciassero a distribuire i cicchetti uno alla volta, e in
secondo luogo voleva accordare la chitarra con il pianoforte
degli Schreiber, perch il padrone di casa aveva invitato certi
importanti distributori e direttori di reti televisive e aveva
convinto il suo pupillo a cantare dopo cena.
Kentucky era, come si  detto, un tipo da bourbon allungato
con l'acqua, ma quell'acqua era giusto un goccio.
Dopo quattro bicchierini colmi di stravecchio praticamente
liscio, si mise ad accordare lo strumento strimpellando una
ballata che raccontava la tragica faida tra le famiglie Hatfield
e McCoy. A met canzone lev il capo per trovarsi davanti
un ragazzino dalla testa troppo grossa che lo fissava con due
occhioni curiosi e intelligenti.
Kentucky si interruppe nel bel mezzo della sparatoria che
vedeva un intero drappello di Hatfield sterminato dai fucili
dei McCoy e disse: Smamma, pidocchio.
Il piccolo Henry, pi stupito che offeso, replic: Be',
perch? Perch non posso star qui a sentire?
Perch ho detto smamma, pidocchio, eccoperch. Poi,
colpito dall'accento del ragazzino, il cantante domand: Di'
un po', ma come parli? Sarai mica un mangiarosbif?
Il piccolo Henry sapeva benissimo cos'era un mangiarosbif,
ed era fiero di esserlo. Guardando Kentucky Claiborne
dritto negli occhi, rispose: Certo che s, e che cavolo! E a te
che te ne frega?
A me che me ne frega? ripet quello con una voce
melliflua che avrebbe dovuto mettere in allarme il bambino.
Diavolo, se c' una cosa che odio di pi della parlata dei
negri  proprio la parlata dei mangiarosbif. E se c' una cosa
che odio pi dei negri, sono i mangiarosbif. Ti ho detto di
smammare, pidocchio, e a quel punto si sporse in avanti e
gli appiopp un ceffone che lo fece girare come una trottola.
Quasi per un riflesso condizionato il piccolo Henry lanci il
lamento dei vecchi tempi, quello che usava con i Gusset, e
d'istinto, per coprire il rumore, Kentucky attacc la seconda
strofa, in cui gli Hatfield lavavano l'offesa massacrando i
McCoy.
In dispensa, dove stava dando una mano con le tartine, la
signora Harris non credeva alle sue orecchie: per un istante
le sembr di essere di nuovo nel seminterrato al cinque di
Willis Gardens, Battersea, mentre prendeva il t con la signora
Butterfield e la radio diffondeva le lagne di Kentucky
Claiborne; poi un colpo sordo, il pianto di un bambino e la
musica in crescendo. Tornata in s, ma ancora incredula, cap
cosa doveva essere successo e si precipit nella stanza della
musica, dove trov Henry in lacrime con una guancia rossa
per lo schiaffo, mentre Kentucky Claiborne sghignazzava
continuando a strimpellare la chitarra.
Nel vedere la signora Harris si ferm. Io gliel'ho detto
di smammare a quel piccolo bastardo, spieg, ma quello
proprio non ci sente, e allora ho dovuto dargliene una bella
secca. Adesso fuori, sto provando.
Il diavolo mi porti! tuon la donnina. E continu, pittoresca:
Lurido animale, che ti dice il cervello di dargliele
cos a una creatura innocente? Provati a toccarlo di nuovo
che ti cavo gli occhi, ti cavo.
Senza scomporsi, Kentucky fece il suo sorriso mellifluo
e afferr il manico dello strumento con entrambe le mani.
Che sia dannato se sta casa non  piena di mangiarosbif.
Ho appena detto al ragazzino che se c' una cosa che odio di
pi dei negri sono i mangiarosbif. Fuori di qui o vi spacco la
chitarra in testa!
La signora Harris non era una codarda, ma neanche una
stupida. Nella sua movimentata vita londinese si era imbattuta
in una quantit di ubriaconi, furfanti e attaccabrighe, e
riconosceva al volo quelli pericolosi. Perci si affid al buon
senso, prese con s il piccolo Henry e usc dalla stanza.
Una volta al sicuro negli alloggi della servit, consol il
bambino, gli bagn il viso con l'acqua fredda e disse: Su,
su, tesoro, lascia perdere quell'animale. Ada Arris non dimentica.
Ci vorr una settimana, ci vorr un mese, pure un
anno magari, ma gliela faremo pagare. Picchiare un bambino
indifeso perch  inglese!
Se la signora Harris avesse tenuto un registro delle sue
vendette, sarebbe balzato all'occhio che tutte si erano
consumate ben prima del tempo che si era concessa per portarle
a termine. Kentucky Claiborne era finito sul suo libro nero
perch, per come la vedeva lei, aveva commesso un crimine
imperdonabile e prima o poi l'avrebbe pagata. Il suo destino
era segnato.

 Capitolo 18.

Fino a quel momento, con tutte le faccende che aveva per
le mani, la preoccupazione per il piccolo Henry e i doveri
domestici - aiutare la signora Schreiber a mettere in ordine
la casa e gestirla nel migliore dei modi -, la signora Harris
aveva ammirato New York solo in due occasioni, che l'avevano
lasciata senza fiato. Di solito per il panorama era limitato
all'ampia vallata di Park Avenue, con i suoi palazzi torreggianti
su entrambi i lati e l'infinita corrente del traffico che giorno e
notte ubbidiva alle luci rosse e verdi dei semafori nei due sensi
di marcia. A parte i negozi di Lexington Avenue, un isolato
pi in l, e un giro al Radio City Music Hall con la signora
Butterfield, non aveva visto altro di Manhattan.
Gli impegni, l'agitazione e lo stile di vita completamente
diverso a cui bisognava adattarsi le avevano preso tutto il
tempo. Ma adesso le cose sarebbero cambiate. Ci avrebbe
pensato la caccia a George Brown a far conoscere alla donnina
quell'incredibile babilonia chiamata New York.
La svolta fu possibile grazie alla relativa calma seguita all'ingresso
ufficiale del piccolo Henry negli alloggi della servit,
mentre la vastissima rete di agenzie della North American
scavava nel passato del George Brown di turno nel tentativo
di rintracciare il padre scomparso.
Anche se dormiva in camera della signora Harris e consumava
i pasti con lei e la signora Butterfield, il ragazzino era
libero di muoversi in tutto l'appartamento. Aveva il permesso
di curiosare in biblioteca, e si trasform in un lettore onnivoro.
Di tanto in tanto la signora Schreiber lo portava a fare compere
con lei o a vedere un film allo spettacolo del pomeriggio,
mentre il rituale fisso della domenica mattina prevedeva che
lui e il signor Schreiber, muniti di palla, mazza e guantone,
sgattaiolassero a Central Park. Qui il bambino, che aveva la
vista di un falco e una coordinazione eccezionale, sfoderava
certi lanci a effetto che l'altro rincorreva per tutto il prato,
con grande beneficio per la salute e l'umore. Poi davano
da mangiare alle scimmie dello zoo o passeggiavano lungo
i sentieri o affittavano una barca a remi per andare sul lago.
Nel giro di poco erano gi amici per la pelle.
Sollevata cos dalla necessit di badare al ragazzino, e con
pi tempo a disposizione, visto che ormai fungeva pi che
altro da consulente per i domestici che aveva contribuito a
selezionare con cura, la signora Harris si rese conto all'improvviso
che aveva smesso di cercare il padre del piccolo Henry.
Aveva un bel dire il signor Schreiber che se ne sarebbe occupata
la sua organizzazione; in fin dei conti lei era venuta in
America apposta per cercarlo di persona. E l'avrebbe trovato,
come aveva affermato una volta con un pizzico di presunzione.
Ricord che era assolutamente convinta di risolvere i problemi
del piccolo Henry, se solo fosse arrivata in America. Be',
adesso era l, viveva nel lusso e batteva la fiacca mentre qualcun
altro si sobbarcava la fatica che sarebbe toccata a lei. Il minimo
che potesse fare era indagare fra i Brown di New York.
Al lavoro, Ada Arris, disse tra s e s. E da allora, nei
pomeriggi e nelle sere libere e in ogni ritaglio di tempo, cominci
a passare in rassegna tutti i Geo. Brown e i G. Brown
presenti sugli elenchi telefonici di Manhattan, Bronx, Brooklyn,
Queens e Richmond.
Anche se avrebbe potuto risparmiare tempo ed energie, si
rifiutava di abbassarsi a una pratica volgare come telefonare
ai Brown sparpagliati per la citt chiedendo loro se avessero
mai prestato servizio in una base dell'aviazione americana in
Gran Bretagna e se si fossero sposati con una cameriera di
nome Pansy Cott. Decise invece di andare da loro di persona,
e a volte riusciva a spuntarne due o tre dalla lista in un
giorno solo.
Avvezza com'era alla metropolitana di Londra, quella di
New York non le faceva nessuna paura, ma gli autobus erano
un altro paio di maniche: abituata al bel garbo inglese, ben
presto si ritrov alle prese con un autista nevrotico che nel
tentativo di darle il resto, azionare la macchinetta mangiasoldi,
aprire e chiudere le porte, urlare i numeri delle strade e
guidare il veicolo lungo le corsie intasate di taxi, limousine e
automobili bicolori - tutto nello stesso momento - le abbai
di andarsi a sedere o di levarsi dai piedi, e alla svelta anche.
Ah s? ribatt la piccola domestica. Lo sa che succedeva
se mi parlava cos a Londra? Si trovava col sedere per terra
in mezzo a King's Road, ecco che succedeva.
Udendo un accento familiare, l'autista si gir a guardarla.
Senta, signora, spieg, io l ci sono stato con i battaglioni
di costruzione. E adesso a tutti quei ragazzi resta solo di
guidare l'autobus.
Le ingiustizie subite dalla gente umile come lei toccavano
sempre il cuore della signora Harris. Dando qualche colpetto
sulla spalla all'autista, gli disse: Santiddio, non si parla cos a
una signora, ma a voi vi hanno fatto lavorare come bestie. Io
al posto vostro ci restavo secca. A Londra non eravamo mica
d'accordo, sa? Quelli si credevano di trasformare un essere
umano in una cavolo di macchina.
L'autista ferm l'autobus, si gir del tutto e osserv la
donnina con un'espressione stupita. Dica un po', chiese,
la pensa davvero cos? Scusi se sono stato maleducato, ma
a volte vado proprio fuori di testa. Venga con me, che vedo
di trovarle un posto. Moll il volante, incurante del fatto
che stava bloccando il traffico per venti isolati dietro di lui,
prese per mano la signora Harris, le fece strada nell'autobus
affollato e ordin: Okay teppisti, adesso uno di voi salta in
piedi e lascia il posto alla signora. E di Londra. Non volete
mica darle una brutta impressione di New York?
Si alzarono tre volontari. Cos va bene, mammetta?
chiese l'autista. Grazie, caro, fece la domestica sfoderando
un grande sorriso e accomodandosi. Solo allora l'uomo torn
al volante: si sentiva bene, come un boy scout che avesse fatto
la sua buona azione quotidiana, e continu a sentirsi cos per
la bellezza di dieci isolati.
In breve tempo la signora Harris vide e impar pi cose
su New York, i newyorkesi e i cinque distretti metropolitani
di quante ne sapesse chi viveva in citt da una vita.
C'era un George Brown che stava vicino a Fort George, in
Upper Manhattan, poco lontano dall'Hudson, e per la prima
volta la donnina ammir lo scenario magnifico del fiume
maestoso al di l del quale si innalzano le pareti a strapiombo
delle Jersey Palisades. Ce n'era un altro che abitava nei
pressi dello Spuyten Duyvel, lo sbalorditivo tratto di mare
serpeggiante che collega l'Hudson e l'East River facendo di
Manhattan un'isola.
Andando a trovare un Brown residente a Bowling Green,
esattamente all'altro capo di Manhattan, ebbe modo di
conoscere il Battery, l'incredibile parco circondato dai grattacieli del
quartiere finanziario, di fronte al quale i due possenti bracci
dell'Hudson - l'East River e il North River - confluiscono nella
distesa dell'Upper Bay. L'andirivieni di piroscafi, mercantili,
rimorchiatori, traghetti, panfili e mezzi galleggianti di ogni tipo
era tale che la signora Harris non l'avrebbe mai detto possibile
su un singolo specchio d'acqua. Nemmeno Limehouse Reach
e gli Wapping Docks, a casa, erano cos trafficati.
Per la prima volta in vita sua, la donnina si sent minuscola
e impotente. Londra era una grande citt, grigia e caotica,
persino pi vasta di New York, ma non ti faceva sentire cos
piccolo, cos insignificante e cos smarrito. Certo, potevi sempre
sollevare la testa. Lass, cos svettanti che solo un aereo
avrebbe potuto guardarli dall'alto, gli impareggiabili grattacieli,
ciascuno con una bandiera o un pennacchio di fumo in cima,
riempivano gli occhi e la mente al punto da darti il capogiro.
Che razza di mondo era questo? Chi era la gente che aveva
tirato su quelle torri? Nei canyon delle strade rombava il
traffico di camion, furgoni e giganteschi autoarticolati, i taxi
strombazzavano, i poliziotti suonavano il fischietto, le sirene
delle navi lanciavano lamenti cupi; e in mezzo a tutto questo
c'era la piccola Ada Harris di Battersea, sola, spaurita.
Nel quartiere che si sviluppava intorno alla
Centotrentacinquesima e a Lenox Avenue, chiamato Harlem, tutti i Brown
erano color cioccolato, ma si presero lo stesso a cuore la missione
della signora Harris. Parecchi erano stati in Inghilterra con
l'esercito o l'aviazione, e la domestica ricord loro un tempo
e un luogo in cui tutti gli uomini erano uguali sotto le bombe
naziste e gli atti di coraggio non conoscevano barriere di colore.
Uno, in preda alla nostalgia, insistette per bere un pink
gin insieme con lei. Nessuno di loro aveva sposato Pansy Cott.
Grazie ai parecchi George Brown che vivevano nel quartiere
di Brighton la signora Harris prese confidenza con il limite
orientale degli Stati Uniti, o meglio di New York: la costa
bagnata dai verdi frangenti spumosi che si abbattono sulle
spiagge dell'enorme e chiassoso luna park di Coney Island.
L salt fuori che il Brown di cui seguiva le tracce quel giorno
faceva l'imbonitore per uno spettacolo in cui si esibivano certe
signorine. Alto, con una camicia di seta sgargiante e la paglietta,
gli occhi penetranti che ti passavano da parte a parte, stava su
una pedana fuori da un baraccone su cui erano affissi ritratti di
dubbio gusto di ragazze con ben poca stoffa addosso, e urlava
un riassunto delle attrazioni alle folle sotto di lui.
La signora Harris si sent mancare al pensiero che un tipo
simile potesse essere il padre del piccolo Henry. Eppure
nell'atmosfera rozza del luna park non provava disagio, perch
le grida degli imbonitori, le schioppettate del tiro a segno,
lo sferragliare delle montagne russe e la cacofonia metallica
delle giostre le riportavano alla mente i Festival Gardens di
Battersea, o qualsiasi altro parco dei divertimenti inglese, ma
all'ennesima potenza.
Fra uno strillo e l'altro l'imbonitore ascolt il suo racconto
con profonda partecipazione. Non sono io, ma vorrei proprio
trovare quel bastardo per dargli un cazzotto sul naso,
comment alla fine. Se vuole il mio parere, ha sposato la
ragazza e se l' data a gambe. Ce ne sono un mucchio che
hanno fatto cos.
La domestica difese a spada tratta il padre del piccolo
Henry, ma l'uomo rimaneva scettico. Mi dia retta, signora,
insistette, non si fidi mai di un soldato americano. So quel
che dico. Il signor Brown non era mai stato in Inghilterra,
ma la sua defunta nonna era inglese: dunque c'era un legame
fra lui e la signora Harris. Non  che vuole venire sul retro
a conoscere le ragazze? le propose. Sono delle bambine
adorabili. Prima la faccio entrare allo spettacolo.
La signora Harris pass una mezz'oretta piacevole a guardare
l'assortimento di bambine prodursi in una serie di
balletti indecenti, fra cui danze polinesiane e danza del ventre.
Poi il signor Brown gliele present e la piccola domestica
scopr che, proprio come aveva detto lui, erano simpatiche,
senza grilli per la testa e di gran lunga pi educate di molte
delle celebrit invitate alle feste degli Schreiber. And a casa
dopo una serata interessante, ma senza essersi avvicinata di un
passo all'uomo che cercava, anche se l'imbonitore le promise
di tenere gli occhi aperti.
Si innamor di molti angolini di Brooklyn - le indagini la
portarono anche in quel distretto sull'altra sponda dell'East
River - perch le sue parti pi antiche e tranquille, con le case
di mattoni rossi tutte appiccicate come piselli in un baccello,
un isolato dietro l'altro, talvolta ombreggiate dagli alberi, le
ricordavano vagamente la sua Londra lontana.
Proseguendo lungo la lista, trov un George Brown che
gestiva un emporio navale nella zona del porto di Lower East
Side. L la signora Harris era di nuovo un puntino infinitesimale
nei canyon delimitati dai grattacieli del centro, ma sul
pav di fronte al mare, da cui saliva l'odore di catrame e spezie,
alz lo sguardo verso i grandi archi e le straordinarie ragnatele
dei ponti di Brooklyn e di Williamsburg: i tram elettrici e il
traffico intenso rombavano con uno strepito cos assordante
che le campate stesse sembravano gridare verso di lei.
Prendendo il traghetto per far visita ai George Brown di
Staten Island, la domestica scopr che uno di loro era il capitano
del bimotore Slobhan O'Ryan, un rimorchiatore della
Joseph P. O'Ryan Towing Company che entrava in servizio
proprio quando lei giungeva a riva.
Il capitano Brown era un omaccione affabile e nerboruto,
sulla quarantina, con una moglie altrettanto affabile che era la
met di lui, e viveva in un appartamento luminoso nel quartiere
di St George, poco lontano dall'imbarcadero. Lui e la
signora Harris avevano qualcosa in comune, perch il Slobhan
O'Ryan era uno dei rimorchiatori che avevano accompagnato
il Ville de Paris alla fonda il giorno in cui la signora Harris
era arrivata, e alla vista acuta della piccola domestica non era
sfuggito il nome insolito dipinto sulla timoniera.
Anche in questo caso la saga del ragazzino abbandonato
e del padre scomparso non manc di esercitare il suo fascino.
Risultato, il capitano Brown invit la signora Harris sul
rimorchiatore per fare un giro intorno all'isola di Manhattan.
La donnina accett senza farselo ripetere due volte e poco
dopo si ritrov a passare sotto le campate dei grandi ponti
dell'East River e davanti al palazzo di vetro delle Nazioni
Unite, ammir stupefatta la triplice arcata del Triborough
Bridge, imbocc il braccio dell'Hudson che bagna il New
Jersey, super il George Washington Bridge e si godette la
vista ineguagliabile dei grattacieli del centro, un ammasso di
costruzioni tanto colossale che persino lei rimase senza parole,
a parte un breve sussurro: Santiddio, uno non ci crede mica,
neanche quando ce l'ha davanti agli occhi!
Fu una giornata memorabile, ma nemmeno quello, s'intende,
era il Brown giusto.
C'era un George Brown in Washington Square che faceva
il pittore, un altro nel quartiere delle sartorie sulla Settima
Avenue che era specializzato in capi all'ultima moda per signore
abbondanti, un altro ancora a Yorkville che aveva una
gastronomia e la preg di assaggiare i suoi sottaceti - gratis
- e uno che abitava nella raffinata zona di Gracie Square, un
anziano gentiluomo che per certi versi le ricordava il marchese
e che, dopo aver ascoltato la sua storia, le offr una tazza di t.
Era un americano della vecchia scuola, che da giovane aveva
vissuto per molti anni a Londra e che si fece raccontare dalla
signora Harris com'era cambiata la citt da allora.
Fra i Brown che avevano fatto la guerra, certi erano stati
nell'aviazione, altri nell'esercito, nella marina o nel corpo dei
marines; molti erano troppo giovani o troppo vecchi per fare
al caso suo.
Non tutti furono gentili e pazienti con lei. Alcuni la cacciarono
via in malo modo, sbraitando: Io sposato con una
cameriera in Inghilterra? Ma che diavolo dice? Fuori dai
piedi, che sono sposato con tre bambini. Se ne vada prima
di farmi finire nei guai.
Non tutti amavano Londra, fra quelli che ci erano stati,
e nel sentire che la signora Harris veniva da l dicevano che
manco morti avrebbero rimesso piede in quel buco di fogna.
Parl con idraulici, falegnami, elettricisti, tassisti, avvocati,
attori, riparatori di radio, proprietari di lavanderie, agenti di
cambio, uomini ricchi, uomini di ceto medio, uomini di classe
operaia, perch agli elenchi telefonici aveva aggiunto anche le
Pagine Gialle. Suon il campanello di case di ogni tipo in ogni
quartiere dell'area metropolitana, presentandosi con queste
parole: Non la disturbo mica, vero? Il mio nome  Arris...
Ada Arris. Sono di Londra. Cercavo un certo George Brown
che era in Inghilterra con l'aviazione americana e che aveva
sposato una mia vecchia amica, una ragazza di nome Pansy
Cott. Non  che per caso  lei?
Nessuno era quello giusto, ma nella maggior parte dei
casi la piccola domestica si ritrovava a narrare la storia del
bambino abbandonato e quasi sempre toccava orecchi attenti
e comprensivi. L'esuberanza della donnina contribuiva non
poco a destare l'interesse, tanto che quando se ne andava
aveva la sensazione di essersi guadagnata un altro amico e la
gente le chiedeva di restare in contatto.
Pochi newyorkesi di nascita avevano mai capito la loro
citt come la signora Harris, che passava dalle case benestanti
affacciate sugli ampi viali intorno a Central Park, dove c'erano
la luce, l'aria e l'odore indefinibile della ricchezza, alle strade
tortuose delle periferie, fino ai ghetti della Bowery e di Lower
East Side.
Scopr le piccole citt nella citt divise per nazione:
Yorkville, Little Hungary, la zona spagnola, Little Italy lungo
Mulberry Street. C'era persino un George Brown cinese che
viveva in Pell Street, nel cuore di Chinatown.
Cos, in un mese di strenue ricerche, i George Brown della
metropoli fornirono alla signora Harris uno spaccato della
popolazione americana che conferm l'idea che si era fatta
osservando i soldati spediti in Inghilterra durante il conflitto.
Nel complesso erano gentili, amichevoli, cordiali, generosi e
ospitali. Erano sempre pronti a dare una mano e vari George
Brown le promisero di avvertire i loro omonimi di altre citt
per aiutarla. Molti di loro sembravano bambini bisognosi
d'affetto. La piccola domestica scopr un paradosso curioso:
per strada erano sempre di corsa e non avevano tempo per
niente e nessuno, nemmeno per fermarsi a dare indicazioni
a uno straniero che si era perso; tiravano dritto senza vedere,
senza sentire. E se uno si fermava, alla fine saltava fuori che
era straniero anche lui. A casa loro, invece, erano gentili, disponibili,
aperti e solleciti, e particolarmente generosi quando
venivano a sapere che la signora Harris era forestiera, per di
pi inglese. Per lei fu confortante scoprire che gli americani
non avevano mai dimenticato e ammiravano ancora la dignit
del popolo britannico durante il bombardamento di Londra.
L'involontaria esplorazione di New York, tuttavia, ebbe
un'ulteriore conseguenza. Poco alla volta la signora Harris
non ebbe pi paura delle grandi altezze degli edifici, dove
ascensori fulminei salivano di trenta piani alla volta facendole
finire lo stomaco in gola, e nemmeno delle strade, veri e propri
canyon scuri e reboanti che correvano in mezzo ai palazzi. A
quel punto fu in grado di cogliere la forza e la magnificenza
della grande citt, e in particolare la sua vitalit giovanile
e la miriade di opportunit che offriva ai suoi abitanti per
prosperare e arricchirsi.
Tutto ci, e il poco che aveva visto di altre citt, le dimostrava
che aveva fatto bene a portare il piccolo Henry negli
Stati Uniti. In lui, nel suo spirito indipendente, nella sua
intelligenza, intraprendenza e determinazione, riconosceva
la stessa prorompente vitalit della grande metropoli. In realt
le scene che si susseguivano una dietro l'altra - il centro,
East Side, West Side, il New Jersey, Long Island, la contea
di Westchester - e le esperienze accumulate con quella gente
amichevole e impetuosa erano davvero troppo per lei: non si
sarebbe mai adattata a quella vita. Il piccolo Henry, invece,
sarebbe cresciuto l e magari avrebbe fatto la sua parte, se
solo gli avessero dato una possibilit.
Era questa la preoccupazione costante della signora Harris,
perch le ricerche sembravano ben lontane dal concludersi.
Nessun George Brown era quello giusto n sapeva darle un
solo indizio su dove o come scovarlo.
Poi, un giorno, successe. Non per merito suo: fu il signor
Schreiber a rintracciarlo. Una sera, arrivato a casa, la convoc
nel suo studio. La moglie era gi l, ed entrambi avevano
un'aria strana, turbata. Il signor Schreiber si schiar la voce pi
volte in modo teatrale. La prego, si sieda, signora Harris, la
invit. Si schiar di nuovo la voce, ancora pi forte. Ecco,
disse, l'abbiamo trovato.

 Capitolo 19.

Alla notizia improvvisa, non del tutto inaspettata ma comunque
sensazionale, la signora Harris salt su dal bordo
della sedia come se si fosse seduta su una puntina da disegno.
Cribbio! esclam elettrizzata. Davvero? Chi ? Dov'?
Gli Schreiber, per, non sembravano altrettanto entusiasti
e non fecero nemmeno un sorriso.  meglio che si sieda,
signora Harris, la invit di nuovo il padrone di casa. E una
storia un tantino bizzarra. Si tenga forte.
A quel punto la piccola domestica intu qualcosa. Scrutando
con ansia i suoi datori di lavoro, domand: Cosa c' che non
va? E qualcosa di brutto? Sar mica in prigione?
Il signor Schreiber giocherellava con il tagliacarte tenendo
gli occhi sui fogli che aveva davanti. Seguendo il suo sguardo,
la donnina riconobbe la carta intestata dell'aviazione
americana, la stessa della lettera che avevano mandato a lei,
e in pi c'era una copia fotostatica di un documento. Allora,
nel tono pi dolce possibile, il signor Schreiber si decise a
parlare: Tanto vale che lo sappia. E... temo... qualcuno di
nostra conoscenza. E Kentucky Claiborne.
La signora Harris non colse subito la portata di quelle
parole. Kentucky Claiborne il pap del piccolo Enry? si
limit a ripetere, finch le implicazioni della scoperta la colpirono
con la forza di un missile Atlas. Allora cacci un urlo:
Come! Cos' che ha detto? Lui il pap del piccolo Enry?
Non pu essere!
Mi rincresce, mormor il signor Schreiber fissandola
con aria grave. Non piace nemmeno a me, quello scimmione.
Roviner un bambino meraviglioso.
La piccola domestica fu travolta da un'ondata di orrore.
Il ragazzino aveva appena cominciato a risollevarsi dal fango
e l'idea che finisse nelle mani di un uomo simile la atterriva.
Ma  sicuro? domand.
Picchiettando il dito sui fogli, il signor Schreiber conferm:
 tutto nel suo stato di servizio. Pansy Cott, Henry, tutti
quanti.
Ma come fa a saperlo? Chi  che l'ha scoperto? gemette
lei, sperando che qualcuno avesse commesso un errore.
Io, l'ho scoperto, rivel il signor Schreiber. Dovevo fare
l'investigatore, l'ho sempre detto. Come Sherlock Holmes. Ho
naso per certe cose.  stato quando ha firmato il contratto.
Joel  stato bravissimo, intervenne la moglie. Poi le
emozioni ebbero il sopravvento ed esclam: Oh, povera cara
signora Harris! Povero piccolino! Mi dispiace cos tanto!
Eppure non capisco, riprese la domestica. Cosa c'entra
il contratto?
Quando l'ha firmato, spieg l'uomo, ha usato il suo
vero nome, George Brown. Kentucky Claiborne  solo il suo
nome d'arte.
Tuttavia la storia era un po' pi complicata di cos, e a
quanto pareva il signor Schreiber aveva condotto le indagini
con l'acume e l'intelligenza di un detective professionista.
Una volta definiti tutti i dettagli, lui, Kentucky Claiborne, il
suo agente e i battaglioni di avvocati assoldati da entrambe le
parti si erano riuniti per la firma del fatidico contratto. Con
occhio esperto, il signor Schreiber gli aveva dato una scorsa
e arrivato all'ultima riga dattiloscritta si era imbattuto nel
nome George Brown. Chi sarebbe questo George Brown?
aveva domandato.
Era stato il signor Hyman, l'agente, a rispondere: E il vero
nome di Kentucky. Gli avvocati dicono che  meglio se firma
con il suo vero nome, per non avere problemi.
Il signor Schreiber si era sentito rivoltare lo stomaco. Non
perch sospettasse che Claiborne fosse il genitore scomparso:
il pensiero non l'aveva nemmeno sfiorato. Semplicemente, lo
disgustava l'idea che ci fosse anche solo una probabilit su
un milione che si sbagliasse. Poi c'era stata la firma e quando
George Brown, alias Kentucky Claiborne, si era rimboccato la
manica bisunta del giubbotto di pelle nera per impugnare la
penna che gli avrebbe fruttato dieci milioni di dollari, il signor
Schreiber aveva notato un numero, AF28636794, tatuato sul
polso dell'uomo.
Kentucky, cos' quel numero che ha sul polso? gli aveva
domandato.
 il mio numero di matricola di quando ero in quello
schifo di aviazione, aveva risposto il cantante con un sorrisino
imbarazzato. Me lo sono fatto tatuare, se no col cavolo che
me lo ricordavo.
Con una prontezza e un sangue freddo degni di James Bond,
il signor Schreiber aveva memorizzato il numero. Non appena
l'avevano lasciato solo, se l'era appuntato e aveva chiesto alla
segretaria di inoltrarlo al quartier generale dell'aviazione presso
il Pentagono, a Washington. Tre giorni dopo, il verdetto:
avevano mandato la copia fotostatica del dossier conservato
nei loro archivi. Kentucky Claiborne era senza ombra di
dubbio il George Brown che il 14 aprile 1950 aveva sposato
la signorina Pansy Amelia Cott a Tunbridge Wells e che il 2
settembre dello stesso anno aveva avuto un figlio, battezzato
con il nome di Henry Semple Brown. A scanso di equivoci,
allegavano una copia delle impronte digitali e la fotografia
di un soldato dall'aria irascibile. Kentucky, con dieci anni di
meno e al netto di basette e chitarra.
Mentre esaminava le prove, la signora Harris comprese
poco alla volta la gravit della catastrofe che li aveva travolti
senza alcun preavviso. Peggio di crescere povero e senza
amore in casa dei Gusset, al piccolo Henry poteva capitare
solo di essere allevato da quello zotico ignorante, egoista ed
egocentrico che disprezzava tutto ci che era forestiero, che
aveva odiato il bambino dal primo momento, che odiava tutto
e tutti tranne se stesso, che si curava solo della sua carriera e
dei suoi appetiti, e che adesso avrebbe avuto una montagna
di denaro da scialacquare per soddisfarli.
Nella sua fantasia romantica la signora Harris aveva immaginato
che il padre del piccolo Henry, ancora sconosciuto e
senza volto, fosse un uomo benestante in grado di assicurargli
una vita serena e agiata; ma ne sapeva abbastanza per capire
che, in mano a un individuo come Claiborne, la ricchezza
illimitata sarebbe stata un veleno mortale sia per lui sia per il
ragazzino. Il piccolo Henry rischiava di cadere dalla padella
nella brace. Se solo lei non avesse ceduto all'assurda fantasia di
portarlo in America! Con l'oceano in mezzo, forse si sarebbe
potuto salvare.
La donnina lasci perdere il documento e torn a sedersi,
perch le tremavano le gambe. O poveri noi! Poveri noi!
esclam, e poi: Oddio, e adesso che facciamo? Infine, con
la voce strozzata, domand: A lui gliel'avete detto?
Il signor Schreiber scosse la testa. No, non ancora. Ho
pensato che magari volesse rifletterci con calma.  stata lei a
portare qui il bambino, non spetta a noi. Solo lei pu decidere
se informarlo o no.
Almeno c'era tempo di riprendere fiato. Grazie, signore.
Devo pensarci su, concluse la piccola domestica alzandosi
e uscendo dalla stanza.
Quando entr in cucina, la signora Butterfield lev gli
occhi e cacci un gridolino. Santiddio, Ada, pigol, sei
bianca come il grembiule. E successo qualcosa?
Indovinato.
Hanno trovato il padre del piccolo Enry?
S.
Ed  morto?
No, gemette la signora Harris, facendo seguire una
sfilza di parole alquanto sconvenienti.  questo il problema,
non  morto. E vivo e vegeto. Ed  quel (altre parolacce) di
Kentucky Claiborne.
La situazione in apparenza insuperabile, il disturbo arrecato
a chi era sempre stato gentile con lei e il modo in cui
era riuscita a ingarbugliare le cose - in particolare la vita del
piccolo Henry - avevano gettato la signora Harris in un abisso
di disperazione tale da spingerla a fare una cosa che non faceva
da molto tempo: si appell al suo portafortuna e al suo bene
pi prezioso, il vestito di Dior. Lo tir fuori dall'armadio, lo
stese sul letto e rimase a guardarlo tormentandosi un labbro, in
attesa di recepire il messaggio che l'abito voleva comunicarle.
Una volta sembrava irraggiungibile, l'oggetto pi bramato
e desiderabile sulla faccia della Terra. E tuttavia eccolo l,
davanti ai suoi occhi, quasi nuovo, liscio e vaporoso come
quando l'aveva messo in valigia a Parigi.
Una volta, poi, il vestito l'aveva messa di fronte a un dilemma
che sembrava insolvibile, eppure alla fine si era risolto,
perch altrimenti l'abito non sarebbe stato l, compresa la
brutta cicatrice del pannello di velluto bruciacchiato, che
non aveva mai fatto riparare per tenere a mente una cosa che
spesso dimenticava: il mondo e tutto ci di cui si compone
- la natura, gli elementi, gli esseri umani - sono nemici della
perfezione e niente funziona mai al cento per cento. Non tutte
le ciambelle riescono col buco.
Il messaggio del vestito poteva essere interpretato in questo
modo: desidera una cosa con tutte le tue forze, impegnati al
massimo e la otterrai, ma a quel punto scoprirai che non era esattamente
quello che volevi o succeder qualcosa che la roviner.
Ci nonostante, mentre teneva gli occhietti fissi sull'abito
che si era conquistata con il sudore della fronte, in cuor suo
la signora Harris sapeva che stavolta la questione era diversa
e che un insegnamento del genere non valeva pi. Quando
all'ultimo momento era sorto il dilemma che minacciava di
mandare a monte l'intera avventura parigina, era stata aiutata
da altre persone. Adesso invece era costretta a scegliere se
consegnare un bambino cui voleva un bene dell'anima a un
uomo del tutto incapace di fare il padre, oppure rispedirlo
dall'orribile famiglia cui era stato affidato. Nessuno poteva
aiutarla: non gli Schreiber, di certo non la signora Butterfield,
e nemmeno il signor Bayswater o il suo amico marchese.
Doveva decidere da sola, in fretta, e in ogni caso sapeva che
d'ora in poi non avrebbe pi avuto un attimo di pace. Ecco
cosa si guadagna a non farsi mai gli affari propri.
Per un istante, mentre guardava il vestito muto e inanimato,
le parve quasi dozzinale rispetto al lavoro e alla fatica che le era
costato. Quando l'attricetta londinese cui l'aveva prestato in
uno slancio di generosit gliel'aveva restituito mezzo distrutto
a causa della sua sbadataggine (era in quel'occasione che il
pannello si era rovinato), era stata solo lei a soffrire. L'abito
non provava dolore. Invece, qualsiasi cosa avesse deciso di fare
con il piccolo Henry Brown - rivelare a quel mostro egoista e
villano che era suo figlio o lasciarlo alla custodia degli odiosi
Gusset -, il bambino avrebbe sofferto per tutta la vita, e cos
anche lei, Ada Harris. Grazie all'innata scaltrezza e alla giusta
dose di esperienza, una domestica londinese era in grado di
affrontare un'incredibile variet di situazioni, ma non era
quello il caso. Non sapeva cosa fare e dal suo portafortuna
non veniva alcun suggerimento.
Il vestito trasmetteva motti banali: Mai dire mai; finch c'
vita c' speranza; chi la dura la vince; non tutto il male vien
per nuocere; prima che sorga il sole fa sempre buio; aiutati che
Dio t'aiuta. Nessuno le era di conforto, nessuno risolveva il
problema di una vita ancora da vivere: quella del piccolo Henry.
Adesso, per di pi, si rendeva conto di aver descritto in
termini esagerati - altri avrebbero detto romantici - la
posizione del ragazzino in casa degli affidatari. Era davvero
cos infelice? Tanti prima di lui avevano sopportato calci e
sberle fino a diventare grandi uomini, o almeno brave persone.
Henry era uno tosto, ce la poteva fare. Presto sarebbe
cresciuto e Gusset padre non avrebbe pi osato picchiarlo;
sarebbe andato a scuola, magari per imparare un mestiere,
poi avrebbe trovato lavoro e sarebbe vissuto felice e contento
l dove era nato, come avevano fatto lei e milioni di individui
nelle sue stesse umili condizioni.
D'un tratto si sent inutile e inadeguata e comprese l'enormit
di ci che aveva fatto. Seduta sul letto, si copr il volto
con le mani e pianse. Non provava rabbia n voleva commiserarsi:
a distruggerla erano l'affetto e la piet per il ragazzino.
Qualsiasi decisione avesse preso, lui si sarebbe visto negare la
sua possibilit nel mondo. Le lacrime gocciolarono attraverso
le dita e caddero sul vestito di Dior.

 Capitolo 20.

Pi tardi, quando si fu calmata, la signora Harris torn in
cucina e fino a notte fonda lei e la signora Butterfield discussero
del destino del piccolo Henry. Il bambino dormiva gi
da ore, beatamente ignaro dei nuvoloni che si addensavano
sul suo capo.
Nel susseguirsi di ragioni, speranze, paure e piani balordi
alternati a proposte piene di buon senso, la signora
Butterfield si aggrapp a un solo argomento che continu a ripetere
sconsolata come fosse il rimbombo di un tamburo africano:
Ma cara,  suo padre, dopo tutto. Questo finch l'amica,
con i nervi a fior di pelle per la tensione, esclam: Se lo dici
ancora una volta, Vi, mi incavolo per davvero! Il donnone
si zitt, ma la piccola domestica vedeva la sua boccuccia formulare
in silenzio la frase: Ma  cos, e tu lo sai.
In vita sua la signora Harris aveva affrontato parecchi
momenti critici, ma non si era mai sentita cos lacerata. Tutte
le sue certezze stavano andando in frantumi.
Per fare solo un piccolo esempio dei problemi che andavano
accumulandosi, aveva giurato di rendere la pariglia a Kentucky
Claiborne per il ceffone dato al piccolo Henry; ma se il
signor Claiborne - o meglio, il signor Brown - era il padre del
bambino, la legge diceva che poteva alzare le mani su di lui.
Fin dall'inizio la signora Harris si era opposta con tutte le
forze all'idea di consegnare il piccolo Henry al padre legittimo
lavandosene le mani, come sapeva di dover fare. Gli Schreiber
le avevano offerto una soluzione. Non dicendo niente a
Claiborne e lasciando a lei la gestione della faccenda, si erano
schierati dalla sua parte e le avevano garantito il silenzio. Solo
loro e le due domestiche avrebbero saputo la verit.
Ma poi che ne sarebbe stato del ragazzino? Riportarlo indietro?
E come? La signora Harris aveva vissuto fin troppo a
lungo in un mondo fatto di carte d'identit, tessere annonarie,
passaporti, permessi, licenze, un mondo in cui non esistevi se
non c'era un pezzo di carta a dimostrarlo. Il piccolo Henry
esisteva ufficialmente in una copia fotostatica proveniente dagli
archivi dell'aviazione americana, in un certificato di nascita
redatto a Londra, e basta. Si era allontanato illegalmente dalla
Gran Bretagna e ancor pi illegalmente era entrato negli Stati
Uniti. Se avessero tentato di fare il viaggio in senso inverso, li
avrebbero beccati: la signora Harris se lo sentiva nelle ossa.
Di se stessa non le importava, ma non poteva condannare a
quella triste sorte la sua amica Violet Butterfield, che era gi
abbastanza provata.
Tenere il ragazzino con loro senza dirlo a nessuno? Posto
che con l'aiuto del signor Schreiber riuscissero a ricondurlo in
Inghilterra - cosa assai improbabile -, al di l del muro c'erano
comunque i Gusset. E vero che quelli non si erano strappati
i capelli per il rapimento. Non avevano fiatato, era evidente,
altrimenti la polizia sarebbe venuta a cercarle. Ci nonostante,
se il bambino fosse tornato, di sicuro loro l'avrebbero voluto
indietro, perch come animale da soma aveva una sua utilit.
In pi, la domestica si rese conto di aver commesso un
tragico errore nel giudicare i genitori del piccolo Henry.
Non era Pansy Cott quella da biasimare, ma George Brown:
meschino, ignorante, vendicativo e cattivo per natura. Pansy
aveva soltanto usato il cervello e fatto un favore al bambino
rifiutandosi di seguire il marito in America. Probabilmente
Brown non le aveva mai mandato un soldo per il mantenimento
del piccolo.
Eppure una decisione andava presa e lei, Ada Harris, ne
sarebbe stata responsabile: doveva rassegnarsi.
Al di l di tutto, a farla soffrire di pi era l'affetto assoluto
che provava per il ragazzino e il profondo desiderio di vederlo
felice. Aveva lasciato che tra le loro vite si creasse un legame
indissolubile e adesso non c'era modo di tirarsene fuori. Come
chi scherza con il fuoco, sapeva che era sul punto di scottarsi.
E mentre esponeva tutte le sue ragioni, valutazioni e riflessioni,
ecco il rimbombo della signora Butterfield: Ma tesoro,
dopo tutto  il padre. L'hai detto tu che di sicuro era felice
di riavere il suo figlioletto e che appena poteva lo toglieva ai
Gusset. Ha il diritto di tenerlo, no?
Era la verit nuda, cruda, pura e ineluttabile, comunque
la si guardasse, e i documenti nelle mani del signor Schreiber
chiudevano la questione. George Brown e Henry Brown erano
uniti da un vincolo di sangue. Cos alle quattro del mattino la
signora Harris si arrese. Fece un sospirone e con un'umilt
che commosse l'amica come mai prima di allora afferm: Mi
sa che hai ragione, Vi. Ce l'hai sempre avuta. Deve stare con
suo padre. Domani mattina lo diciamo al signor Schreiber.
A quel punto la mente malconcia, stanca e provata della
signora Harris le gioc un brutto tiro, come capita spesso
quando si arriva al limite della sopportazione. Adesso che la
decisione era presa, davanti agli occhi le comparve un miraggio,
una consolazione perfetta per chi come lei ne aveva un
disperato bisogno. Non era forse possibile che, sotto l'influsso
positivo di un bambino, George Brown-Kentucky Claiborne
diventasse un'altra persona? D'un tratto e senza nemmeno
accorgersene la donnina era di nuovo nel mondo della fantasia
da dove erano venuti tutti i suoi guai.
All'improvviso ogni cosa si risolse. Claiborne-Brown aveva
schiaffeggiato il ragazzino perch lo riteneva un piccolo
intrigante, ma a suo figlio avrebbe voluto bene. S, aveva
sbandierato il suo disprezzo per i mangiarosbif, ma Henry
lo era solo per met: l'altra met era al cento per cento un
Brown americano.
Tutti i vecchi sogni a occhi aperti tornarono a galla: il
padre riconoscente, felicissimo di aver ritrovato il figlio a
lungo perduto, e il piccolo Henry destinato a una vita che
migliore non si poteva, e di certo dal punto di vista economico
era vero. Non avrebbe pi patito la fame e il freddo e non
sarebbe pi andato in giro vestito di stracci; sarebbe sfuggito
per sempre alle grinfie degli ignobili Gusset; avrebbe ricevuto
un'istruzione in quell'eccezionale e glorioso Paese e avrebbe
avuto una possibilit nella vita.
Quanto a George Brown, aveva bisogno dell'influsso positivo
del piccolo Henry tanto quanto il ragazzino aveva bisogno
di un padre. L'uomo avrebbe ceduto alla sua innocenza,
avrebbe smesso di bere, si sarebbe dato una regolata per essere
di esempio al figlio e cos i giovani americani l'avrebbero
adorato il doppio.
La signora Harris si convinceva sempre di pi di avere
agito davvero come una farina buona, dopo tutto. Era riuscita
nel suo proposito. Aveva detto: Se solo arrivo in America,
il padre del piccolo Henry lo trovo in quattro e quattr'otto.
Be', in America ci era arrivata, il padre del bambino l'aveva
trovato - o almeno aveva contribuito a trovarlo - e si trattava
in effetti di un milionario. E allora asciugati le lacrime, Ada
Harris, si disse. Dimentica le preoccupazioni, scrivi in fondo
alla pagina: Missione compiuta, sorridi, e va' a letto.
Fu cos che la mente la ingann, lasciandola andare a dormire
senza che lei nemmeno si sognasse ci che l'attendeva
l'indomani.
Il pomeriggio del giorno successivo, dopo pranzo, George-
Kentucky-Claiborne-Brown fu convocato nello studio del
signor Schreiber e l rimase ad aspettare, un po' inquieto.
Quando gli Schreiber entrarono insieme nella stanza, seguiti
dalla signora Harris, dalla signora Butterfield e da un ragazzino
di otto anni, quasi nove, di nome Henry, la sua inquietudine
non fece che aumentare.
Il padrone di casa invit i suoi a prendere posto e disse
al musicista: Si sieda, Kentucky. Dobbiamo parlare di una
cosa molto importante.
Gli occhi del cantante si accesero d'ira. Conosceva benissimo
il motivo del colloquio e non aveva nessuna intenzione
di starsene l a subire. Piazzandosi in un angolo con aria di
sfida, proclam: Se voialtri pensate di farmi il processo perch
ho dato un colpetto al marmocchio, vi sbagliate di grosso.
Quel piccolo bastardo m'ha dato fastidio mentre provavo.
Io gliel'ho detto di smammare, ma quello mi ha mancato di
rispetto e allora gliene ho appioppata una bella secca. E se
proprio volete saperlo, lo farei di nuovo. Ve l'ho detto che
a me i forestieri non mi piacciono per niente, proprio come
i negri. Basta che mi stanno alla larga e nessuno si fa male.
S, s, comment il signor Schreiber stizzito, lo sappiamo.
Tuttavia, ora che aveva messo Kentucky sotto contratto,
non era pi obbligato a essere paziente con lui e a tollerare
i suoi comportamenti. Ma non  per questo che le ho chiesto
di venire qui oggi. Si tratta di tutt'altro. Si sieda, ora ci
arriveremo.
Alquanto sollevato per il fatto che non volessero fargli la
ramanzina per la sberla data al bambino, Kentucky si mise a
cavalcioni di una sedia, con i gomiti sullo schienale, e cominci
a fissare i presenti con i suoi occhietti malvagi e sospettosi.
Il suo vero nome  George Brown e dal 1949 al 1952 ha
prestato servizio nell'aviazione degli Stati Uniti, attacc il
signor Schreiber.
Kentucky serr le mascelle. E allora?
Il signor Schreiber, che aveva l'aria di spassarsela - aveva
smesso i panni dell'investigatore per indossare quelli di
procuratore distrettuale -, prosegu: Il 14 aprile 1950 lei
ha sposato una certa Pansy Amelia Cott a Tunbridge Wells,
mentre era ancora nell'aviazione, e cinque mesi dopo o gi di
l le  nato un figlio, battezzato con il nome di Henry Brown.
Che? grid Kentucky. Amico, ma si  bevuto il cervello?
Lei non ci sta con la testa. Quelli l non so neanche chi sono.
Alla signora Harris sembrava di stare in uno sceneggiato
televisivo. Presto avrebbe dovuto pronunciare la sua battuta,
una battuta che in previsione della scena aveva gi provato tra
s e s e riteneva piuttosto d'effetto, pur essendo scopiazzata
da film e storie di cui si ricordava. Avrebbe detto qualcosa
tipo: Signor Claiborne, ho una grande sorpresa per lei, una
sorpresa che potrebbe causarle un certo sbalordimento. Nel
mio quartiere a Londra viveva un bambino solo, affamato,
preso a botte e maltrattato dai crudeli genitori a cui era stato
affidato, all'insaputa del padre tornato nella lontana America.
Io... cio noi, io e la signora Butterfield, abbiamo salvato
quel bambino dalle grinfie dei mostri senza cuore nelle quali
era caduto e l'abbiamo portato qui da lei. Quel bambino  il
piccolo Henry, il suo figlio legittimo. Henry, vai ad abbracciare
pap e dagli un bacione.
Mentre la donnina ripassava il discorso e si aggrappava fino
all'ultimo alla sua fantasticheria, il signor Schreiber scopr i
documenti sulla scrivania. Kentucky, attirato dal fruscio dei
fogli, diede un'occhiata e vide la copia fotostatica del suo stato
di servizio, pi la fotografia che lo ritraeva. Fu un'autentica
doccia fredda. Il suo numero di matricola nell'aviazione era
AF28636794, come il tatuaggio che ha sul polso, riprese il
signor Schreiber, e il suo stato di servizio fino alla data di
congedo  tutto qui, compresi il matrimonio e la nascita di
suo figlio.
Il cantante lo incener con lo sguardo e sbrait: E allora?
Anche se fosse? Per caso sono affari suoi? Ho divorziato da
quella donna, era una sciattona buona a nulla.  tutto regolare
secondo le leggi dello Stato dell'Alabama, e ho i documenti
che lo dimostrano. Che volete da me?
L'interrogatorio continu inesorabile, con sommo divertimento
del signor Schreiber. E il ragazzino? domand. Ha
idea di dove sia? Cosa ne  stato di lui?
E a lei che gliene frega? Perch non si fa gli affari suoi?
ringhi Kentucky. Ho firmato il contratto e canter per
la sua rete schifosa, ma questo non le d il diritto di fare
domande personali. E comunque ho divorziato da quella
donna secondo la legge e ho contribuito al mantenimento del
bambino. L'ultima volta che l'ho sentito era con sua madre
e stava benissimo.
Il signor Schreiber pos i fogli e guard oltre la scrivania.
Glielo dica, signora Harris.
Colta alla sprovvista, la donnina scord la battuta.  una
bugia!  qui!  proprio qui accanto a me! proruppe.
A bocca aperta, Kentucky squadr le due domestiche
e il bambino seduto in mezzo a loro. Cosa? Quel piccolo
bastardo? strill.
La signora Harris balz in piedi in un lampo, pronta alla
battaglia, mentre gli occhietti azzurri le scintillavano di rabbia.
Piccolo bastardo un corno, ribatt,  sangue del suo sangue,
ed eravate legalmente sposati come dicono quei fogli, e io l'ho
portato qui da lei facendo tutta la strada da Londra.
Segu un interminabile silenzio, durante il quale il padre
guard il figlio e il figlio guard il padre, e l'occhiata che si
scambiarono era di implacabile avversione. E a lei chi diavolo
gliel'ha chiesto? ringhi Kentucky.
Come come non , all'improvviso la signora Harris, buona
samaritana e fatina plenipotenziaria, si ritrov sulla difensiva.
Nessuno, me l'ha chiesto, ribatt. Ho fatto tutto da me. Il
bambino lo picchiavano e moriva di fame con quegli orribili
Gusset. Lo sentivamo attraverso le pareti. Cos faccio alla
signora Butterfield: "Se lo sapeva il suo pap in America,
mica lo permetteva, neanche per un secondo", e qui l'amica
fece segno di s con la testa, in segno di conferma, "anzi, se
lo portava via in un batter d'occhio". Ed eccoci qua. Adesso
cos' che ha da dire?
Prima che il cantante potesse dare una risposta irripetibile,
come preannunciava la piega della sua bocca, la signora
Schreiber accorse in aiuto della piccola domestica, che era
in evidente difficolt. La signora Harris e la signora
Butterfield sono le vicine di quelle persone, i Gusset, cio i genitori
a cui  stato affidato Henry... O per meglio dire, la madre
l'ha lasciato da loro quando si  risposata, ma poi i soldi non
sono pi arrivati e lei era irreperibile e quelli hanno cominciato
a maltrattare il bambino. La signora Harris non ce la
faceva pi e l'ha portato qui da lei. E una brava donna e ha
agito solo per il bene di Henry e... Di colpo si rese conto
che si stava ingarbugliando, proprio come la domestica un
momento prima, e si zitt, confusa, lanciando un'occhiata al
marito perch intervenisse.
 andata cos, Kentucky, conferm il signor Schreiber
inserendosi nel discorso, anche se forse lo si poteva dire
meglio. Quando l'ha portato qui, la signora Harris non sapeva
chi fosse il padre, sperava solo di rintracciarlo. Pensava che,
se avesse scoperto che il ragazzo veniva maltrattato e aveva
bisogno di lui, di sicuro il padre l'avrebbe preso con s.
Kentucky schiocc la lingua e le nocche con un ritmo curioso
che usava ogni tanto in una ballata e quando ebbe finito
profer: Oh, ma davvero? Poi spost lo sguardo sulle due
domestiche e disse: Sentitemi bene, vecchie streghe ficcanaso,
lo sapete cosa potete fare con quel moccioso? Lo potete
rispedire dritto dritto da dove  venuto, ecco cosa. Non ve
l'ho chiesto io di portarlo qui, non lo voglio, e non ci penso
neanche a tenerlo con me. Io sono solo un campagnolo, ma
ci capisco abbastanza per sapere che il pubblico non vuol
sentirne parlare, di divorzi e bambini, e se vi inventate qualche
giochetto strano per obbligarmi a prenderlo con me, dico a
tutti che siete un branco di contaballe, straccio il contratto e
ciao ciao Kentucky Claiborne. E ho dieci milioni di ragazzini,
americani al cento per cento, che stanno dalla mia parte.
Pronunciata l'omelia, Claiborne lasci correre lo sguardo
sul gruppetto, senza soffermarsi nemmeno un secondo sul
figlio, poi concluse: Be', gente, questo  tutto. Ci vediamo.
Al che si alz e usc col suo passo dinoccolato.
Il signor Schreiber diede libero sfogo ai suoi sentimenti.
Verme schifoso! esclam.
La signora Butterfield si gett il grembiule sulla testa e
and a rifugiarsi in cucina.
La signora Harris si tir su, pallida come un morto, e ripet:
Sono una vecchia strega ficcanaso. E aggiunse: Ho
combinato un disastro, vero?
Ma il pi derelitto era il piccolo Henry, in piedi al centro
della stanza. Al colmo della saggezza e della tristezza, il bambino
mormor: Cribbio, un pap cos non lo volevo neanche
se mi pagavano.
La signora Schreiber gli si avvicin, lo prese tra le braccia
e scoppi in lacrime.
Di fronte al crollo totale e definitivo di tutti i suoi sogni e
di tutte le sue illusioni, invece, la signora Harris era talmente
a pezzi da non riuscire a fare nemmeno quello.

 Capitolo 21.

La mente della signora Harris le aveva giocato un tiro mancino
spingendola a credere che Kentucky Claiborne avrebbe
accolto il figlio a braccia aperte trasformandosi in una pasta
d'uomo. Adesso, per, le us una gentilezza: si svuot completamente.
Le permise di arrivare in camera sua, spogliarsi,
indossare la camicia da notte e mettersi a letto, dopodich
stese un velo pietoso sull'intero accaduto. In caso contrario
l'orgoglio indomito della signora Harris non avrebbe retto
all'umiliazione. I suoi sogni di un futuro radioso per il bambino,
che aveva nutrito a lungo e ai quali aveva dedicato tutta
se stessa, erano crollati. Da quel momento rimase sdraiata
con gli occhi spalancati a fissare il soffitto: vedeva, sentiva,
ma non diceva niente.
Quando la trov cos, la signora Butterfield cacci un urlo
di paura e angoscia, che scaten l'allarme e fece accorrere in
cucina la padrona di casa.
Oh signora, balbett il donnone cercando di calmarsi, si
tratta di Ada. C' qualcosa che non va...  terribile. Se ne sta
l sdraiata e basta, come mezza morta, e non dice una parola.
La signora Schreiber and a controllare la figura mingherlina
con i capelli arruffati rintanata sotto le coperte, ancora pi
mingherlina e arruffata adesso che la sua irruenza era venuta
meno. Fece un paio di tentativi di scuoterla, invano, poi corse
dal marito e telefon al dottor Jonas, il medico di famiglia.
Il dottore la visit e alla fine diede il responso. Questa
donna ha subito un grave choc, spieg agli Schreiber. Voi
ne sapete qualcosa?
Altroch, rispose il signor Schreiber, e si lanci nel
racconto dell'intero accaduto fino alla scena del padre che
rifiutava di assumersi le sue responsabilit.
Il dottore annuiva con il capo. S, capisco, comment.
Be', dobbiamo solo aspettare. A volte la natura rimedia in
questo modo a un evento intollerabile. Sembra una donna
di grande vitalit, e a mio avviso non ci metter molto a
riprendersi.
Eppure pass una settimana prima che la nebbia discesa
sulla signora Harris cominciasse ad alzarsi, e l'impulso sopraggiunse
in maniera alquanto straordinaria.
Gli Schreiber non ce la facevano pi ad aspettare. Morivano
dalla voglia di dire alla piccola domestica cosa era successo nel
frattempo, certi che, se solo lei fosse tornata in s, la notizia
avrebbe contribuito ad abbreviare la sua convalescenza.
Un giorno, poco dopo pranzo, squill il telefono. A rispondere
fu la signora Schreiber. Anche il marito era presente,
perch il suo ufficio non era lontano e preferiva pranzare
a casa. Mi perdoni, potrei parlare con la signora Harris?
esord una voce inglese educata ed elegante.
Oh cielo, temo di no. Vede, non sta bene. Chi parla,
prego? indag la signora Schreiber.
Oh cielo, le fece eco la voce, aggiungendo subito dopo:
Non sta bene, ha detto? Sono Bayswater... John Bayswater
di Bayswater, Londra. Niente di grave, spero. -
 un certo Bayswater che cerca la signora Harris, bisbigli
la signora Schreiber al marito. Poi, parlando di nuovo
nella cornetta: E un suo amico?
Ritengo di potermi considerare tale, rispose il signor
Bayswater. Mi ha chiesto di telefonarle se fossi venuto di
nuovo in visita a New York, e senza dubbio il mio principale,
il marchese de Chassagne, l'ambasciatore di Francia, si preoccuper
per lei. Sono il suo autista.
Adesso la signora Schreiber ricordava. Con la mano sul
ricevitore, inform velocemente il marito.
Digli di passare a trovarla, sugger lui. Che male pu
fare? Anzi, forse le far bene, chi lo sa.
Venti minuti dopo un ansioso Bayswater, impeccabile
nell'uniforme grigia a spina di pesce e il cappello elegante in
mano, apparve alla porta. Gli Schreiber lo accompagnarono
fino alla camera della donnina, in fondo alla quale incombeva
la figura della signora Butterfield. Da quando l'amica si era
ammalata, era in uno stato di perenne agitazione e non faceva
che tirare su con il naso.
La signora Harris aveva ripreso a mangiare, t con pane imburrato
o biscotti secchi, ma non riconosceva ancora nessuno.
A quanto pareva il signor Bayswater era molto preoccupato
per qualcosa, ed era stata la preoccupazione a portarlo a
New York. La Rolls pi perfetta con cui fosse mai convolato
a nozze aveva sviluppato un rumore misterioso al suo interno,
un rumore a malapena udibile per chiunque tranne che per il
suo orecchio allenato, al quale suonava come il rombo di un
tuono durante un temporale estivo, e che lo faceva impazzire.
Non poteva tollerarlo, soprattutto in una Rolls che aveva avuto
l'onore di scegliere e collaudare di persona.
Il mestiere, le nozioni tecniche, l'acume e gli anni di esperienza
non erano bastati a individuare l'origine del disturbo
e il signor Bayswater non si dava pace. Aveva portato l'automobile
a New York per un esame pi approfondito al centro
assistenza della Rolls-Royce. Lasciata la macchina in officina,
pensava che una chiacchierata con la signora Harris l'avrebbe
risollevato dalla tristezza causata da quell'imperfezione.
Adesso, tuttavia, si trov davanti la pallida donnina ridotta
al fantasma di se stessa, con le guance incavate e uno sguardo
rannuvolato negli occhietti che fino ad allora erano sempre
stati vivaci, maliziosi e allegri. A quel punto tutti i pensieri
sulla Rolls fuori uso vennero spazzati via e per la prima volta
dopo tanti, tantissimi anni l'autista avvert un dolore nuovo.
Si avvicin al letto, si sedette, le prese la mano nella sua,
incurante degli Schreiber e della signora Butterfield, e con i
soliti scivoloni di quando provava una forte emozione disse:
Su, su, Ada, cos non va mica bene, eh! Cos' che  successo,
'nsomma, si pu sapere?
Qualcosa nella sua voce fece effetto. Forse fu l'accento
familiare a girare la chiave nella toppa e ad aprire la porta
giusta. Sta di fatto che la signora Harris alz la testa e vide
il volto elegante e altero del signor Bayswater, not i riccioli
grigi, il naso quasi aristocratico e le labbra sottili, e con voce
debole mormor: Salve, John. Qual buon vento la porta?
Lavoro, rispose l'autista. Mi aveva detto di darle un
colpo di telefono se fossi passato di qui. Cos ho fatto, e mi hanno
detto che non era molto in forma. Cos' che  successo?
Anche gli altri si erano lanciati avanti. Oh Ada, grazie a
Dio stai meglio, pigol la signora Butterfield.
Oh signora Harris,  meraviglioso! Sta meglio, vero? Ci ha
fatto preoccupare cos tanto, piagnucol la signora Schreiber.
Signora Harris! Signora Harris, ascolti! E tutto a posto,
abbiamo una notizia meravigliosa da darle! tuon il signor
Schreiber.
Il viso e la voce del signor Bayswater avevano davvero
rimesso in carreggiata la piccola domestica, rammentandole
il piacevolissimo viaggio da Washington a New York fatto
in sua compagnia e la sosta ancora pi piacevole al famoso
ristorante lungo la strada dove aveva assaggiato la deliziosa
zuppa di vongole del New England, a base di vongole, porri,
patate e panna. Sarebbe stato meglio se fosse riuscita a vivere
nei ricordi un po' pi a lungo, ma ahim, le urla degli altri
spezzarono subito l'incantesimo e la riportarono alla dura
realt. No, no! gemette coprendosi il volto con le mani.
Andate via... non riesco neanche a guardarvi in faccia. Sono
una stupida vecchia ficcanaso che rovina tutto quello che
tocca. Vi prego, andate via.
Il signor Schreiber, per, non aveva intenzione di gettare
la spugna proprio adesso e insistette: Ma signora Harris,
non capisce...  successa una cosa fantastica dopo che lei...
voglio dire, dopo che lei non  stata bene. Una cosa assolutamente
stupenda! Vogliamo adottare il piccolo Henry! Sar
nostro figlio. Rimarr qui con noi, se lei  d'accordo. Sa che
gli vogliamo bene e lui vuole bene a noi. Con noi avr una
casa e una famiglia e ricever un'istruzione.
La donnina era ancora a pezzi e sent solo la met delle
parole, ma cap che c'era di mezzo il bambino, e in pi il signor
Schreiber sembrava tutto allegro. Cos spost le mani dal
viso e si guard intorno: assomigliava proprio a una piccola
scimmia infelice.
 un'idea di Henrietta, spieg il signor Schreiber. Il
giorno dopo ho subito preso da parte Kentucky e abbiamo
fatto un'altra chiacchierata. Non  cattivo, quando si impara a
conoscerlo. Solo che non gli piacciono i bambini.  convinto
che perderebbe i suoi ammiratori, se saltasse fuori che si 
sposato e ha divorziato all'estero e che ha un figlio per met
inglese. Cos gli ho detto che se non aveva niente in contrario
volevamo adottarlo noi, io e Henrietta, e allevarlo come se
fosse figlio nostro.
"Vecchia strega ficcanaso. Riporti il moccioso in
Inghilterra", mi ha detto, cit a braccio la signora Harris. Suo padre.
Ma non capisce, riprese il signor Schreiber. Lui non
ci dar problemi. Funzioner al cento per cento per tutti. Il
bambino ha la cittadinanza americana, perci ha il diritto di
stare qui. Kentucky  il padre legittimo, lo dimostra il fascicolo
dell'aviazione. Abbiamo scritto in Inghilterra per farci
mandare il certificato di nascita. Non ci saranno problemi
per nessuno, perch Claiborne ha il diritto di tenerlo qui,
essendo suo padre. I legali stanno preparando i documenti
per l'adozione e appena saranno pronti glieli faremo firmare.
Ormai qualcosa aveva fatto breccia, perch la domestica si
rivolse al suo datore di lavoro con un'espressione leggermente
pi allegra e gli chiese:  proprio sicuro? Con voi avr una
casa e una famiglia.
Ma certo, esclam il signor Schreiber, lieto che avesse
afferrato le sue parole. Si fidi, quello era contento come una
pasqua di sbarazzarsi... voglio dire, anche a lui fa piacere che
il bambino resti con noi.
La signora Schreiber, sapendo che la donnina aveva vissuto
fin troppe emozioni in cos poco tempo, diede un colpetto con
il gomito al marito. Ne parliamo dopo, Joel. Forse adesso
la signora Harris vuole stare un po' sola con il suo amico. Il
signor Schreiber, magnate del cinema, detective e procuratore
distrettuale, dimostr di essere anche un marito modello. Cap
subito l'antifona e si affrett a rispondere: Certo, certo. Noi
adesso dobbiamo proprio andare.
Quando furono usciti tutti, perch anche la signora
Butterfield si era ritirata in buon ordine, il signor Bayswater inizi:
Be', eccoci qua. Tutto  bene quel che finisce bene, no?
Un residuo di nera delusione torn a travolgere la signora
Harris, perch in fin dei conti il suo era stato un sogno bellissimo
e lei ci si era crogiolata a lungo. Sono una scema,
disse. Un'impicciona senza cervello che non sa farsi gli affari
suoi. Ho dato problemi a tutti e basta. Io, che ero cos sicura
di trovare il padre del piccolo Enry in America. Cielo, che
razza di pasticcio ho combinato.
Il signor Bayswater fece per darle un colpetto sulla mano
e con grande sorpresa scopr che la teneva ancora nella sua,
cos si limit a stringerla. Vuole scherzare, la consol. Non
deve dire cos. A me sembra che sia riuscita a trovare non uno
ma ben due padri per il piccolo Enry. Due al prezzo di uno
non  cos male.
Per la prima volta il viso della signora Harris fu illuminato
da un accenno di sorriso, ma la donnina non aveva intenzione
di accantonare tanto facilmente l'umoraccio e i sensi di colpa.
Poteva essere una catastrofe, osserv, se non era per il
signor Schreiber. Che fine faceva il piccino se non era per lui?
Che fine avrebbe fatto il piccino se non fosse stato per
lei? ribatt il signor Bayswater rivolgendole un sorriso.
La signora Harris glielo restitu. John, qual buon vento
la porta a New York?
L'elegante chauffeur, costretto a ricordare i propri guai,
fu percorso da un leggero brivido e si pass il dorso della
mano sulla fronte. Si tratta della Rolls, confess. Fa un
rumore strano e non capisco da dove viene. Sto uscendo di
brocca... voglio dire, sto perdendo il senno. Ormai  pi
di una settimana. Non  la scatola del cambio, e neanche
la marmitta o il filtro dell'aria. Ho fatto smontare l'asse di
trazione, e non  nemmeno quello. Ho guardato nel sistema
idraulico e ho smontato il motore: non  lo spinterogeno, e
la pompa dell'acqua non c'entra niente. A volte pu esserci
un ticchettio che viene dalla cinghia del ventilatore, ma non
 nemmeno quello.
Come fa? domand la signora Harris, dimostrando di
essere una donna che sapeva interessarsi anche al mondo di
un uomo.
Be', non  proprio un picchiettare o un ticchettare, ma
direi che non  nemmeno un grattare o un cigolare... e neppure
un borbottare o un fischiare, spieg. Eppure c', e io
lo sento. In una Rolls-Royce non bisognerebbe sentire niente,
perlomeno non nella mia Rolls-Royce. Viene da qualche parte
sotto il sedile, ma non proprio da l... pi verso il sedile posteriore,
e mi sta facendo impazzire. E come se il buon Dio avesse
detto: "Ehi tu, che sei cos orgoglioso della tua automobile.
Dicevi che era perfetta. Adesso ti faccio vedere io. Prova un
po' a cavartela con questo, signor Montato". Mica vero che
sono montato, prosegu il signor Bayswater, solo che amo
le Rolls.  tutta la vita che non amo nient'altro. E tutta la vita
che cerco quella perfetta, e l'avevo trovata... finora.
La sofferenza disegnata sui bei tratti del maturo autista
commosse la signora Harris facendole dimenticare i suoi guai.
La donnina desiderava con tutto il cuore confortare l'amico,
come lui era riuscito a confortare lei. Nella sua mente, ora
fresca e riposata, cominciava ad affacciarsi un vago ricordo
di tanto tempo prima, che di colpo divenne nitido. Qualche
anno fa lavoravo per sta signora, raccont, una che
era proprio ricca sfondata. Aveva la Rolls con l'autista e un
giorno la sento che fa: "James, c' qualcosa che scricchiola in
fondo alla macchina. Sistemala prima che mi venga una crisi
di nervi". Capperi, quello  quasi uscito di testa, ma il guasto
non si trovava. Ha portato la macchina a smontare e rimontare
due volte, e poi  saltato fuori per caso. Lo sa che cos'era?
No, rispose l'autista. Che cos'era?
Una forcina che era caduta ed era andata a ficcarsi dietro
il sedile. Ma non sar quello, no? Il marchese non porta mica
le forcine.
Il signor Bayswater fece un altro scivolone, un vero, grosso,
succoso scivolone. Cribbio, esclam, che Dio mi fulmini!
e sul suo volto c'era l'espressione del condannato a
morte cui il governatore ha appena concesso la grazia. Mi
sa che c'ha ragione! Il marchese non le porta le forcine, ma
la settimana scorsa, dopo una festa, ho accompagnato a casa
madame Mogahdjibh, la moglie dell'ambasciatore siriano.
Aveva la testa piena di forcine nere grosse cos. Ada, ragazza
mia, ecco il bacio che non ha avuto sulla nave, e si chin su
di lei sfiorandole la fronte con le labbra. Poi balz in piedi
e dichiar: Vado subito a controllare. Ci vediamo presto,
e usc di corsa.
Rimasta sola, la signora Harris riflett sulla faccenda della
perfezione. A quanto pare l'umanit non fa che cercarla, come
illustrava bene la sofferenza del signor Bayswater per un
problema che aveva distrutto la perfezione della macchina
pi bella del mondo. Allora pens che forse la perfezione
appartiene solo all'Essere Altissimo che talvolta pare amico
dell'umanit e talvolta no, e altre volte sembra persino un
po' geloso.
Aveva chiesto troppo? S, rispose con veemenza una voce
dentro di lei, decisamente troppo. Aveva tentato di impersonare
non solo la fatina buona, ma quasi Dio stesso, e la punizione
non si era fatta attendere. Poi i pensieri tornarono al vestito
di Dior, un tempo cos splendido e perfetto, e al brutto pannello
bruciacchiato l a ricordarle che, bench l'abito si fosse
rovinato, l'esperienza le aveva regalato qualcosa di meglio:
degli amici meravigliosi.
A quel punto le ci volle poco per capire che, se proprio la
missione di ricongiungere il piccolo Henry al padre non era
stata un successo, non era stata nemmeno un totale fallimento.
Nella vita niente riesce mai al cento per cento, ma spesso ci
si pu accontentare di meno, e questa  la lezione pi grande
che si possa imparare. Il bambino era sfuggito agli ignobili
Gusset e aveva trovato due genitori adottivi che gli volevano
bene e che avrebbero fatto di lui un uomo buono e istruito;
e lei, Ada Harris, aveva conosciuto un Paese nuovo e un popolo
nuovo e ci si era affezionata. Continuare a lamentarsi
di fronte a una simile fortuna le parve di colpo una cosa da
ingrati. Gli Schreiber erano cos felici, e il piccolo Henry pure;
come poteva non esserlo anche lei, solo perch il suo ridicolo
sogno di gloria era andato in frantumi?
Ada Arris, disse tra s e s, dovresti proprio vergognarti.
Te ne stai qui con le mani in mano quando c' del lavoro da
fare. Poi grid: Violet!
La signora Butterfield trotterell nella stanza come un
ippopotamo sopraffatto dalla gioia. Mi hai chiamato, cara?
Dio ti benedica, sei tornata in te.
Ti va di farmi una tazza di t, tesoro? disse la signora
Harris. Ho idea che adesso mi alzo.

 Capitolo 22.

A maggio e giugno New York mostrava l'incanto dei primi
giorni d'estate, con le ragazze a passeggio nei loro vestitini
leggeri, i parchi in piena fioritura e il cielo di un azzurro
limpido, ma a luglio sopraggiungeva un'afa pesante che ti si
appiccicava addosso. Casa Schreiber ora funzionava come un
orologio, grazie al personale fisso che la signora Harris aveva
addestrato e educato alla disciplina, gli Schreiber avevano
sbrigato le ultime formalit per diventare i genitori adottivi di
Henry Brown e il bambino aveva gi una camera tutta sua. Pi
il tempo passava, pi si avvicinavano due momenti cruciali.
Uno era l'inizio delle vacanze, l'esodo annuale dalla citt
torrida alle localit di mare o montagna dal clima temperato;
e l'altro era l'imminente scadenza, il 17 luglio, del visto temporaneo
per gli Stati Uniti concesso alle signore Butterfield
e Harris.
Gli Schreiber ne discussero a lungo fra loro, finch una
sera le due domestiche furono convocate nello studio del
padrone di casa, dove marito e moglie le attendevano con
un'espressione seria in volto.
Cara signora Harris, cara signora Butterfield, non restate
in piedi, prego, sedetevi, esord la signora Schreiber. Io e
mio marito vorremmo parlarvi di una cosa.
Le due inglesi si scambiarono un'occhiata e poi, con circospezione,
si sedettero ciascuna sul bordo della rispettiva
sedia. Il signor Schreiber e io abbiamo affittato un villino nel
Maine, davanti al mare, per noi e il piccolo Henry, prosegu la
padrona di casa. Pensiamo di trasferirci l per qualche mese,
a riposarci per benino. Il signor Schreiber  molto affaticato
dopo il lavoro che ha fatto per riorganizzare la sua societ e
per un po' non vogliamo ricevere nessuno. L'appartamento
possiamo lasciarlo in mano ai domestici, ma ci chiedevamo
se lei, signora Harris, e lei, signora Butterfield, non voleste
venire con noi a Forest Harbour per fare compagnia a me e
al bambino durante la nostra permanenza. Ci fareste felici.
Le due donne si scambiarono di nuovo uno sguardo. Dei
visti non vi dovete preoccupare, intervenne il signor
Schreiber. Ho degli amici a Washington che possono estenderli
per altri sei mesi. Gliel'avrei chiesto comunque.
E in autunno, quando torneremo... Be', speravamo che
voleste rimanere ancora con noi, riprese la moglie. Poi, senza
pi trattenersi, aggiunse: Insomma, speravamo di convincervi
a rimanere con noi per sempre. Vedete, il piccolo Henry vi
 molto affezionato, e anche noi... Voglio dire, abbiamo un
debito di gratitudine con voi che non potremo mai ripagare. Se
non fosse stato per voi non avremmo mai conosciuto il nostro
Henry, e io e mio marito gli vogliamo gi un bene dell'anima.
Vorremmo che non andaste mai via, tutto qui. Non dovrete
pi rompervi la schiena a lavorare e la nostra casa sar la
vostra casa. Allora, rimarrete? Verrete con noi quest'estate?
Nel silenzio che segu, per la terza volta le due londinesi si
scambiarono uno sguardo e i menti della signora Butterfield
cominciarono a tremare. Come portavoce e capitano della
ciurma, la signora Harris cerc di controllarsi, ma l'offerta
aveva commosso anche lei. Dio vi benedica tutti e due per
la vostra gentilezza, disse. Violet e io ne parliamo da giorni.
Ci rincresce tantissimo ma... non possiamo.
Il signor Schreiber era esterrefatto. Ne parlate da giorni?
Perdinci, ma se ve l'abbiamo appena detto. Noi stessi non lo
sapevamo fino a poco fa...
Ce lo aspettavamo, confess la piccola domestica, mentre
la signora Butterfield, ormai con tutti i menti ballonzolanti, si
asciugava l'angolo dell'occhio con il grembiule mormorando:
Che care, care persone, cos gentili.
Vuole dire che sapevate tutto del villino in campagna,
sapevate che volevamo portarvi con noi? domand l'uomo,
attonito.
Le voci girano. Anche i muri hanno le orecchie, sa? Secondo
lei di cosa dovrebbe chiacchierare la servit, se non di
quel che succede nelle stanze dei padroni? rivel la signora
Harris senza alcun imbarazzo.
Allora non rimarrete? chiese la signora Schreiber con
una punta di tristezza nella voce.
Tesoro, rispose lei, faremmo qualsiasi cosa per ripagarvi
della vostra gentilezza e per aver dato al piccolo Enry
una casa e una possibilit nella vita, ma ormai  deciso. Non
possiamo, non possiamo e basta.
Il signor Schreiber, vedendo la delusione della moglie,
indag: Cosa c' che non va? L'America non vi piace?
Santiddio, proruppe la donnina, non  mica per quello.
L'America  meravigliosa, al mondo non c' niente che le
assomiglia. Vero, Violet?
La signora Butterfield era talmente in preda all'emozione
che riusc solo ad annuire in silenzio.
E allora qual  il problema? insistette l'uomo. Se  per
i soldi, potremmo...
Oh, soldi! esclam la signora Harris inorridita. Ci
escono dalle orecchie. Non vogliamo pi nemmeno un penny
da voi. Il fatto  che... abbiamo nostalgia di casa.
Nostalgia di casa, le fece eco il signor Schreiber. Con
tutto quello che avete qui? Perdinci, non vi manca niente.
Infatti, conferm la piccola domestica. Qui c' troppo
di tutto. Abbiamo nostalgia di casa e del poco che avevamo.
Tempo scaduto. Vogliamo tornare a Londra. E d'un
tratto, dal profondo del cuore, le usc un gemito angosciato
che commosse la signora Schreiber e non lasci indifferente
nemmeno il marito: Non chiedeteci di rimanere, vi prego...
e non chiedeteci perch.
Anche se gli Schreiber conoscevano Londra, ci avevano
vissuto e si erano trovati benissimo, come poteva spiegare
loro che lei e la signora Butterfield aspiravano solo al ritmo
pacato e tranquillo di quella grande citt grigia e caotica dove
erano nate e cresciute?
I grattacieli scintillanti di New York attiravano lo sguardo
verso il cielo; l'incredibile rombare del traffico incessante e
i canyon brulicanti ai piedi degli enormi palazzi eccitavano i
nervi e facevano battere forte il cuore; gli splendidi negozi e
i teatri, le meraviglie dei supermercati... Tutto ci era fonte
di continuo entusiasmo per la signora Harris. Dunque come
spiegare il desiderio di tornare in un luogo dove file e file
di edifici grigi e scialbi si stendevano a perdita d'occhio o si
trasformavano in piazzette caratteristiche, tranquille, circondate
dagli alberi, o in strade dove ogni casa era dipinta di un
colore diverso?
Come far capire ai loro amici che a lungo andare l'entusiasmo
si affievolisce, che desideravano la quiete e la confortante
bruttezza di Willis Gardens, dove in primavera gli zoccoli del
vecchio cavallo che tirava il carretto del fioraio risuonavano
nel silenzio, cloppete cloppete cloppete, e il passaggio di un
taxi era quasi un evento?
In tutto quel viavai frenetico, in quella citt illuminata dai
neon e dall'elettricit, dove comunque le due domestiche
erano state ben contente di vivere per un breve periodo, c'era
forse qualcosa di paragonabile al piacere di bere una tazza di
t insieme la sera, a casa dell'una o dell'altra, in un angolino
di Londra che era tutto loro?
Tanto meno avrebbero potuto dire a quelle brave persone,
senza ferire i loro sentimenti, che pativano terribilmente la
mancanza di un entusiasmo del tutto diverso, e cio l'animazione
quotidiana del loro impiego a ore.
A Londra ogni giornata regalava qualcosa di diverso, una
nuova avventura, un nuovo pettegolezzo; capitava qualcosa
di bello, qualcosa di brutto, c'erano motivi per rallegrarsi o
per indignarsi insieme. Le due donne lavoravano non per un
solo cliente ma per una decina o pi, ciascuno di umore e
temperamento variabile. Quei clienti avevano una vita, speranze,
ambizioni, preoccupazioni, guai, andavano incontro a
successi e fallimenti, e la signora Harris e la signora Butterfield
li condividevano con loro per un paio di ore al giorno. Cos,
al posto di una vita, ne vivevano almeno dieci, vite ricche e
piene, perch i datori di lavoro si confidavano con loro, come
si usava a Londra.
Che aspetto aveva la nuova ragazza del maggiore Wallace,
che lui aveva descritto come la cugina appena arrivata dalla
Rhodesia, ma che invece aveva conosciuto due sere prima
all'Antelope, come ben sapeva la signora Harris? Quali nuove
richieste avrebbe presentato la contessa Wyszcinska l'indomani,
che le sarebbe toccato respingere con fare energico
e sdegnato? L'Express avrebbe pubblicato un bell'articolo
scandalistico su come Lord Vattelapesca fosse stato colto in
flagrante dalla moglie mentre si sbaciucchiava con Pamela Tal
dei Tali fra i vasi di palme a quella festa sfrenata a Mayfair? Di
sicuro ci sarebbe stata anche la signora Fford Ffoulkes, quella
con le doppie F e la fama di brillante e fascinosa divorziata,
e il pomeriggio successivo, fra le tre e le cinque, l'orario in
cui la signora Harris faceva le pulizie a casa sua, le avrebbe
raccontato tutto per filo e per segno, compresi i dettagli pi
succosi che l'Express aveva dovuto omettere per non beccarsi
una querela.
Poi c'era il divertimento legato all'altro cliente scapolo,
il signor Alexander Hero, che di professione ficcava il naso
nelle dimore infestate dai fantasmi e aveva un misterioso
laboratorio dietro casa, in Eaton Mews. La signora Harris si
occupava di lui come una madre, anche se ne aveva un po'
paura. Conoscere qualcuno che aveva a che fare con gli spettri
era intrigante e spaventoso al tempo stesso, e lei ci sguazzava.
Anche questioni secondarie come la ricerca del parrucchino
scomparso del signor Pilkerton, o la convalescenza del barboncino
nano degli Wadham, un cagnolino buonissimo con
il pelo rossiccio che si ammalava sempre, o il vestito nuovo di
Lady Dant, che forse non sarebbe stato pronto in tempo per
il gran ballo, facevano s che ogni giornata fosse interessante.
Senza dimenticare la tensione di quando all'improvviso
decideva di piantare in asso un cliente che si era comportato
male o aveva calpestato le regole stabilite dall'associazione delle
domestiche, e la grande avventura di sceglierne uno nuovo; la
chiamata dell'ufficio di collocamento o delle Universal Aunts,
le domande al potenziale datore di lavoro, la decisione finale
e poi l'eccitazione della prima visita al nuovo appartamento,
un autentico palazzo di tesori da perlustrare palmo a palmo.
A New York, che pure era la citt pi grande del mondo,
c'era forse qualcosa di paragonabile?
Le pi piccole cose spingevano la signora Harris e la signora
Butterfield verso casa. Il cibo non era mai stato presentato in
modo cos invitante eppure, ahim, cos impersonale come
nel gigantesco supermercato dove facevano la spesa. Ogni
costoletta, ogni foglia di lattuga, ogni carota, gi pulita e
luccicante, stava nel suo involucro di cellofan sul bancone
immacolato, dopo essere stata lavata, confezionata, imballata,
etichettata, prezzata ed esposta senza essere toccata dalle mani
dell'uomo. Le due domestiche aspiravano solo all'ambiente
familiare di Warbles', il fruttivendolo all'angolo, con la sua
esposizione di verdure appassite, cavoli stentati e cavoletti
di Bruxelles rinsecchiti, ma con un profumo di spezie e bei
ricordi, e presieduto dal pingue signor Warbles in persona.
Volevano vedere il signor Hagger, il macellaio, mentre tagliava
una costoletta e la buttava sulla bilancia con un: Ecco qui,
cara, un pezzo d'agnello inglese che pi buono non si pu. Fa
uno scellino, due pence e mezzo penny, poi la avvolgeva in
un foglio di giornale del mese prima e la porgeva al di sopra
del bancone come fosse un grande regalo.
A New York avevano provato tutti i posti pi favolosi per
fare uno spuntino: il sontuoso Child's, con le frittelle cosparse
di sciroppo d'acero di cui la signora Harris andava ghiotta;
le tavole calde a gettoni, dove i distributori automatici producevano
tazze di caff come per miracolo; e anche i lunghi
banconi dei drugstore dove i camerieri in casacca bianca aggiungevano
una spruzzata di soda allo sciroppo di cioccolato e
preparavano tramezzini regali a tre o quattro strati. Eppure le
due donne nate all'ombra del Big Ben, e a cui Londra calzava
come un guanto, si ritrovarono a desiderare il cicaleccio di
una sala da t, o il calore e l'aroma pungente di un ristorante
che serviva pesce fritto e patatine.
I bar e le rosticcerie di Lexington e della Terza Avenue dove
facevano un salto ogni tanto erano posti scintillanti pieni di
specchi, mogano e finiture dorate in cui si poteva guardare la
televisione gratis, ma le mesdames Harris e Butterfield aspiravano
all'odore di muffa del Crown, vicino alle loro dimore,
e alla comodit della sua sala bar, dove due signore potevano
sorseggiare una birra o un bicchierino di gin in santa pace,
dedicarsi a conversazioni raffinate o concedersi una partita
a freccette.
I poliziotti di New York erano forti e virili, in gran parte
irlandesi, ma non erano i bobby, punto e basta. La signora
Harris aveva il magone quando ripensava alle chiacchierate
per strada con l'agente Hooter, protettore e psichiatra dell'intero
quartiere.
I suoni, gli odori e i ritmi, i cieli, i tramonti e le piogge di
Londra erano completamente diversi da quelli della favolosa
citt di New York e lei smaniava per tornarci. Avrebbe voluto
addirittura perdersi in un bel nebbione come se ne vedono
solo a Londra.
Ma gli Schreiber come potevano saperlo?
Forse, per, oltre ad avere un piacevole ricordo della loro
permanenza a Londra, i suoi datori di lavoro erano anche
pi sensibili di quel che credeva, perch prestarono ascolto
al suo appello e non fecero altre domande. Con un sospiro, il
signor Schreiber disse soltanto: Be', se dovete andare, dovete
andare, immagino. Me ne occupo io.

 Capitolo 23.

Anche se a New York succede quasi tutte le settimane, la
partenza di un transatlantico  sempre un evento eccezionale,
specie se si tratta della nave pi imponente che abbia mai
solcato i mari, la Queen Elizabeth.
Il trambusto raggiunge l'apice d'estate, quando gli americani
sciamano nel Vecchio Continente per le vacanze, e gli
accessi al molo 90 sotto la sopraelevata della Cinquantesima
si intasano di taxi e lussuose limousine carichi di passeggeri
e bagagli. Il molo pullula di viaggiatori e facchini e a bordo
dell'enorme piroscafo sembra sia in corso una grande festa,
spezzettata in feste pi piccole solo dalle pareti di scalette e
cabine, perch in ogni alloggio i passeggeri intrattengono gli
amici a suon di champagne, whisky e tartine.
Le feste di addio di questo tipo si caratterizzano per l'allegria
contagiosa, una vera espressione dello spirito vacanziero.
Fra tutte quelle in corso sulla Queen Elizabeth il 16 luglio, data
della partenza estiva, la pi allegra si svolgeva senza dubbio
nella cabina numero A. 59, la pi bella e ampia della classe
turistica. Qui, alle tre del pomeriggio, prima della partenza
prevista per le cinque, le mesdames Harris e Butterfield tenevano
banco in una profusione di rose e orchidee.
In giornate simili i reporter non si avventurano in turistica,
ma si concentrano sulle celebrit sistemate nelle classi superiori.
Stavolta sprecarono un'occasione, e tanto peggio per loro,
perch gli ospiti riuniti alla festa della signora Harris erano
non solo famosi ma anche eterogenei. C'era, per esempio,
l'ambasciatore francese negli Stati Uniti, il marchese Hypolite
de Chassagne, accompagnato dal suo autista, il signor John
Bayswater di Bayswater, Londra.
Poi si sarebbero imbattuti nel signor Joel Schreiber, presidente
della North American Pictures and Television Company
Inc., di recente salito agli onori della cronaca per aver ingaggiato
Kentucky Claiborne con un contratto da dieci milioni
di dollari, accompagnato dalla moglie Henrietta e dal figlio
appena adottato, Henry Brown Schreiber, di quasi nove anni.
Davvero un caso fortunato, che i falchi della stampa newyorkese
si fossero lasciati sfuggire la famigliola, altrimenti
avrebbero avuto qualche domanda da fare sull'improvvisa
metamorfosi del bambino: da figlio di Lord Dartington di
Stowe e nipote del marchese de Chassagne, il cui arrivo negli
Stati Uniti era stato documentato con articoli e fotografie, a
figlio adottivo degli Schreiber.
Fra gli ospiti c'erano anche un signor Gregson, una signorina
Fitt e una signora Hodge, rispettivamente maggiordomo,
cameriera e cuoca di casa Schreiber.
Infine completavano la brigata alcuni dei George Brown
di New York che erano rimasti conquistati dalla signora
Harris durante le sue ricerche e che lei aveva aggiunto a una
collezione sempre pi vasta di amici internazionali. C'era il
signor George Brown, l'imbonitore, tutto in ghingheri in un
completo di alpaca e con un nastro variopinto intorno alla
paglietta; il capitano George Brown, comandante del Slobhan
O'Ryan, con i muscoli gonfi sotto l'abito blu della festa e la
moglie mingherlina dietro di lui, quasi fosse un battellino a
rimorchio; c'era l'elegante George Brown di Gracie Square;
due Brown del Bronx; il nostalgico Brown color cioccolato di
Harlem; uno di Long Island e una famiglia Brown di Brooklyn.
La vera identit del padre del piccolo Henry era rimasta
segreta, ma la domestica li aveva informati che la faccenda
si era conclusa felicemente e loro erano venuti a festeggiare
con lei e a salutarla.
Se la signora Harris e la signora Butterfield, i due poli di
attrazione, avessero indossato tutti i mazzolini di orchidee
viola mandati dai loro ospiti, avrebbero barcollato sotto il
peso. Cos la donnina si affid al suo senso del protocollo
e decret di appuntarsi al vestito il dono del marchese de
Chassagne: orchidee bianche legate con nastrini nei colori
della Francia, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti. Intanto
lo champagne scorreva a fiumi e i camerieri assicuravano i
rifornimenti di tartine.
In queste occasioni le bollicine non possono mancare,
perch le conversazioni tendono a ripetersi sempre uguali
con il rischio di stordire.
Il ragazzo diventer un grande giocatore di baseball,
poco ma sicuro, ripet il signor Schreiber al marchese. Ha
lo stesso occhio di Babe Ruth. L'altro giorno gliene tiro una
bassa. Fortunato se la vede, pensavo. E sa cos'ha fatto lui?
No, lo assecond il marchese.
La centra neanche fosse Joe DiMaggio e la manda fuori.
Che gliene pare?
Sbalorditivo, comment il marchese, che non aveva
capito una parola pur intuendo che Henry aveva compiuto
un altro dei suoi prodigi. Ricordava che il presidente degli
Stati Uniti in persona era sembrato colpito dalle doti atletiche
del giovanotto.
Mi saluti Leicester Square, disse il George Brown di
Harlem. Un giorno ci torner. In guerra ci hanno trattato
bene, a noi ragazzi.
Se mi capita davanti il George Brown che ha menato il
bambino, gli mollo un pugno sul naso, tanto per andare sul
sicuro, promise il Brown di Coney Island.
Lei  una gran donna, ripeterono i Brown di Brooklyn.
Un giorno veniamo a trovarla, profetizz un Brown del
Bronx.
Suppongo che il White's e il Buck's siano rimasti uguali,
sospir il Brown di Gracie Square. Quei circoli non cambieranno
mai.
Cara, disse la signora Schreiber per la quarta volta,
quando passa davanti al nostro appartamento di Eaton Square,
gli mandi un bacio per me. Chiss chi ci abita adesso... E
poi, ripensando con un pizzico di malinconia ai vecchi tempi,
quando la vita non era cos complicata, aggiunse: Magari
andr pure a fare le pulizie per il nuovo inquilino. Non la
dimenticher mai, lei e quello che ha fatto per noi. Si ricordi
di scrivermi per raccontarmi tutto.
Bayswater si teneva in disparte, in silenzio, con l'aria smarrita.
Osservava il piccolo Henry, che non sembrava pi tanto
piccolo da quando il suo corpo aveva cominciato a crescere
adattandosi alle dimensioni della testa e la tristezza era scomparsa
per sempre dai suoi occhi. Il bambino abbracciava le
due donne e anche gli altri si accalcavano intorno a loro, cos
era impossibile per l'autista avvicinarsi alla signora Harris e
darle quel che le aveva portato.
Tuttavia riusc a intercettare lo sguardo della donnina e
a quel punto alz le sopracciglia e con una spalla indic la
porta. Fu un movimento impercettibile, ma la signora Harris
colse il messaggio.
Tienili a bada tu un momento, sussurr alla signora
Butterfield. Vado a vedere dov' finito il mio baule.
Non vorrai mica scendere dalla nave, eh? domand
l'altra, in allarme; ma la signora Harris era gi sgusciata fuori
dalla porta.
Fatto qualche passo nel corridoio, con in sottofondo il
tintinnio dei bicchieri, le risate e i saluti che provenivano dagli
alloggi vicini, la signora Harris attacc: Perbacco, non sapevo
proprio come svignarmela per chiederle... era una forcina?
Per tutta risposta il signor Bayswater mise la mano in tasca,
dove c'era un rigonfiamento che spezzava la linea elegante
dell'uniforme, e ne estrasse un pacchetto che consegn alla
piccola domestica. Dentro c'era una boccetta di acqua di Colonia.
Per l'autista era stato uno sforzo immane, giacch non
aveva mai fatto un acquisto simile in vita sua, e per regalarlo
a una donna, poi. All'esterno del pacchetto, fissata con un
elastico, c'era una grossa forcina nera dall'aspetto minaccioso.
La signora Harris studi il reperto. Oh Signore, esclam,
non mi prende in giro?
 la pura verit, asser lo chauffeur con un cenno del
capo. Un affare del genere finisce in una Rolls e sembra che
la macchina sia sul punto di sfasciarsi. Se non fosse stato per
lei, non avrei mai saputo dove cercare. Il profumo  per lei.
Grazie, John. E la forcina la tengo come souvenir. Adesso
sar meglio tornare dentro.
Ma il signor Bayswater non aveva finito. Rimase a cincischiare
con una mano in tasca, indeciso, poi bofonchi:
Ah... Ada, se non le dispiace volevo darle anche un'altra
cosa. Tir fuori la mano dalla tasca e ne svel il contenuto,
che la donnina riconobbe all'istante con un piccolo fremito
premonitore.
Sono le chiavi di casa mia, spieg. Mi chiedevo se ogni
tanto non avesse tempo di passare a dare un'occhiata, solo
per assicurarsi che sia tutto a posto. Numero sessantaquattro
di Willmott Terrace, Bayswater Road, Bayswater.
La signora Harris abbass lo sguardo sulle chiavi nel palmo
dell'autista e avvert una curiosa sensazione di calore, come
aveva provato solo in giovent.
Anche lo chauffeur si sentiva stranissimo e sotto il colletto
di lino gli scendeva un rivoletto di sudore. Nessuno dei due si
rendeva conto che il passaggio delle chiavi aveva un significato
simbolico, ma entrambi capivano che si trattava di un evento
particolare, importante e piacevole.
La signora Harris prese le chiavi dalla mano dell'autista.
Erano calde. Capperi, disse, a quest'ora scommetto che
ci vorr una bella ripulita. Le dispiace se faccio la polvere?
Oh, no, no, si affrett a chiarire il signor Bayswater, non
mi sognerei mai di chiederle una cosa del genere. Pensavo
solo che se potesse dare un'occhiata di tanto in tanto... Be',
ecco, cos saprei che  tutto a posto.
Star via ancora tanto tempo, vero? domand la piccola
domestica.
Non cos tanto, rispose lui. Fra sei mesi sar a casa.
Ho dato le dimissioni.
Sul volto della signora Harris si dipinse un'espressione
di orrore. John, le dimissioni! Perdinci, ma che le  preso?
Cosa far il marchese?
Lui  stato molto comprensivo, disse Bayswater con una
punta di mistero nella voce. Mi sostituir un amico.
Ma la macchina, prosegu la signora Harris, dovr
lasciarla qui?
Oh, non lo so, fece l'autista. Forse bisogna prendere
le cose un po' pi alla leggera. La faccenda della forcina mi
ha dato una specie di scossone, diciamo che mi ha aperto
gli occhi. Comunque  parecchio che meditavo di andare in
pensione. Ho messo da parte abbastanza per tirare avanti. E
avevo firmato solo per un anno: se stessi via di pi, alla fine
mi verrebbe nostalgia di Bayswater.
Come me con Willis Gardens, concord la piccola
domestica.  accogliente, ecco cos', specie la sera con le
tendine tirate e una tazza di t con la signora Butterfield.
E d'istinto, citando inconsapevolmente, aggiunse: Nessun
posto  bello come casa mia.
La vedr al mio ritorno? chiese il signor Bayswater
mettendo a nudo il suo stato d'animo: in fin dei conti le aveva
appena consegnato le chiavi del suo appartamento.
Se capita da quelle parti, rispose la donnina con la stessa
elaborata falsit, visto che le chiavi erano gi in mano sua.
Numero cinque, Willis Gardens, Battersea. Mi trova dopo le
sette, tranne il gioved, che io e la signora Butterfield andiamo
al cinema. Ma se mi manda una cartolina possiamo metterci
d'accordo per un'altra sera.
Non si preoccupi, far cos, assicur il signor Bayswater.
Be', adesso sar meglio tornare dagli altri.
S, credo anch'io.
E si avviarono. Nella mano ruvida la piccola domestica
stringeva un pegno e una promessa: un giorno non troppo
lontano avrebbe rivisto l'amico. E nella tasca vuota, dove prima
teneva le chiavi, il signor Bayswater custodiva la garanzia che
a casa avrebbe rivisto Ada Harris.
Quando rientrarono nella cabina, un orgoglioso signor
Schreiber stava giusto ostentando le doti di Henry a beneficio
del marchese. Per la prima volta la signora Harris not una
differenza nel bambino: la figura irrobustita, il viso da cui
era sparita la diffidenza di uno che si aspetta solo schiaffi e
pugni. Il piccolo Henry non era mai stato un codardo o un
piagnucolone, semplicemente aveva l'aria di chi prevede il
peggio e di solito non si sbaglia. In cos poco tempo era gi
un'altra persona; non ci sarebbe voluto molto perch diventasse
un uomo fatto e finito. La donnina non era ferrata nelle
preghiere ufficiali e la sua idea di Dio cambiava a seconda dei
giorni, ma adesso le apparve come un essere buono, gentile
e amorevole. E a quella figura che assomigliava al Signore
barbuto raffigurato sui santini rivolse un sommesso: Grazie.
Cosa vuoi fare da grande? stava chiedendo il signor
Schreiber.
Il giocatore di baseball, rispose il piccolo Henry.
In che ruolo?
Il bambino riflett un momento, poi dichiar: Esterno
medio.
Esterno centro, lo corresse il signor Schreiber. Molto
bene. Tutti i grandi battitori giocavano da esterni: Ruth, Cobb,
DiMaggio, Meusel. In che squadra?
Stavolta il piccolo Henry non aveva bisogno di pensarci.
New York Yankees, afferm.
Visto? fece il signor Schreiber, raggiante.  gi un
americano bell'e buono.
La sirena suon tre volte, sulla scaletta fuori si sent uno
scalpiccio e un inserviente pass picchiando su un gong e
urlando: I visitatori sono pregati di scendere. Pronti a salpare.
Mentre gli ospiti si apprestavano a uscire e la signora
Butterfield singhiozzava a pi non posso, ci fu una nuova ondata
di saluti. Arrivederci, signora Harris. Dio la benedica,
mormor la signora Schreiber fra le lacrime. Mi raccomando
di andare a vedere chi abita nel nostro appartamento.
Arrivederci, madame, disse il marchese chinandosi su
di lei. Le prese la mano nella sua e la sfior con i baffi bianchi.
Le auguro la stessa felicit che ha donato agli altri, me
compreso. In fondo  stato davvero un gioco da ragazzi. Ho
detto a tutti che mio nipote  tornato in Inghilterra da suo
padre, cos non ci saranno difficolt.
Arrivederci! Buona fortuna! esclamarono tutti i Brown.
Arrivederci! Buona fortuna! ripet il signor Schreiber.
Se ha bisogno, mi scriva. Non dimentichi che abbiamo
un ufficio distaccato anche l. Possono aiutarla in qualsiasi
momento.
Il piccolo Henry si avvicin con una timidezza nuova, perch
nonostante tutto era ancora un ragazzino e si vergognava
delle emozioni, specie se profonde. Non poteva prevedere il
futuro, ma il presente gli era ben chiaro, cos come il passato
al quale le due donne l'avevano sottratto, anche se la vita con
i Gusset era gi un ricordo sbiadito.
La signora Butterfield, invece, non si faceva di quei problemi.
Strinse il piccolo Henry in un abbraccio soffocante e
lo coccol tra lacrime e singhiozzi, finch la signora Harris fu
costretta a intervenire. Su, tesoro, smettila, le disse, non
 pi un bambino. E un uomo, ormai. Se il ragazzino le era
grato di averlo tratto in salvo, adesso si era guadagnata la sua
gratitudine eterna.
Avvicinatosi a lei, il piccolo Henry le gett le braccia al
collo e sussurr: Arrivederci, zia Ada. Ti voglio bene.
Furono le ultime parole che si udirono mentre gli ospiti
uscivano in fila indiana. Poi si ritrovarono tutti sull'estremit
del molo a guardare il grandioso transatlantico indietreggiare
nelle acque trafficate del North River, con gli obl di ottone
che riverberavano il sole rovente di luglio e migliaia di visi a
punteggiare il bianco scintillante dei ponti e della
sovrastruttura. Da qualche parte verso la prua c'erano anche i
puntini che rappresentavano la signora Butterfield e la signora Harris. La
potente sirena mand tre ululati di saluto e il marchese
Hypolite de Chassagne pronunci una specie di discorso d'addio.
Se potessi fare a modo mio, esord, innalzerei una
statua in una pubblica piazza a donne come quella, perch
sono le vere eroine dei nostri tempi. Fanno il loro dovere
giorno dopo giorno, lottano contro la povert, la solitudine
e il bisogno, per mantenere se stesse e crescere una famiglia,
eppure sanno ridere, hanno sempre il sorriso sulle labbra e
trovano il tempo di abbandonarsi ai sogni. Il marchese si
interruppe, riflett un istante e sospir. Per questo, riprese,
innalzerei una statua in loro onore, per il coraggio con cui
continuano a inseguire sogni belli e romantici. E guardate,
concluse, il meraviglioso risultato di quei sogni.
La sirena della Queen Elizabeth ulul di nuovo. Ora la nave
mostrava la fiancata ed era al centro della corrente. Le eliche
mulinavano e il transatlantico cominci a scivolare verso il
mare aperto. Il marchese alz il cilindro.
A bordo, la signora Harris e la signora Butterfield andarono
a rifugiarsi in cabina con gli occhi rossi di pianto. A quel
punto arriv il cameriere.
'Giorno, disse. Sono Twigg, il vostro cameriere. La
cameriera si chiama Evans, arriva tra un attimino. Al che
vide la montagna di fiori. Ma cribbio, qua dentro sembra
che c' morto qualcuno, sembra.
'Scolti un po', lo rimbecc la signora Harris, attento a
come parla o glielo faccio vedere io chi ci muore qua dentro.
Per sua informazione, quei fiori l me li ha mandati l'ambasciatore
francese.
Ohil! esclam il cameriere nel cogliere l'accento familiare,
niente affatto imbarazzato per il rimprovero. Non
dica niente, mi faccia indovinare... Battersea, ci scommetto.
Io sono di Clapham Common, sa? La gente che non si incontra
di questi tempi! I vostri biglietti, prego. Poi, prima
di andarsene: In gamba, signore. Bill Twigg e Jessie Evans si
occuperanno di voi. Non potevate capitare meglio.
La signora Harris si sedette sul letto e fece un sospiro
compiaciuto. Le parole Clapham Common erano state un
balsamo per le sue orecchie. Santiddio, Violet, disse, non
 mica bello essere a casa?
...
.
...
FINE.